La casa editrice Il Filo presenta quattro autori emergenti

Così come il mare è blu, profondo, scuro, a volte limpidissimo, a volte in tempesta, così l'animo di Francesca Di Quilio attraversa varie fasi, vari momenti, ma in ognuna di queste fasi vien voglia di immergersi, di buttarcisi dentro.

19/feb/2008 14.30.00 Casa editrice Il Filo Contatta l'autore

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Mercoledì 27 febbraio 2008, alle ore 18, la casa editrice Il Filo presenterà alcuni titoli della collana Nuove Voci, interamente dedicata agli scrittori emergenti. Ospiterà la serata la libreria-caffetteria “Tra le righe”, sita in viale Gorizia 29 a Roma.

Presenteranno le loro opere: Sabino De Bari “Esterno Pioggia”, Francesca Di Quilio “Il blu profondo delle mie emozioni”, Stefano Maria Maurizi “Il quarto Re Magio” e Ileana Parascandolo “Il cielo oltre Venere” con Prefazione di Saverio Santoro.


“Esterno Pioggia” (Edizioni Il Filo), di Sabino De Bari

Esterno Pioggia è una silloge in cui l’autore, Sabino De Bari, raccoglie i frammenti, le istantanee di un amore, le parole rubate ad una storia destinata fin dall’inizio a concludersi poiché chi la narra, persosi nell’altro, ha ora deciso di ritrovarsi, di “escludersi” da quel tutto, da quell’insieme che lo annulla. La pioggia in questi versi è metafora di una ciclicità disarmante, di un evento sempre nuovo eppure sempre uguale a se stesso, di uno scorrere travolgente ma nel contempo irrimediabilmente destinato a finire per lasciare spazio a giorni asciutti e sterili. Il linguaggio dell’autore scorre appunto come “pioggia” su queste pagine asciutte, come lacrime versate sul foglio che tuttavia non sono mai segno di sconfitta o resa, ma coraggiosa testimonianza, fedele riproduzione di un amore infelice e straripante, e di una scrittura che vuole svolgerlo. Ma l’epilogo di questa storia insegna al lettore che i sentimenti non sono conformabili alle rigide “geometrie” del verso, e che forse la poesia d’amore non può che essere una poesia incompiuta, o una poesia negata.


“Il blu profondo delle mie emozioni” (Edizioni Il Filo), di Francesca Di Quilio

La silloge di Francesca Di Quilio è pervasa d’amore, di un amore forte, sofferto, vissuto. È un amore che travalica i meri confini della pagina per giungere dritto al cuore del lettore. Da semplice spettatore degli eventi, il lettore diventa partecipe delle emozioni dell’autrice. Vive le sue speranze, le sue attese e le sue delusioni. Con uno stile asciutto ed essenziale, privo di iperbole o vuote ricercatezze stilistiche, l’autrice descrive in chiave poetica il suo vissuto, mettendo a nudo i sentimenti più intimi. Già la dolcezza del titolo, Il blu profondo delle mie emozioni, ci rimanda l’immagine del mare, con i suoi colori e le sue varietà. Così come il mare è blu, profondo, scuro, a volte limpidissimo, a volte in tempesta, così l’animo di Francesca Di Quilio attraversa varie fasi, vari momenti, ma in ognuna di queste fasi vien voglia di immergersi, di buttarcisi dentro. Il mare a volte può far paura, ma attrae, attrae inspiegabilmente, incute mistero e paura allo stesso tempo, voglia di scandagliarlo a fondo e timore di lasciarsi andare fra le sue onde. E così l’anima dell’essere umano è immensa, profonda e misteriosa. E, soprattutto, è desiderosa di libertà.


“Il quarto Re Magio” (Edizioni Il Filo), di Stefano Maria Maurizi

Il Quarto Re Magio è colui che non si abbatte, che cerca, che si impegna nel trovare se stesso e il suo miraggio. Chi nella vita non ha mai desiderato vivere un sogno o quantomeno sperato che si realizasse? Ognuno di noi vorrebbe innamorarsi e perdersi nell’oblio almeno per un po’. Quella di Stefano Maria Maurizi è una favola moderna, capace di spronare il lettore e smuovere chi ha smesso di sognare. Il viaggio, in questo senso, è una componente essenziale, un modo per ritrovarsi, per capire la direzione giusta da seguire, per arrivare in fondo a se stessi. Con una prosa coinvolgente, scritta con enfasi e grande partecipazione, l’autore ci dona un’opera in grado di far riflettere, ma anche di arricchire le coscienze troppo spesso annichilite dai fumi della società moderna. Un regalo difficile da ricevere.


“Il cielo oltre Venere” (Edizioni Il Filo), di Ileana Parascandolo

“Un romanzo intenso che descrive emozioni intense” è questo che l’autrice riesce a produrre trattando con delicata maestria un argomento singolare come la materia oncologica...
La Parascandolo non descrive, sussurra, parla alle coscienze liberandosi dalle convenzioni, puntando il dito contro la stupidità dei burocrati e l’ignoranza presuntuosa di certi “cosiddetti esperti titolati” che infangano una intera classe medica, il suo romanzo è un coraggioso atto d’accusa, ma nel contempo è una toccante storia d’amore.
La storia di un chirurgo oncologo che per sfuggire alla dolorosa perdita di una donna da lui amata si affida al potere rassicurante dei ricordi... Nel momento di arrendersi alla vita trova la forza di raccontarsi e nel tentativo estremo di non soccombere rivisita il suo passato e ne sfoglia le pagine.



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