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Scatole Sonore

27/02/2008 14:27 Editrice il Sirente


>SCATOLE SONORE
>
>- rassegna di musica, arti visive e performative -
>
>rialtosantambrogio
>via s.ambrogio, 4 - Roma
>06 68133640
>
>giovedì 6 marzo '08
>
>h. 20:30 esposizione foto:
>ALESSIA CERVINI
>
>h. 20:30 reading:
>SCRITTORI SOMMERSI
>http://www.myspace.com/scrittorisommersi
>
>h. 22:00 performance:
>FRANCESCA BONCI
>
>h. 22:30 concerti:
>OBSOLESCENZA
>PROGRAMMATA
>http://www.myspace.com/obsolescenzaprogrammata
>
>
>Å http://www.myspace.com/cuboaa
>__________________________________________________________
>ALESSIA CERVINI, nasce a Roma nel 1973. Comincia
>molto presto a sviluppare un interesse per la
>fotografia che porterà avanti costantemente in
>maniera amatoriale fino al 2001, anno in cui
>consegue il diploma di laurea in scienze
>dell'educazione ed inizia a lavorare come
>educatrice in ambito psichiatrico e
>dell'handicap. Parallelamente comincia a
>dedicarsi alla fotografia in maniera più
>approfondita, iniziando una ricerca personale
>sulle immagini. In particolare si occupa di
>stampa tradizionale in bianco e nero, di
>insegnamento, dello studio della storia e della critica fotografica.
> -
>2007 - collettiva, festival internazionale di fotografia di Roma "FotoGrafia"
>2006 - visiting artist, Syracuse University, Syracuse
>2006 - collettiva, "Per la musica 2" a
>Castelluccio della Foce, Siena, a cura di Peter Noser
>2004 - slide show, Nuova Galleria Campo dei Fiori, Roma
>2004 - slide show, Rashomon, Roma
>2003 - visiting artist, Syracuse University, Firenze
> -
>Le opere presentate sono frutto di una ricerca
>lunga e faticosa. In questi anni ho cercato di
>trovare una strada personale nel fare immagini.
>
>Ho sempre pensato che la fotografia potesse
>uscire fuori dallo stereotipo di documento o di
>copia della realtà. Ho voluto raggiungere un
>certo livello di qualità ed ho capito che la
>conoscenza approfondita della tecnica mi avrebbe
>aiutata a lavorare meglio. Non avrei potuto dare
>alle mie immagini il senso che hanno se non
>avessi studiato e poi fatto mie le regole
>dell'esposizione e del sistema zonale,
>soprattutto perché l'elemento primo del mio
>lavoro è la luce. La maggior parte del mio
>lavoro è fatto di paesaggi, ma li chiamerei
>spazi. Quando scatto, non mi colpisce solamente
>il luogo: si aggiunge l'atmosfera, la sensazione
>che provo e soprattutto il tipo di luce che
>trovo. Molto tempo fa mi trovai in un luogo dove
>avrei scattato volentieri, ma non avevo con me
>la fotocamera. Tornai in quel luogo molte altre
>volte con l'attrezzatura, ma non scattai mai.
>Capii allora che non era quel particolare
>paesaggio che mia aveva colpita, ma la luce che
>c'era in quel giorno; aveva reso un semplice
>paesaggio qualcosa di straordinario e diverso.
>E' anche per questo che vedo tutto il mio lavoro
>lontano dal clamore che circonda tanta
>fotografia attuale, quella reportagistica,
>quella modaiola, quella autoreferenziale...
>
>Chi si avvicina alle mie immagini dovrà trovare
>un proprio modo di entrarvi perchè non voglio
>costringere lo spettatore a vedervi qualcosa che
>scelgo io; sarà lui a scoprirlo, lentamente. Si
>troverà di fronte ad una scena e non al mio sguardo.
>
>Tutto quello che vedrete è scattato e stampato
>con metodi tradizionali analogici. Mi piace
>pensare di poter mantenere in vita il mistero e
>l'attesa, che la comparsa dell'immagine latente
>sul foglio di carta in camera oscura ci costringe a vivere.
