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CStampa_InOrigineENinetaltro_CherryDocs. ALL'ATTENZIONE DELLE REDAZIONI CULTURALI inoltriamo Comunicato Stampa degli spettacoli: IN ORIGINE E NIENT'ALTRO in scena dal 17 al 22 gennaio 2012 < vedi > CHERRY DOCS in scena dal 24 al 29 gennaio 2012 < vedi > presentati dalla Compagnia ALTRARTE IN ORIGINE E NIENT'ALTRO l'inutile storia di Valeri Simon 17/22 gennaio 2012 produzione Compagnia Skontrasto / Altrarte di Paolo Verticchio Regia di Antonio Serrano con Irene Trapani, Paolo Camilli, Daniele Pio Scene: Antonio Serrano - Costumi: Antonella D'Orsi Massimo - Musiche: Flavio Mainella Una donna!

Persone David Grow, Massimo La, Antonio Bonanotte Scene, David Gow, Flavio Mainella Una, Antonella D'Orsi, Daniele Pio Scene, Paolo Camilli, Irene Trapani, Antonio Serrano Costumi, Paolo Verticchio Regia, Dan, Michael
Luoghi Roma
Argomenti musica, teatro, spettacolo

13/gen/2012 15.15.02 casa delle culture di roma Contatta l'autore

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ALL’ATTENZIONE DELLE REDAZIONI CULTURALI
 
inoltriamo Comunicato Stampa degli spettacoli:
IN ORIGINE E NIENT’ALTRO  in scena dal 17 al 22 gennaio 2012 < vedi >
CHERRY DOCS in scena dal 24 al 29 gennaio 2012 < vedi >
presentati dalla Compagnia ALTRARTE

 

IN ORIGINE E NIENT’ALTRO

l’inutile storia di Valeri Simon

17/22 gennaio 2012

produzione Compagnia Skontrasto / Altrarte

di Paolo Verticchio

Regia di Antonio Serrano

con Irene Trapani, Paolo Camilli, Daniele Pio

Scene: Antonio Serrano - Costumi: Antonella D'Orsi Massimo - Musiche: Flavio Mainella

Una donna! La sua malattia taciuta, la sua esistenza, i suoi sentimenti viziati dalla malattia stessa e la sua adolescenza, i suoi amori, i suoi dubbi, i suoi bisogni…

Un viaggio onirico nella sua mente che proietterà sul palcoscenico le immagini scomposte dei più importanti momenti della sua vita, in relazione ai due uomini che l’hanno amata e che ha amato, ricordando e rivivendo le gioie e i disturbi di allora, le carenze, le speranze, le ambiguità spezzate in seguito all’ avanzare del tempo e di contro della patologia.

Nel susseguirsi delle scene scopriremo la competizione e la rivalità di due personaggi maschili - racchiusi in concetti differenti di esistenza e perciò del modo di amare, di vedere il rapporto con la donna �“ le ambiguità della vita ai margini, e di come tutto questo precluda la possibilità di una scelta differente oltre a quella di adattarsi. Il culmine sarà quando questi differenti modi di intendere la vita porterà allo scontro delle due visoni, nell’impotenza assoluta della donna e delle sue necessità, capitolando nella fine di uno di questi due modi di vedere la vita, la morte appunto di uno dei due uomini per mano dell’altro.

Rinchiusa nel reparto psichiatrico di un ospedale qualunque, questa donna ci condurrà verso la consapevolezza che la malattia è l’unica libertà nell’incastro, poiché in alcuni casi essa non può porsi in essere né nella scelta, né tanto meno nella volontà viziata dall’infanzia da qualcosa che spesso è molto più grande di noi, la mente umana appunto.

Ed ancora ritornano i due uomini, adesso infermieri del reparto, che condurranno la donna verso un altro, scontato, giro di lancette.


 

CHERRY DOCS

24/29 gennaio 2012

produzione Compagnia Altrarte

di David Gow

regia di Antonio Serrano

con Antonio Bonanotte

Scene di Antonio Serrano Costumi di Antonella D’Orsi Massimo

 

La scena è quella di un processo. A dominarla, sono solo in due: forma dialettica perfetta. La tensione che pervade il testo segue il crescendo dettato dal ritmo incalzante delle battute, quasi un ritmo di jazz, in cui le due voci, dissonanti all'inizio, pian piano si accordano e avvicinano su note armoniche: i monologhi iniziali cedono il passo a battute sempre più brevi che ospitano la voce dell'altro, danno spazio alla sua prospettiva. E' assecondando questo ritmo che è costruita la regia di un testo scritto �“ come dichiara l'autore �“ "senza preoccuparsi di non urtare la sensibilità di qualcuno": un testo che mostra quanto siano fragili i confini tra buoni e cattivi. Un vero gioco delle parti, dove i personaggi sono lasciati in bilico tra reale natura personale e ruolo sociale, limes sottile che tiene in scacco ciascuno di noi. Non a caso la scena rappresenta una grande gabbia: reale luogo di detenzione del naziskin ma anche metafora della prigione in cui sono rinchiusi entrambi, quella dei loro (e dei nostri) demoni...

 

Il complesso rapporto tra Mike, un giovane skin head accusato dell'omicidio di un pakistano e Dan, l'avvocato ebreo chiamato a difenderlo, è il fulcro di "Cherry Docs", dell'americano David Grow. Un testa a testa, un gioco a due voci che si intrecciano a suon di battute lapidarie, chiare e stentoree. Sette giorni, sette scene, sette momenti in cui i protagonisti saranno costretti a confrontarsi con le proprie paure, le contraddizioni e le convinzioni più profonde. Da una parte la fede in un ideale di purezza da difendere a tutti i costi (le "cherry docs" del titolo sono gli anfibi "da battaglia" di Mike), dall'altra quella nei principi della religione di un popolo perseguitato proprio in nome di quella purezza; da una parte l'estrema intolleranza, dall'altra i supposti convincimenti liberali. Contrapposizioni nette, almeno in apparenza. Fino a che le certezze di entrambi non perdono forza e consistenza, minate dal gioco dialettico di cui i due sono allo stesso tempo protagonisti e vittime.

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