A Roma presentazione dei libri delle Nuove Voci della casa editrice Il Filo

Nella serata presenteranno i loro testi Giada Cecchinelli con "La neve nera", Alessandro Ceccherini con "Asia", Carmen Giordano "Stato di vita apparente", e Lylo Santamaria Bella con "L'Amore non si condanna" "La neve nera" (Edizioni Il Filo) di Giada Cecchinelli Vivere una realtà e d'improvviso scoprirla diversa da come la si è sempre creduta.

16/giu/2008 11.50.00 Casa editrice Il Filo Contatta l'autore

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A Roma presentazione dei libri delle Nuove Voci della casa
editrice Il Filo

Gli autori emergenti delle Edizioni Il Filo presentano le
loro opere

Lunedì 23 giugno 2008 alla libreria “Libermente”
avverrà la presentazione di quattro libri degli autori
della casa editrice Il Filo. Nella serata presenteranno i
loro testi Giada Cecchinelli con “La neve nera”,
Alessandro Ceccherini con “Asia”, Carmen Giordano
“Stato di vita apparente”, e Lylo Santamaria Bella con
“L'Amore non si condanna”



“La neve nera” (Edizioni Il Filo) di Giada Cecchinelli
Vivere una realtà e d'improvviso scoprirla diversa da come
la si è sempre creduta.
Questo è ciò che accade a Richard Smith, brillante
avvocato felicemente sposato, nel ritrovarsi
inaspettatamente ospite di Villa degli Angeli. Ma cos'è,
esattamente, Villa degli Angeli? Una clinica per pazienti
con problemi psichici o una prigione di specchi in grado di
far mutare la più ovvia delle realtà?
Cosa si nasconde dietro le incongruenze e le contraddizioni
che quotidianamente il personale della casa di cura mostra?
E perché lui è stato portato in quel luogo? In cosa è
rimasto invischiato, senza saperlo?




“Asia” (Edizioni Il Filo) di Alessandro Ceccherini
“Asia”, di Alessandro Ceccherini, è una silloge
intensa, che già nel titolo contiene un messaggio di
esplicita dedica, di esplicita ispirazione legata a un
femminile che seppure sfumato, seppure talvolta
irriconoscibile per nome, consistenza o gesto, resta
comunque al centro di questo discorso poetico, è il perno
su cui Alessandro costruisce una struttura "dialogante".
Questa poesia, difatti, sembra cantare il bisogno di
comunicazione dell'autore, la sua ricerca di una melodia che
finalmente giunga a suggerire parole diversamente
impronunciabili; parole capaci di rendere finanche
l'assenza: verso, idea, storia. L'autore per raggiungere
tale scopo si serve di un linguaggio per certi versi
diaristico che riassume un passato dai tratti mitici.
Volgendo difatti sovente lo sguardo indietro nel tempo, a
memoria di momenti in cui tutto sembrava possibile, tutto
sembrava destinato a durare in eterno, egli impronta la sua
scrittura sul margine di un ritorno alla vita reale dal
sogno (da quel passato mitico), un ritorno che tuttavia
lascia ancora in sospeso talune domande che forse, per loro
natura, sono destinate a rimanere senza risposta.




“Stato di vita apparente” (Edizioni Il Filo) di Carmen
Giordano
In un futuro prossimo e probabile, in un luogo senza nome,
senza coordinate dove vige il terrore, il controllo su tutto
e tutti, dove nulla è più ciò che era una volta, Doc,
Responsabile del Dipartimento Ricerche della “Centrale”,
sopravvive tra uomini e ibridi, porta avanti la sua
esistenza come un involontario automa. L'uomo non è più
individuo libero, pensante, indipendente.
L'uomo è macchina sotto costante controllo, apparecchio da
collegare quotidianamente ad un server per l'invio di dati.
L'uomo non è più ciò che era. Niente è più come in
passato.
È in questo claustrofobico contesto alla “1984” che
Doc si ritrova involontariamente coinvolto in una ricerca
che esula dalla tradizionale “caccia al tesoro”, una
discesa nell'ignoto che è ricerca di un passato misterioso
perché più vero e libero del presente ma, soprattutto,
ricerca della propria individualità annullata, cancellata,
sopita per anni ma comunque latente.
Aiutato dalla giovane e affascinante dott.ssa Sanneth, Doc
si inoltra in un viaggio forse senza ritorno verso le radici
dell'ignoto che lo attira senza dargli la possibilità di
resistere, ma anche verso la riscoperta di sé stesso, di
un'umanità che conserva ancora. Nonostante tutto. Forse...





“L'Amore non si condanna” (Edizioni Il Filo) di Lylo
Santamaria Bella
Dopo un periodo trascorso all'estero, Maeris torna a casa,
sconvolta dalla notizia della morte del suo amico Hodry.
Troppo fragile e troppo sincero, il ragazzo non ha retto il
peso del giudizio altrui e si è suicidato. Per un motivo
che ancora non le è chiaro le ha affidato il suo diario,
composto dalle lettere che aveva scritto alla persona di cui
si era innamorato e che, suo malgrado, l'aveva portato a
compiere quel gesto estremo. La giovane inizia a leggere
l'epistolario e scopre che la persona che Hodry amava sopra
ogni altra cosa era un ragazzo, un ragazzo incontrato per
caso, un ragazzo che gli aveva rapito il cuore e che l'aveva
sempre accompagnato nei suoi giorni, nelle sue notti, nei
suoi pensieri. Un amore a senso unico, forse, perché
rimasto segreto tra le righe di una pagina, e allo stesso
tempo un amore pulito, un amore sincero. L'Amore non si
condanna. Lylo Santamaria Bella ci regala pagine struggenti
ricche di sentimenti, di speranza, di vita. Perché
l'amore, a volte, può essere più forte anche della
morte.









Lunedì 23 giugno 2008, ore 18
Roma, Libreria “Libermente”
Via del Pellegrino, 94

www.ilfiloonline.it

Per info:
Casa Editrice Il Filo - Ufficio Stampa
valentina.petrucci@ilfiloonline.it
Telefax 0761326452 - 0761323225



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