Dell’amore resta solo l’amore di Donata Porcu, Rupe Mutevole Edizioni

23/ago/2011 14.55.01 Alessia Mocci Contatta l'autore

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Quanto tempo è/ che non ti scrivo una poesia?/ Quanto tempo è/ che non accarezzo i tuoi capelli/ pensando che sei il solo …/ Quanto tempo/ lascio correre i pensieri/ lungo il ciglio del mio cuore stanco./ Quante sere/ non racconto più favole ai miei figli./ Quanti giorni/ non siedo più alla tavola/ della mia vita./ Quanto tempo è/ che non sorridevo nella luce del sole estivo/ e contavo i minuti per arrivare al mare?/ […]” – “Quanto tempo”

 

L’anafora iniziale segna un incidere forte sul primo verso e sul titolo come se il tempo, citato in causa, fosse il vero soggetto della lirica. Il tempo è qui non solo un contare la distanza tra un’azione e l’altra ma è una personificazione che riprende l’estraneità dell’autrice che per un periodo più o meno lungo si è disinteressata dell’esterno per ripiegarsi in un io interno.

 

Dell’amore resta solo l’amore”, edito nel febbraio del 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “La quiete e l’inquietudine”, è una silloge poetica composta da prefazione a cura di Silvia Denti e trentacinque liriche che rivolgono il loro interesse nella tematica amorosa. L’autrice, Donata Porcu, dedica la silloge ai genitori, al padre come primo poeta conosciuto ed alla madre come musa ispiratrice. La raccolta poetica rispecchia un po’ la forza di Donata Porcu, le liriche sono il contraccolpo  delle immagini mentali dell’autrice, immagini che rimangono salde anche nella trasposizione cartacea.

 

L’amore, dunque, è il tema principale che viene ribadito anche con il titolo della raccolta, “Dell’amore resta solo l’amore”. Sottolineo con forte interesse il pensiero portato avanti da Silvia Denti nella prefazione: “Dell’amore rimane la poesia”. L’amore è un sentimento conosciuto ma allo stesso tempo estraneo alle regole della società, si ama tradendo, si ama pentendosi, si ama morendo, si ama ferendo e si ama, anche, perdendo l’amore, ciò che però rimane è la poesia.

 

Ho continuato a cercare le parole,/ quelle perdute e mai più ritrovate,/ quelle taciute perché troppo sentite/ e quelle sepolte, distratte e trascurate./ Sono fuggite/ e se le chiamo non tornano./ Sono davvero come foglie portate dal vento,/ e non so ritrovarle./ Ho capito che posso solo aspettarle./ Aspetta con me, senza fretta e timore …/ Non appena saranno mie,/ saranno anche tue.// […] – “Parole”

 

Donata Porcu mostra un interesse particolare anche nelle figure retoriche, come anticipato l’utilizzo dell’anafora per sottolineare e musicare il verso. Le parole che l’autrice cerca sono nascoste nel passato, forse sono parole di argomento amoroso che deluse non riescono a fuoriuscire, si auspica sul finire che siano proprio quelle parole a ricongiungere gli amanti lontani.

Anche la dimensione onirica segnala la mancanza/bisogno d’amore e lo possiamo ben vedere in “Sogno di una sera”:

 

Improvvisamente solo i tuoi occhi/ nella luce della prima sera./ Quegli occhi che sorridono,/ il suo sguardo che ti fissa/ e ti insegue./ Occhi lucidi e scuri./ E poi, nel buio, le sue mani,/ che dipingono ombre sul tuo viso,/ le sue mani enormi,/ che si muovono lente./ E solo la sua ombra che ti avvolge/ e ti circonda …/ I suoi occhi e le sue mani,/ nella notte, veloci, instancabili, scure …/ per un istante eterno.” – “Sogno di una sera”

 

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

 http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

 

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

 

 

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