>
>______________________________________________________________
>SCRITTORI SOMMERSI, nasce dall'intento di creare
>una rete estesa sul territorio che sappia
>raccogliere tutte quelle talentuose penne a cui
>l'editoria italiana non dedica la propria
>attenzione, perché troppo ligia alle leggi di mercato.
>
>La nostra antologia vuole essere un biglietto da
>visita, frutto di un'eterogeneità di stili e di omogeneità di intenti.
>
>Scrittori Sommersi mira dunque a diventare un
>punto di riferimento per tutti quegli emergenti
>costretti a pagare per vedere pubblicate le
>proprie opere, perché demotivati da un'editoria
>che troppo spesso antepone la vendibilità alla qualità.
>
>La strada da noi scelta è quella di mettere
>sullo stesso piano la lettura delle opere altrui
>e la nostra scrittura, in modo da avviare un
>reale processo di confronto da cui trarre reciproco supporto.
>
>Crediamo che il mercato editoriale sia una
>realtà da condividere e non da spartire tra i
>soliti noti, e che una letteratura nuova e di
>qualità possa risvegliare l'attenzione e l'interesse dei lettori.
>
>______________________________________________________________
>
>FRANCESCA BONCI, nata a Roma il 27/08/1967
>inizia a studiare danza a Roma nel 1987 al
>Centro Mimma Testa (allora CID - Centro
>Internazionale di danza), segue laboratori e
>seminari a Roma e all'estero con diversi maestri
>di danza contemporanea tra cui Solene Fiumani,
>Cloude Coldy, Roberto Sylva Itza, Lucia La Toure, Giorgio Rossi etc…
>Nel 1996 entra nella compagnia Altro Teatro
>diretta da Lucia La Toure dove rimane fino al
>2001 danzando in tutte le produzioni della
>compagni nell'arco della sua permanenza.
>Parallelamente alla danza contemporanea dal 1990
>al 1995 lavora con due compagnie di teatro di
>strada: il Filoforete, con cui viaggia anche in
>Spagna e in Francia, e la compagnia AriaAcqua-SoleTerra-MareFuoco.
>Dal 1995 conduce laboratori di danza
>contemporanea con adulti (con cui crea numerosi
>spettacoli) e adolescenti (dal 1999 al 2005
>conduce un laboratorio nel I Liceo Artistico di Roma).
>Dal 2002 segue in Italia e all'estero, dietro
>selezione, workshops con Akran Kham; Antony
>Rizzi (danzatore Forsythe); Mia Lowerence; Anna
>Theresa de Kesmaker; David Zambrano, Yasmeen Godder, etc…
>Dal 2003 inizia lo studio di un "modello di
>sistema complesso", entra nella scuola di
>formazione biotransazionale dove approfondisce
>la conoscenza appunto della teoria dei SCAC
>acronimo per Sistema Complesso Articolare
>Chiuso, avviando così una fase di ricerca,
>attraverso anche la sua attività di formatrice,
>per strutturare dei livelli di connessione tra
>l'approccio biotransazionale e la danza
>contemporanea. E' durante questa fase di ricerca
>che incontra il lavoro di Silvia Rampelli e
>della sua compagnia Habillé d'Eau con cui
>intesse un discorso articolato, tutt'ora vivo.
>"Studio in rosso" nasce all'interno di questa
>ultima fase in cui il livello più propriamente
>teorico dello studio del modello dei SCAC, ha
>sostenuto il lavoro concreto corporeo di danza,
>nella costante ricerca di una grammatica e
>sintassi comunicativa adeguate alla necessità di
>manifestare ciò che nel corpo circolava
>
>Ultime produzioni
>- 2000 Intriniblà
>- 2001 5x4 senz'angolo: labilizzazione dinamica di un presupposto statico
>- 2003 dell'acqua indossando tutte le sue nature
>- 2004 Meone, mesone, peone
>- 2006 CapoVolto
>- 2007 Studio in rosso
> -
>"un guscio cesellato da un uomo sarebbe ottenuto
>dall'esterno, in una sorta di atti enumerabili
>che portano il segno di una bellezza ritoccata,
>mentre il mollusco emana il proprio guscio,
>lascia trapelare la materia da costruire,
>distilla a misura la sua meravigliosa copertura.
