'La tela del diavolo' sbarca in Sudamerica

11/ott/2011 19.39.44 pgfranco Contatta l'autore

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Il thriller di Gianfranco Pereno, " La tela del diavolo" recensito dal poeta argentino Osvaldo Ballina

10/05/10 - Osvaldo Ballina, Premio Consagración de la legislatura de la Provincia de Buenos Aires nel 1996, ha nei giorni scorsi recensito il thriller dello scrittore torinese Gianfranco Pereno.
Qui sotto la traduzione integrale dell'articolo:

'Scrivere, ovvero: L’arte della conversazione.
Questo è in sintesi la conclusione a cui sono giunto selezionando pensieri, sensazioni, giudizi che ho provato e che sono affiorati alla mia mente leggendo “La tela del diavolo” di Gianfranco Pereno.
A prima vista un classico thriller, anche se le note della quarta di copertina che accennano a contaminazioni di carattere magico lasciano preventivamente intuire risvolti narrativi meno scontati ed ortodossi.
Ed infatti il libro parte da un incubo per entrare subito in atmosfere e situazioni irreali o surreali a seconda di come uno voglia porsi personalmente di fronte ad argomenti che travalicano i confini del comune modo di concepire e vedere la realtà.
A mano a mano che il racconto trascina il lettore in vicende che s’intrecciano tenacemente con le personalità dei vari protagonisti, ci si rende sempre più conto della complessità del libro e della solo apparente linearità della trama, portando chi legge a porsi inevitabilmente domande sui vari temi che vengono, con molta maestria devo ammetterlo, proposti.
Viaggi nel tempo, fisica quantistica, religioni e filosofie che risalgono a civiltà addirittura antecedenti a quella indo-europea, si mescolano a citazioni teologiche e di saggistica in un continuo contrapporsi di modalità di ragionamento, di un dualismo di pensiero che sempre più si accentua via via che si avvicina la conclusione della vicenda.
Solo una volta terminato il libro mi sono veramente reso conto dell’autentica complessità del racconto e della varietà delle tematiche proposte che continuarono a riaffiorare alla mente anche nei giorni successivi, consolidando in me l’impressione che mi aveva seguito durante tutta la lettura del libro.
L’autore stava chiacchierando con il lettore.
In realtà la traccia narrativa rappresentata dal thriller era solo una scusa per parlare d’altro, per affrontare vari aspetti dell’amicizia e dell’amore, entrando nell’inconscio per parlare di paure e desideri, sesso e perversione; ma esplorando anche campi d’interessere inusuali, discutendo per esempio su confini come quello della Legge e della Giustizia, che vengono alternativamente visti da un punto di vista giuridico o dal punto di osservazione molto più ampio della giustizia naturale ed umana.
Tutto il libro si può considerare come una piacevole ed interessante chiacchierata tra amici, sia che si svolga attorno ad un’allegra tavolata, sia che venga invece tenuta in un salotto letterario, è una storia scritta per far parlare, far riflettere, per gettare piccoli semi di curiosità da soddisfare e da interpretare.
In parole povere, l’arte di fare conversazione.

Osvaldo Ballina.''

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