Il poeta travolto dalla malagiustizia

Enrico Ciancetta, in arte Marco Tornar, è un poeta di Pescara.

Persone Maurizio Piccinino Quotidiano, Oliviero Diliberto, Marco Tornar, Enrico Ciancetta
Luoghi Abruzzo, Pescara
Organizzazioni Partito dei Comunisti Italiani, Lazio
Argomenti diritto, diritto penale

01/lug/2011 21.04.36 Tabula fati Contatta l'autore

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Enrico Ciancetta, in arte Marco Tornar, è un poeta di Pescara. Come tutti i poeti passa giorni a limare una frase, a levigare un concetto, a lavorare in modo tormentato e tenace. Dietro l'angolo, invece, si staglia la minaccia di un fato kafkiano, che non risparmia né la poesia né l'uomo.
Quanto è accaduto a Tornar è un esempio di come la malagiustizia arrivi a colpire gli uomini più indifesi e, magari, più sensibili verso la legalità. Così senza aver fatto nulla di male, ma scambiato per un altro, il poeta pescarese si è ritrovato a essere condannato contumace.

Oltre la condanna ha subito il pignoramento del quinto dello stipendio a favore, addirittura, dell'ex ministro di Grazia e Giustizia, Oliviero Diliberto segretario dell'allora Pdci, che denunciò un giornaletto sportivo, voce dei tifosi della Lazio, distribuito gratuitamente allo stadio, di cui a sua insaputa, Tornar era stato indicato direttore. Diliberto era tirato malamente in ballo in un articolo su calcio e politica, farcito con una serie di pesanti invettive.

Tutto questo avveniva nel 2008, quando Tornar nella sua Pescara stava scrivendo poesie e partecipava a premi letterari, inconsapevole che all'Olimpico si stava decidendo il suo destino. La giustizia, come insegnano le fiction televisive ha molte armi per indagare, per cercare documenti e prove, per mettere in campo esperti del Ris. Visto che si trattava di un affronto al Guardasigilli, da via Arenula ha messo in campo i migliori investigatori per venire a capo di un caso di aggressione mediatica. Tanta attenzione ha reso giustizia a Diliberto, non a Marco Tornar. Certo il poeta, una colpa pure l'ha commessa: si è fidato di un critico letterario, ma proprio l'uomo di cultura, che ha un figlio tifoso laziale, lo ha messo in modo involontario, nei guai.

L'eterna sfida tra critico e artista? Chissà, ma questo alla magistratura poco interessa. I giudici della Capitale hanno letto il rapporto dove figurava che Tornar era direttore del giornaletto, e hanno condannato il poeta senza nemmeno sentirlo. Poi la storia come avviene nella malagiustizia si è addirittura complicata, perché a colpi di carta bollata, di opposizioni al pignoramento e appelli, la cifra non è diminuita, ma è lievitata di 30 mila euro, per arrivare a 80 mila euro.

Siccome i poeti non navigano nell'oro, per Tornar è scattato il pignoramento del quinto dello stipendio di insegnante di scuola media. Dovrà pagare per i prossimi 20 anni, magari con l'aiuto solidale di qualche amico, e tifoso laziale.


Maurizio Piccinino
Quotidiano d'Abruzzo, 25 giugno 2011

http://www.quotidianodabruzzo.it/Cronaca/7352/il-poeta-travolto-dalla-malagiustizia.html

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