>Mistero della vita formatrice, mistero della formazione lenta e continua
>(Gaston Bachlard)
>
>Nonostante immagine iniziale, fors'anche
>obsoleta, appartenente all'indistruttibile
>bazar dell'antichità dell'immaginazione umana,
>ancora risuona il fascino di quel "farsi" e
>"dis-farsi" del biologico per cui l'interno
>sé-cerne se stesso e si autoconfina in un atto
>inenumerabile e incessante, designando lo spazio
>del fuori e del dentro come spazio unico dell'intimità
>_______________________________________________________________
>
>OBSOLESCENZA PROGRAMMATA, nome comune, neutro,
>singolare, in ogni caso orfano di articolo determinativo.
>
>OP non ha padri e non avrà figli, ma i compagni
>di viaggio sono molti: Tempia, Scatole Sonore,
>Primoregistrazioni, il Sirente, Altroverso,
>Ratio Bild Macher, Ettore Frani, Mirco Tarsi, Norman Nawrocki.
>
>PRODUZIONI
>
>Musica per esposizione, CDr, Primoregistrazioni, febbraio 2007.
>Musiche composte e assemblate in collaborazione
>con l'artista Ettore Frani, scelte come colonna
>sonora ideale della mostra pittorica Frammenti
>d'Amor, tenutasi nel novembre 2004 a Roma.
>
>Detrito, CDr, Primoregistrazioni, febbraio 2007.
>L'apocalisse invisibile del contemporaneo
>racchiusa in cinque tracce abrasive e mantriche.
>
>Mu - o dell'inabissamento, CDr, Primoregistrazioni, ottobre 2007.
>Breve suite sul concept dell'inabissamento.
>Vibrazioni basse dal fondo dell'oceano. Tre casi di evanescenza consapevole.
>
>Risulta, CDr, Primoregistrazioni, novembre 2007.
>Rumori e melodie acidificate dalla memoria e
>dall'oblio. Una preziosa collezione di scarti.
>
>
>IN PROGETTO
>
>Partecipazione alla compilation collettiva La
>Sonora Commedia per
>www.kipple.it con
>rielaborazione sonora dei Canti VIII
>dell'Inferno, del Purgatorio e del Paradiso.
>Pubblicazione prevista per giugno 2008.
>
>Partecipazione alla Biennale dei giovani artisti
>d'Europa e del Mediterraneo
>(www.bjcem.org) che si terrà a maggio 2008 in Puglia.
>
>
>IPSE DIXIT
>
>"OP non si presenta bene… ma quel che fa
>l'entità sannita è di funebre bellezza."
>Dionisio Capuano su Blow Up 97, giugno 2006
>
>"Intriga ed affascina… ingloba con visione
>obliqua derive statico/isolazioniste e perentori
>scatti rabbiosi, un meccanismo inceppato in
>ripetizione infinita… a galleggiare un pelo sotto la superficie plumbea."
>Marco Carcasi su www.sands-zine.com, maggio 2007
>
>"Paesaggi (ultra) urbani&cibernetici pulsano
>all'unisono con (magnifici) rimandi ad un crudo primitivismo tantrico."
>Sergio Eletto su www.kathodik.it, gennaio 2008
>
>"Una musica che è mus(a naut)ica del
>cambiamento. Una palinodia del mondo… Una musica
>che abbatte definitivamente le barriere di
>genere e di linguaggio e si propone come il
>dropout dell'arte. Il suono del monoscopio dell'Essere."
>Denis Brandani in Le corrispondenze invisibili -
>foglio di critica totale e parziale, gennaio 2008
>
>"Due palle."
>Anonimo, gennaio 2008
>
>______________________________________________________________
>
>Å è il nome di un trio di musicisti e polistrumentisti trentini e veneti.
