ENZO BROGI PRESENTA FOLCO TERZANI AL CONVITTO NAZIONALE DI AREZZO

26/mag/2017 09:55:01 tognak Contatta l'autore

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“Ultra. La libertà è oltre il limite”, ultimo romanzo di Folco Terzani, presentato il 23 maggio al Convitto Nazionale di Arezzo.

 

Terzani era già stato ad Arezzo nel giugno 2015, quando aveva promosso, come uno degli ideatori di Solstizio2015, la passeggiata da Arezzo a Castelsecco ideata da Marco Botti, giornalista culturale e curatore di eventi, tra i quali "Tanti passi per star bene", passeggiate storico-artistico-salutari promosse da Unicoop Firenze - sez. Soci Arezzo che da cinque anni portano gli aretini alla scoperta degli angoli meno conosciuti della città e del suo territorio. Arezzo e Folco Terzani, sempre più amici.

Nel suo secondo romanzo, intitolato “Ultra. La libertà è oltre il limite”, illustrato martedì 23 marzo, nell’Aula Magna del Liceo Artistico, Coreutico e Scientifico internazionale annesso al Convitto Nazionale, a studenti e professori; lo scrittore Folco Terzani, figlio del grande giornalista e scrittore fiorentino Tiziano Terzani, dimostra di avere assimilato appieno la lezione del padre viaggiatore.

Continua la serie delle grandi storie vere ed interviste del padre giornalista. È una persona vera Michele, l’ultimo protagonista del romanzo di Folco Terzani. Ed è una storia vera quella che racconta, anche il nome Michele è vero. E adesso che in Italia siamo allo stallo, fare come Michele è la soluzione proposta ai giovani uditori.

È stato Enzo Brogi (nella foto, a destra; al centro Fabbri; a sinistra Terzani) consulente del Presidente della Regione Toscana per i diritti, a condurre Folco al Convitto Nazionale di Arezzo. “Un libro avvincente e attuale, appena lo hai finito di leggere ti senti un po’ Forrest Gump e vorresti cominciare a correre senza fermarti”, afferma il già consigliere regionale, probabile prossimo senatore, quando ci saranno le elezioni.

“Lezione di fiducia in se stessi” ha definito Agostino Fabbri l’intervento di Folco per il quale, il dentro è più importante del fuori; se la mente ci arriva, poi cambia il mondo. In Italia la foresta sta rinascendo, c’è anche il bello, non bisogna fuggire all’estero ma riscoprire se stessi qui e cambiare questa Italia vecchia e senza speranza.

È in fondo questo il messaggio di “Ultra”, che narra la vicenda di un ultramaratoneta (160 sono i chilometri da percorrere in questa disciplina estrema) conosciuto attraversando a piedi nudi un castagneto di montagna. Italiano, nella vita precedente lavorando per la ditta di famiglia di Miami, Michele incontra casualmente una bellona che lo trasforma in modello strafamoso e strapagato.

Ma accade un imprevisto, che conduce il giovane a cambiare rotta ed a capire che la vita non dipende dall’economia ma che solo andando oltre i propri limiti, si riscopre se stessi e ci si accorge della propria anima.

Anche per l’attuale crisi italiana, Folco afferma che non esistono soluzioni politiche ed economiche; bisogna cambiare il punto di vista ed i valori di riferimento e trovare nuovi obiettivi impossibili, come successe a lui quando Madre Teresa lo mandò, lui che non trovava il senso della vita, a lavorare coi morenti intoccabili, per le strade di Calcutta.

Un personaggio dalla gioventù straordinaria, Folco, che segue il padre Tiziano Terzani inviato speciale in Estremo Oriente, fa le scuole in Cina, impara il kung fu dai monaci shaolin, lo spirito dai fachiri indiani, per poi laurearsi a Cambridge. Nel mezzo, la sua esperienza in India con Madre Teresa di Calcutta e poi la scelta di andare a vivere in montagna, distante dai suoni cittadini.

Nel 2006 cura il libro del padre intitolato “La fine è il mio inizio” e ne ricava un film, nel 2010. Nel 2011 scrive “A piedi nudi sulla terra”. Adesso presenta la sua ultima fatica, ad Arezzo.

" Nel mio libro “A piedi nudi sulla terra” - spiega Terzani Junior - ho raccontato un sadhu, un baba, un uomo che si è tirato fuori dal gioco vano della vita. Fuori dalla vita sociale governata dai rapporti economici come dalla vita affettiva dominata dai sentimenti. Il sadhu non possiede niente: tiene acceso il fuoco, si dedica alla corretta esecuzione dei riti, comunica con il divino. Io ho conosciuto e frequentato baba di tutti i generi, dai più spirituali ai cialtroni ma è bello sapere che dentro una grotta esiste una persona che vive. Ora noi mettiamo ai monumenti delle etichette per ricordare cosa è successo o chi c'è stato. Facciamoli vivere con le persone e non solo con la testimonianza, saremo più vivi e scopriremo l'uomo e il suo essere".

