Circolo Culturale Buenaventura: com?ÿ?WINDOWS-1252?Q?unicato stampa: Presentazione del Li?ÿ?WINDOWS-1252?Q?bro “A casa nostra. 50 anni di crim?ÿ?WINDOWS-1252?Q?inalità in Veneto" giovedi 25 maggio

22/mag/2006 07.27.16 Oficina di Buenaventura Contatta l'autore

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Comunicato stampa: Presentazione del Libro "A casa nostra. 50 anni di
criminalità in Veneto"

L'Associazione Culturale Oficina di Buenaventura Vi invita
all'incontro con Monica Zornetta e
Danilo Guerretta, autori del libro "A casa nostra. 50 anni di
criminalità in Veneto (2006, Baldini Castoldi Dalai), che si terrà il
giorno giovedì 25 maggio 2006 alle ore 21.00 presso la nostra sede di
via Circonvallazione Ovest n.23 a Castelfranco Veneto (TV). L'incontro
è aperto a tutti, ed è gratuito.

A proposito del libro.
«Parlare di mafia in Veneto? Ma se qui la mafia non c'è!» Quante volte
si è detto e ripetuto. E in Veneto si lavora sodo, si vota per
difendere il gruzzolo, si prega. E il sabato sera, si balla. Eppure
qui sono stati mandati al confino personaggi che hanno contribuito a
scrivere alcune delle pagine più importanti della mafia. Qui sono
arrivati «Totuccio» Contorno, Salvatore Badalamenti, nipote di quel
«Tano» che fece ammazzare Peppino Impastato, Giuseppe Sirchia, il
«mafiuso» che conobbe Leonardo Sciascia. Qui, un pezzo da novanta come
Giuseppe Madonia ha potuto condurre i propri business, con la
complicità di alcuni imprenditori locali e senza che nessuno, per
molto tempo, muovesse un solo dito. Ma il Veneto non ha solo importato
mafia: l'ha pure creata. In nessun'altra regione italiana, al di fuori
di quelle meridionali, è nata un'organizzazione con le caratteristiche
del 416 bis. Il Veneto l'ha avuta e l'ha chiamata Mala del Brenta, per
distinguerla dalla mafia siciliana. Il suo capo, Felice Maniero, dopo
aver trafficato in droga, armi e aver ammazzato molti dei suoi sodali,
è pure riuscito a fuggire da un carcere di massima sicurezza senza
colpo ferire. E oggi, pentitosi, fa l'imprenditore. Questo e molto
altro di ciò che è accaduto «a casa nostra» dagli anni Cinquanta è
raccontato con uno stile leggero, a metà tra la cronaca giornalistica
e il romanzo, in un libro che mette insieme sentenze e verbali di
interrogatorio con, in più, la viva voce dei testimoni i cui ricordi
carichi di emozione arrivano dritti al cuore.

Gli autori.
Monica Zornetta, giornalista professionista, scrive di cronaca nera,
giudiziaria e di politica per «Il Gazzettino». Ha lavorato per
l'emittente televisiva Antenna Tre Nordest ed è stata corrispondente
veneta per il radiogiornale di Rtl 102.5.
Danilo Guerretta, giornalista professionista, lavora per Antenna Tre
Nordest dove si occupa di cronaca e sport. Dirige una rivista
letteraria; è stato inviato in Iraq e nei Balcani.

«Il libro ci aiuta a capire che la mafia non è circoscrivibile entro
uno specifico ambito territoriale: è questione nazionale e oltre.»
Gian Carlo Caselli

«Il tempo sotterra il ricordo e sfuma i dettagli: rispolverarli
ubbidisce a quel dovere della memoria su cui tanto è stato detto, ma
che non ci stanchiamo di ribadire.»
Luigi Ciotti


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