Comunicato stampa: Lunedì 21 aprile, a "Le Trottoir" di Milano Andrea G. Pinketts & F.P.Costanza

17/apr/2008 12.49.00 Canti dai Mobilifici Contatta l'autore

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"Dal Naviglio al Danubio. La sera milanese al Trottoir si tinge d'Europa Orientale. Canzoni e Poesie, Parole e Musiche di un grande Cantautore. Andrea G. Pinketts presenta insieme all'autore "Budapest o lamentazioni notturne", l'ultima raccolta poetica di Fabio Paolo Costanza, appena edita da Phasar. Ragionamenti sul senso della poesia e del tempo, sull'Est e sull'Ovest, sul significato dell'Alba e su quello del Tramonto, sulle ragioni della Superficie e della Profondità. "Budapest" come luogo dell'anima, come città del cuore, come patria della malinconia dove tutto è diverso, più pesante, dove tutto è Altro da Noi, dove i volti scuri dei passanti, le facciate grigie dei palazzi antichi, i bicchieri consumati nei bar di periferia evocano la parola "Fine" e fanno dimenticare il sole fasullo del nostro Occidente e la superficialità che da noi si spaccia per leggerezza. "Budapest" come poesia che va a  fondo senza paura, come indagine senza remore sul Perchè dell'Uomo su questa terra. 
Infatti le liriche presenti nel libro di Costanza, già ideatore e curatore dei fortunatissimi "Canti dai Mobilifici", sono crude e penetranti come fotografie inaspettate, sono sguardi perduti e decadenti, e sondano gli abissi dell'Essenza Umana fra corpi che si fanno cenere, tanghi d'Autunno, ballate di foglie cadenti, percorrendo un tragitto dove ritroviamo il succo della città dell'Est, il dolore e i lamenti dei cosiddetti "vinti": Nani, Appesi, Carcasse, Suicidi, Esteti Mesti, tutti coloro che non hanno imparato "l'intollerabile mestiere di vivere" e che, come Geremia nel suo Libro delle Lamentazioni, urlano al cielo il proprio dolore e chiedono, consci che non ci sarà risposta, il perchè delle proprie disfatte. 
Si avverte tra le parole di Costanza una musica, un richiamo ad un secolo passato, avvertibile per sensazioni e modus espressivo. Le liriche appaiono lineari eppure altamente evocative nel loro dispiegarsi come una rosa fiorente. Giunge a noi il loro profumo d'Ottobre, perchè in fondo anima e profumo sono essenze alla pari. Storie intere e struggenti si dipanano tra i versi, sciolte eppure intense, libere come aria, eppure concrete. Elegantemente concrete. C'è eleganza nella rabbia di alcune espressioni urlate quasi, nelle immagini di donne vestite di candore, tra gli uomini affranti per i viali di Budapest ed i loro peccati. La rabbia di ogni uomo sensibile che non capisce la vita e, soprattutto, non capisce la morte. Ma poi si placa il vento, la melodia tace, la notte vela, l'amore prende e toglie. E nelle lacrime troppo dolci, rimane l'eco di uno Chopin, ed il do finale del suo esecutore e la sua maestria. Un finale che potrebbe con le sue variazioni e sfumature svelare da lì a poco il presagio di una risurrezione. Fabio Paolo Costanza è quindi "Sindaco di Budapest. La Budapest vera, quella dei sogni. Quella che vale di più. Come l'America per Cesare Pavese. Anche se i colori del Danubio sono stati per lui un rifugio scomodo. Perchè quando casca il mondo, il mondo fa un gran rumore", come ha scritto nella prefazione il cantautore Sergio Arturo Calonego, che al Trottoir risponderà al fuoco della Poesia letta da Costanza e introdotta da Pinketts con canzoni e sonorità dal profumo dell'Est.
Reading, percorsi intellettuali, immagini, canzoni, alla ricerca del Senso del Danubio,per "Budapest". Ad arricchire la serata, per finire, una performance dell'artista Michelangelo Jr".
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