Un ragazzo che non c’è di Daniele Capuozzo, Rupe Mutevole Edizioni

Un ragazzo che non c'è di Daniele Capuozzo, Rupe Mutevole Edizioni.

Persone Alessia Mocci Responsabile, Gioia Lomasti, Daniele Capuozzo
Luoghi Rupe Mutevole Edizioni, Appennino, Ande, Itri
Argomenti letteratura, editoria, retorica, poesia

12/ago/2011 11.58.58 Alessia Mocci Contatta l'autore

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Eccomi arrivato,/ arrivato alla conclusione./ Sono qui che aspetto e non arriva mai./ Io ti chiedo,/ e lo ripeto ancora/ Ti Amo./ Questo non pregiudica il fatto,/ ma è questo quello che dispera./ Eccomi, ti aspetto./ Sono qui che ti guardo/ e non so dirlo./ Ma ora è la conclusione./ Io lo dico e lo ripeto ancora,/ Ti Amo, ti amo,/ dall’Appennino alle Ande, Ti Amo.” – “Lettera al mio amore”

 

Struggente. Un’emozione amorosa fortissima che non riesce a consumarsi con lo straziante “Ti Amo”. “Lettera al mio amore”, nella sua semplicità di espressione, racchiude la consapevolezza della fine del rapporto di coppia ma soltanto una fine fisica e non metafisica. Il piano della realtà è annebbiato, infatti, dalla voluttà dei sentimenti che padroneggiano sulla penna e sugli intenti.

 

Un ragazzo che non c’è”, edito nel 2010 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Poesia”, è una silloge poetica suddivisa in cinque capitoli (“Humanae Litterae”, “Città e umanità”, “Me”, “L’amore”, “Poesie varie”). L’autore, Daniele Capuozzo, sottolinea nella prefazione le intenzioni non autobiografiche ma piuttosto liberamente ispirate dal pensiero. La capacità di sintesi avviene dopo una riflessione portata dalla volontà dell’autore di chiarire alcuni “pensieri” dei quali non riusciva a liberarsi, e la poesia è corsa in aiuto non solo di Daniele ma anche dei lettori che avranno modo di gustare questa raccolta.

                                                                                                                             

Una componente rilevante della poetica di Daniele è la brevitas, infatti all’interno di “Una ragazzo che non c’è” troviamo liriche di un solo verso, di due versi, di quattro che indicano, per l’appunto, la conclusione di un ragionamento iniziato tempo prima di prendere la penna in mano. Un buon uso della punteggiatura crea una musicalità schietta e vetusta nel contempo.

 

Più che creatura,/ tu sei per me divina/ barcolli davanti  a me,/ come un ramo muove/ le sue poche foglie d’inverno/ tu sei entrata nella mia anima,/ e subito è stata estate./ Estate della mia vita/ non andar via/ resta sempre con me in amore vero./ Tu amore vero, proprio tu/ amore mio./ Quando mi amerai?/ Caro amore sai, / che io vivo per te./ Chiedimi tutto,/ ma dammi il tuo amore./ […]” – “Creatura divina”

 

Eterogeneità della forma, dalla brevitas alla variatio della struttura ma non del contenuto che continua ad indagare sul sentimento di un io narrante che cerca di capire il motivo del rifiuto di una lei silente, di una lei non comunicativa, di una lei che vive la sua vita senza aver la maniera di interagire spiritualmente con l’io.

 

I tuoi odori mi persuadono/ li sento e mi fanno scrivere./ L’aria di montagna che sprigioni/ mi fa sentire vicino a te,/ ti imponi massiccio col tuo castello./ Le tue olive,/ ti danno il dolce sapore/ delle tue montagne.” – “Itri”

 

La collana editoriale “Poesia” è curata da Gioia Lomasti.

 

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

            http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

 

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

 

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