Nel suo secondo romanzo, intitolato “Ultra. La libertà è oltre il limite”, illustrato martedì 23 marzo, nell’Aula Magna del Liceo Artistico, Coreutico e Scientifico internazionale annesso al Convitto Nazionale, a studenti e professori; lo scrittore dimostra di avere assimilato appieno la lezione del padre viaggiatore.

Ecco come lo riassume Agostino Fabbri: Il libro narra di Michele che ha una folgorante carriera da modello a Miami e New York, macchine sempre più grandi, tanti soldi per pagarsi ogni capriccio, feste tutte le sere, una moglie bellissima. E bellissimo è anche lui, tanto che Madonna lo ha soprannominato «The Abs», gli addominali. Però una sera si trova sul davanzale del suo appartamento al quindicesimo piano a chiedersi che farsene di tutto quel lusso e quegli eccessi. Se non è quella la sua strada, allora qual è? La risposta arriva come un colpo di fulmine, nascosto dentro un libro: l'ultramaratona. Nel giro di un anno diventa uno dei campioni più forti al mondo, ma vincere per lui non conta. L'ultra è una sfida con se stessi, non con gli altri: correre per centinaia di chilometri, in tutte le condizioni atmosferiche, tra i ghiacci del Canada o con cinquanta gradi nella Valle della morte, spingendo il corpo e la mente oltre ogni limite immaginabile. Passo dopo passo, mentre le gambe cedono e i muscoli si disfano, nella solitudine di una corsa infinita, Michele vive gli opposti: la sua fragilità estrema di fronte alla natura e la forza della sua volontà, che si libra oltre la fisicità, per esplorare cosa c'è dopo la fatica e il dolore. In questo libro Folco Terzani racconta la straordinaria storia di un ragazzo che aveva tutto ma non era niente, e nel ritorno all'atto primordiale della corsa ha trovato la sua libertà, il suo coraggio, il suo essere più puro. Perché l'ultra «dopo un certo punto non è più una prestazione fisica. Assolutamente no. Nell'ultra vai a vedere l'anima».

È infatti la storia di un giovane che riscopre lo sport come sfida ai propri limiti, come via interiore di conoscenza; abbandonando così le seduzioni della competitiva civiltà urbana, che ti sposta continuamente fuori di te, lasciandoti sazio e insoddisfatto.

Insomma, il problema sono io, non la conquista del potere, ma dentro di me c’è anche la soluzione, se uno si mette in movimento; infatti lo sport del protagonista del romanzo è la corsa.

Senza scomodare le filosofie orientali, apprese dal grande babbo, vengono in mente le parole del Vangelo. “A cosa serve conquistare il mondo, se poi perdi te stesso?”. Ed anche torna in mente l’homo viator, il pellegrino medievale che molla tutto, fa testamento e parte per un lungo viaggio a piedi in cerca della verità, a Gerusalemme o a Santiago de Compostella.

Il protagonista dell’ultimo romanzo di Folco Terzani è infatti un atleta che, lasciato il mondo della moda, cerca di superare le apparenze combattendo all’estremo contro i propri limiti umani, consapevole che la vittoria è là dove finisce la tua consapevolezza ed inizia il mondo ignoto delle potenzialità inespresse, il Velo di Maia dietro cui si nasconde il volto ascondito della divinità.

Inutile dire che il messaggio di Terzani Junior è stato accolto con entusiasmo dai numerosissimi studenti che stipavano all’inverosimile la sia pur capiente aula magna del noto istituto aretino, che a questo punto si conferma una agenzia culturale importantissima per la qualità dei relatori che riesce a presentare ai ragazzi ed alla città di Arezzo.

Terzani era già stato ad Arezzo nel giugno 2015, quando aveva promosso, come uno degli ideatori di Solstizio2015, la passeggiata da Arezzo a Castelsecco ideata da Marco Botti, giornalista culturale e curatore di eventi, tra i quali "Tanti passi per star bene", passeggiate storico-artistico-salutari promosse da Unicoop Firenze - sez. Soci Arezzo che da cinque anni portano gli aretini alla scoperta degli angoli meno conosciuti della città e del suo territorio. Arezzo e Fosco Terzani, sempre più amici.




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