Al Palazzo della Provincia di Treviso per discutere di emigrazione

Al Palazzo della Provincia di Treviso per discutere di emigrazione Comunicato stampa L'incontro che si terrà venerdì 15 febbraio 2008, alle ore 17.30, presso il Palazzo della Provincia di Treviso in cui sarà presentato il libro di don Olivo Bolzon intitolato <Diario> (Ogm editore 2007, pp. 80, euro 8,00), è un'occasione per riprendere il discorso sull'immigrazione.

12/feb/2008 21.20.00 Ogm editore Contatta l'autore

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Comunicato stampa

L’incontro che si terrà venerdì 15 febbraio 2008, alle ore
17.30, presso il Palazzo della Provincia di Treviso in cui sarà
presentato il libro di don Olivo Bolzon intitolato
<Diario> (Ogm editore 2007, pp. 80, euro 8,00), è
un’occasione per riprendere il discorso sull’immigrazione.

Fa piacere sapere che la provincia di Treviso è il
territorio dove gli immigrati stranieri si sono meglio
integrati rispetto a tutte le altre province d’Italia. Ma
per continuare a fregiarsi di questo primato virtuoso
occorre sviluppare i programmi di accoglienza e di
integrazione che sono stati trovati e sperimentati negli
ultimi 25 anni.

Essendo testimone della prima ora, posso dire che,
specialmente agli inizi, le pubbliche amministrazioni, la
Chiesa, il volontariato laico e cattolico hanno lavorato
molto perché l’inserimento dei "nuovi fratelli d’Italia"
potesse verificarsi nella maniera più serena possibile. A
questo hanno concorso anche le imprese e le iniziative
private, soprattutto nel campo degli alloggi.

Treviso ha lavorato molto anche nel campo culturale,
soprattutto attraverso il coordinamento "Fratelli
d’Italia", le cooperative sociali che nel frattempo erano
sorte, le associazioni degli stranieri e le grandi o
piccole feste inter-etniche.

Probabilmente siamo stati favoriti anche da un’economia
molto dinamica e un sistema produttivo diffuso nel
territorio, senza grosse concentrazioni.

I ricongiungimenti famigliari che ebbero inizio fin dagli
anni '90 hanno avuto un effetto benefico e stabilizzante
per la prima generazione di immigrati. La fabbrica, le
associazioni sportive e soprattutto la scuola hanno giocato
e stanno giocando un ruolo determinante di integrazione nei
giovani di seconda generazione.

Sono convinto che l’integrazione degli immigrati in
provincia di Treviso vada spiegata e riconosciuta in
maniera non banale.

Certo rimane molto da fare. Mi pare che manchi ultimamente
la passione e la creatività che ci hanno condotto nel
passato a sperimentare le strade che abbiamo percorso.

C’è da creare spazio ai nuovi raggruppamenti religiosi di
ogni tipo, perché la religione è un fattore di coesione e
di orientamento positivo. Occorre occuparsi dei giovani di
seconda generazione che frequentano scuole, campi sportivi
e luoghi di divertimento.

E c’è da lavorare molto per l’integrazione delle donne
straniere che possano trovare qui le condizioni per
l’affermazione di se stesse.

C’è da prendere atto che l’interculturalità e la fusione
culturale è ormai nei fatti, ma ha bisogno di essere
guidata e accompagnata dalla riflessione.

Mi auguro che anche l’incontro che si svolgerà nel Palazzo
della Provincia rilanci con la passione dovuta tutte questa
problematiche.


Don Giuliano Vallotto
Membro della Commissione diocesana
per il dialogo interreligioso
della Diocesi di Treviso


Per informazioni contattare:
centrostudipaoli@libero.it
cell. 339 3410373


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