LA PITTURA ASTRATTA, FIGLIA DELLA PAURA. Saggio per spiriti non più vincolati. Di Marco de' Francesco

Nume tutelare: Quando nel 1980 si tenne la mostra di Balthus a Venezia, gens lucifuga emerse dalle nebbie dell'arte contemporanea - con un po' di timore e alla chetichella, come gli "Atleti della fede" al termine della Rivoluzione.

Persone Marco de' Francesco
Luoghi Venezia
Argomenti arte, pittura

18/apr/2012 00.09.23 IP Report Contatta l'autore

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Nume tutelare: Quando nel 1980 si tenne la mostra di Balthus a Venezia, gens lucifuga emerse dalle nebbie dell'arte contemporanea - con un po' di timore e alla chetichella, come gli "Atleti della fede" al termine della Rivoluzione. I pittori figurativi uscivano dai rifugi ove erano stati cacciati dalla cultura ufficiale. E chi per lungo tempo era stato considerato impossibile o morto si riscopriva vivo e psicologicamente integro, e pensava di avere mantenuto animata la sostanza di un metodo che era esistito sin dalla notte dei tempi. Depositari di segreti atavici e sacerdoti di un tempio vacillante, sono forse i vincitori di una contesa di importanza mondiale; infatti, se l'arte concettuale − che si basa in gran parte sul rapporto biunivoco segno (o gesto) - significato − è un linguaggio che si esaurisce nello spendersi, ed è quindi morta, la pittura figurativa, che è polisensa, mantiene anche quando non vale un granché un'accezione importante: lo spirito di conservazione della cultura occidentale.

 

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