Cara mafia, io ti sfido. Presentazione a Palermo del fumetto dedicato a Libero Grassi

07/ott/2011 08.59.53 Round Robin Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Questa sera, venerdì 7 ottobre, alle ore 18 presso la Feltrinelli di Palermo (via Cavour 133), Round Robin e l'Ass. daSud presentano Libero Grassi (Cara mafia, io ti sfido), il fumetto di Laura Biffi, Raffaele Lupoli e Riccardo Innocenti, uscito in occasione dei vent’anni dalla morte dell’imprenditore palermitano, per la collana di graphic novel Libeccio. Assieme agli autori e all'illustratrice Beatrice Gozzo, interverranno Pina Maisano Grassi, moglie di Libero, Felice Cavallaro, Corriere della Sera, Danilo Chirico, presidente Associazione daSud, Enrico Colajanni, presidente Libero Futuro, Vittorio Greco, Addiopizzo, Ivan Lo Bello, presidente Confindustria Sicilia, Umberto Santino, presidente Centro Impastato.

La graphic novel ripercorre l’intera vicenda dell’imprenditore palermitano ucciso dalla mafia dopo aver intrapreso un’azione solitaria contro una richiesta di pizzo. Libero Grassi ebbe il coraggio di opporsi alle richieste di racket della mafia, e di uscire allo scoperto denunciando gli estorsori. La condanna a morte di Grassi arriva con la pubblicazione sul Giornale di Sicilia di una lettera sul suo rifiuto a cedere ai ricatti della mafia. La sua lotta prosegue in televisione, intervistato da Michele Santoro a Samarcanda su Rai 3, e anche su una rivista tedesca colpita dal suo comportamento positivo volto a denunciare i mafiosi. Libero Grassi fu lasciato solo nella sua lotta contro la mafia, senza alcun appoggio da parte dei suoi colleghi imprenditori. Per questo fu assassinato il 29 agosto 1991. Il 26 settembre 1991, Michele Santoro e Maurizio Costanzo dedicano una serata televisiva a reti unificate (Rai 3 e Canale 5) alla figura di Libero Grassi. Per il suo omicidio sono stati condannati nel 2004 i boss Francesco e Salvo Madonia.

“Non sono pazzo, non mi piace pagare. Io non divido le mie scelte con i mafiosi”. È l’11 aprile 1991 e in diretta tv Libero Grassi, industriale tessile proprietario della Sigma di Palermo, racconta la sua vicenda d.’imprenditore che rifiuta di pagare il pizzo alla mafia. Il caso varca i confini della Sicilia e diventa di dominio nazionale. Il 29 agosto alle 7.30 muore in un agguato a pochi passi del portone di casa. Il killer è Salvo Madonia, figlio del boss di Brancaccio. Lo ammazza perché può essere un “cattivo esempio” per gli altri commercianti. Potrebbero alzare la testa anche loro. Così invece se ne stanno tranquilli. Libero Grassi quella mattina di vent’anni fa viene ucciso due volte: da Cosa nostra e dall’indifferenza dei suoi colleghi imprenditori. Lo hanno lasciato solo e sopportato con fastidio. Perché fa “tammurriate”. Non è uno che paga e sta zitto. Come fanno gli altri. Ma poi arriva il 1992, con le stragi di Falcone e Borsellino. E nulla è più come prima. La misura è colma. L’indignazione popolare divampa. Per un po’ la reazione sembra sopita ma gradualmente i commercianti palermitani escono dall’angolo, si alleano e seguendo l’esempio di Libero Grassi denunciano gli estortori. Nasce Addio Pizzo e poi l’associazione antiracket Libero Futuro. Ci sono i processi e le condanne. La strada è in salita, ma ormai non si può più tornare indietro. Nessuno ha dimenticato Libero Grassi. Perché il seme della sua ribellione è germogliato. Perché se “un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”, un popolo che ritrova la sua dignità è più forte di qualsiasi mafia. Questo fumetto civile, scritto con il prezioso aiuto dei familiari e degli amici di Libero, racconta la sua storia e la sua eredità a chi non la conosce.
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl