Gli autori esordienti della casa editrice Il Filo presentano i loro libri

"Littera carnea" (Edizioni Il Filo) di Tommaso Milani ...la parola è lo strumento con cui scavi, ha un significato che va oltre il tratto...campeggia nella pagina, è intensa ... è dell'anima ...ed ha un corpo che deve essere visto... io non do immagine a ciò che scrivo ma alla singola parola che si evolve in una struttura più complessa...la parola è un corpo esprimente che si allarga o si stringe, che si compatta o si allunga...diventando nella sua disposizione significante... un significato aggiunto che amplifica quello primario... e che deve suscitare, far sorgere in chi la legge, emozioni...visioni...la parola deve essere considerata come un insieme percettivo in cui tutti i sensi interagiscono... il suo corpo, con la sua struttura e la collocazione che trova nella pagina, il suono e il significato-significante danno un'immagine che è chiusa in me, che non è scritta, ma che nasce...scaturisce in chi la legge, e fa nascere qualcosa d'altro.

17/giu/2008 17.49.00 Casa editrice Il Filo Contatta l'autore

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Gli autori esordienti della casa editrice Il Filo presentano
i loro libri

Le Nuove Voci della casa editrice Il Filo presentano a Roma
le loro opere


Martedì 24 giugno 2008 alla libreria “Tra le righe”
avrà luogo la presentazione di cinque testi degli autori
della casa editrice Il Filo. Nella serata si alterneranno
gli autori Giovanni Bonazzi con “Meno di tremila
parole”, Antonio Bonelli con “Racconto esistenziale”,
Ottavio Casini “La cena e altri racconti”, Tommaso
Milani “Littera carnea” e Nigredo con “Arance
gitane”.





“Meno di tremila parole” (Edizioni Il Filo) di Giovanni
Bonazzi
Seb è lo sfortunato protagonista di questo romanzo.
Lasciato da Sofia, deve fare i conti con una realtà che
sembra non volergli "regalare" altro che dolori e
preoccupazioni. La ragazza torna poi indietro per metterlo a
conoscenza del fatto che aspetta un figlio da lui. Una
notizia di quelle che lasciano senza fiato.
Seb non riesce bene a mettere a fuoco la situazione e cade
in uno stato di profonda tristezza e apatia.
Il suo amico e collega Nick prova ad aiutarlo ma non è per
niente facile, infatti neanche di fronte a coincidenze
fortunate il protagonista riesce a uscire dal suo stato.
Il tema dell'aborto viene messo al centro di forti
discussioni. Nell'intreccio degli eventi entrano anche altre
donne, Linda, Lidia e Giulia, le quali riescono in qualche
modo a smuovere le emozioni di Seb.
Una storia toccante, uno spunto di riflessione continuo.
Giovanni Bonazzi riesce a far affezionare il lettore al
malinconico e sfortunato protagonista.



“Racconto esistenziale” (Edizioni Il Filo) di Antonio
Bonelli
Un giovane come tanti, un'infanzia felice, una storia
d'amore bella e sincera, tante prerogative che sembravano
fare da preambolo a una vita piena di gioie e di
soddisfazioni. Poi un incedente spaventoso, Luigi si salva
ma rimane paralizzato. Un racconto forte, devastante. La
voglia di mollare tutto che si alterna a quella di reagire e
di "muoversi". Un macchinario permette infatti al giovane di
comunicare con il mondo. La consapevolezza di dover rimanere
in quelle condizioni per sempre scalfisce però il suo
iniziale entusiasmo, lo indirizza verso una decisione
drastica. "La mia esistenza è permessa solo dalle
macchine, dalla tecnologia. Se queste non esistessero, sarei
polvere già da un pezzo". Inizia un'altra lotta, un vero e
proprio scontro morale. Un'opera piena di valori che
costringe il lettore a riflettere su temi importanti.



“La cena e altri racconti” (Edizioni Il filo) di Ottavio
Casini
Intensi e nitidi ritratti di gente comune, colta in momenti
di particolare drammaticità, obiettivo di uno sguardo
attento e indagatore, che osserva senza alcun giudizio,
intenerito, la fallace natura umana. La penna non teme di
raccontare la pietosa miseria di chi ricerca un briciolo
d'amore tra gli annuncio di un giornale, l'arroganza
rabbiosa e bestiale di chi lo pretende in uno stupro,
l'indifferenza di chi, dietro a un paio di lenti scure, ne
lascia cadere il frutto in un sofferto aborto. In questi
cinque racconti partecipiamo a cocenti delusioni, ma non
saranno voli spezzati per sempre quelli di quanti la vita
offende: incerti e feriti torneranno a librare nell'aria,
regalando al lettore smarrito una rinnovata speranza.



“Littera carnea” (Edizioni Il Filo) di Tommaso Milani
...la parola è lo strumento con cui scavi, ha un
significato che va oltre il tratto...campeggia nella pagina,
è intensa ... è dell'anima ...ed ha un corpo che deve
essere visto... io non do immagine a ciò che scrivo ma
alla singola parola che si evolve in una struttura più
complessa...la parola è un corpo esprimente che si allarga
o si stringe, che si compatta o si allunga...diventando
nella sua disposizione significante... un significato
aggiunto che amplifica quello primario... e che deve
suscitare, far sorgere in chi la legge,
emozioni...visioni...la parola deve essere considerata come
un insieme percettivo in cui tutti i sensi interagiscono...
il suo corpo, con la sua struttura e la collocazione che
trova nella pagina, il suono e il significato-significante
danno un'immagine che è chiusa in me, che non è scritta,
ma che nasce...scaturisce in chi la legge, e fa nascere
qualcosa d'altro. Il significato è la parte più
razionale, il suono è l'anima, l'emozione...che nasce non
da un bisogno, ma da un desiderio...desiderio di andare
oltre l'essere...




“Arance gitane” (Edizioni Il Filo) di Nigredo
La complessità di Arance gitane si manifesta nella
diversità e profondità dei temi trattati. Su tutti,
spicca una lucida accusa a chi legge, a chi crede che basti
semplicemente dare uno sguardo alle poesie per capire il
dolore e la sofferenza dell'autrice.
Un'accusa forte e violenta a chi la circonda, a chi le vive
ogni giorno accanto, trascurando la sua profonda lacerazione
interiore. Pur non conoscendola, sembra di vederla
l'autrice, con i suoi occhi taglienti che lanciano frecciate
potenti al mondo intorno, annientando la società
silenziosa ed ipocrita. È una solitudine profonda, vissuta
con dolore.
Una mancanza d'accettazione, un'inadeguatezza forte,
derivante da un disagio interiore, ma, nel contempo, da un
mondo circostante che, impunito, continua a procedere con la
sua cattiveria. Il dolore non è etereo, non è qualcosa
di vago, ma, anzi, è forte, preciso, si presenta sotto
forma di immagini dure.
Se fosse davvero qualcosa di materiale a straziare il suo
corpo, ci sarebbe la speranza che qualcuno o qualcosa
dall'esterno potesse aiutarla... Ma il dolore è solo suo,
è solo interno... ed allora non c'è nessuno che possa
aiutarla, non c'è nessuno che possa sanare la ferita che
continuamente sanguina dentro di lei...







Martedì 24 giugno 2008, ore 18
Roma, Libreria “Tra le righe”
Viale Gorizia,29

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Casa Editrice Il Filo - Ufficio Stampa
valentina.petrucci@ilfiloonline.it
Telefax 0761326452 - 0761323225
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