>Stefano Roveda, Andrea Faccioli e Paolo
>Marocchio sono riusciti a creare un inusuale
>mondo sonoro partendo da strumenti tradizionali
>come violino, batteria, chitarra e cello con
>l'aggiunta di strumenti e percussioni esotiche,
>synth e strumenti autocostruiti.
>Sebbene l'ascoltatore più attento possa
>rintracciare nella loro proposta influenze di
>krautrock e primo minimalismo (Tony Conrad e
>Faust in primis), oppure tracce di
>sperimentalismi più o meno recenti, la musica
>degli Å rimane profondamente italiana in termini di suono, spazio e tempo.
>Intensamente personale, piena di immaginazione, a tratti bizzarra,
>nostalgica e coraggiosa allo stesso tempo, la
>musica di Å è costruita a partire da
>composizioni spontanee ed improvvisazioni, in un
>secondo tempo arrangiate da Xabier Iriondo
>(Afterhours, Uncode Duello, Polvere...).
>Così come le performance live, caratterizzate da
>una alternanza di lunghe suite e brevi cluster
>sonori, drone percussivi e preludi orchestrali.
>
>Il disco, uscito per Die Schachtel nell'autunno
>2006, è stato accolto dalla critica italiana ed
>estera con grande entusiasmo, finendo nelle
>playlists di molti siti e blog, considerato uno
>dei migliori album del 2006 (www.ondarock.it).
>
>Il 18 maggio 2007 gli Å accompagnati da Andrea
>Belfi hanno suonato in free session con Tony
>Conrad, nella sua unica data in Italia, presso l'O'Artoteca di Milano.
>
>Il gruppo si è poi esibito in diversi locali in
>Europa, e ha registrato un live con intervista
>presso la VPRO radio di Amsterdam.
>
>http://www.die-schachtel.com
>http://www.myspace.com/cuboaa
>
>The Wire (Mike Barnes)
>
>Getting information on Å isn't easy. Even Die
>Schachrel's website enthuses about an "unknown
>(and we mean literally unknown trio of young
>Italian musicians. They are Stefano Roveda,
>Andrea Faccioli and Paolo Marocchio, and these
>pieces are apparently edited together from
>various improvisations. Some ot the drum
>patterns - brilliantIy recorded with both
>clarity and live-room clatter - recall Faust's
>Zappi Diermaier, while the string drones
>trailing over hypnctic guitar are reminiscent of
>This Heat's "horizontal Hold''.These can be
>heard on the 13 minute Closing track"It's
>happening in my head" (the titles, some very
>long, are taken from Mark Haddon's book The
>curious incident of the dog in the night-time)
>which then trails through piano interludes and a
>section of lyrical violin over repetitive guitar
>strummmig, this episodic collection has its own
>distinctive style, though and cuts from big raw
>guitar chords to pithy piano sonatas, to
>electronics with distant wailing vocals to
>kalimba loops - all to great effect. Being
>deluged with information on a daily basis, l'm
>happy to let the mystery of Å remain. But it
>would be fascinating to hear longer extracts
>from their source improvised material.
>
>_______________________________________________________________
>SCARICA IL CONCERTO DEL 4 OTTOBRE DEGLI UNCODE DUELLO
>http://www.blowupradiozine.com/monitor/index.php?xrl=http://www.blowupstorage.com/pubblici/uncode_duello.mp3.zip
>
>
>SCARICA IL CONCERTO DEL 4 OTTOBRE DELLA FUZZ ORCHESTRA
>http://www.blowupradiozine.com/monitor/index.php?xrl=http://www.blowupstorage.com/pubblici/fuzz_orchestra.mp3.zip
>
>
>SCARICA IL CONCERTO DEL 1 NOVEMBRE DEI LENDORMIN
>http://www.blowupradiozine.com/monitor/index.php?xrl=http:/
>/www.blowupstorage.com/pubblici/lendormin.mp3.zip
>
>
>SCARICA LE PUNTATE WEB_RADIO DI SCATOLE SONORE
>ECCO IL LINK DELL'ARCHIVIO PODCAST
>http://radio.informagiovaniroma.it/index_all.php?program=
>Scatole+Sonore

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