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30/giu/2008 17.10.00 Casa editrice Il Filo Contatta l'autore

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Gli autori emergenti della casa editrice Il Filo presentano
le proprie opere

“Il caso irrisolto” di Luigi Casati, “Spuria” di
Evelina Cataldo, “La voce” di Chiara Federico,
“Girotondo” di Sergio Pitali e “Il mio sogno
toscano” di Annamaria Porrino sono i testi che verranno
presentati martedì 1° luglio 2008 alle ore 18,30 a Roma
presso la Libreria Tra le righe, in viale Gorizia 29.

“Il caso irrisolto” di Luigi Casati (Edizioni Il Filo)
Un maresciallo e un brigadiere trovati morti. Uno con il
cranio sfondato da una mazzata, l’altro rinvenuto nella
sua cantina chiusa dall’interno, con la gola tagliata da
un rasoio... l’ipotesi di un suicidio. Il colonnello
Bartoli e il maggiore dei carabinieri Panta, due uomini che
si conoscono da tanto tempo, che sono cresciuti insieme. Il
primo si mette nelle mani dell’altro per risolvere un caso
pieno di incognite e di ombre. Il forte dubbio che dietro a
tutto ciò si nasconda un’organizzazione sulla quale
pesano già forti sospetti. Una lunga serie di indizi. Un
giallo avvolgente che catapulta il lettore direttamente al
centro delle indagini. “Dopo pochi minuti era entrato in
uno stato di lucida meditazione che gli permetteva di
riflettere stando completamente isolato dalla realtà che
lo circondava”.
Luigi Casati riesce, con uno stile accattivante, mai troppo
aggressivo, a suscitare grande interesse già dalle prime
pagine.

Luigi Casati è nato nel 1960 a Milano e vive a Genova. Si
è laureato nel 1985. È consulente per la sicurezza
informatica e fisica presso una grande azienda.

“Spuria” di Evelina Cataldo (Edizioni Il Filo)
Spuria di Evelina Cataldo è una silloge densa di
significati, le parole, come ricamate sul tessuto teso,
disegnano una sensibilità anticonformista e vitale, sono
il sottotesto di uno sguardo insieme lucido e lirico. Questa
poesia è attraversata da una sottile e raffinata ironia,
da una moderna femminilità che non si rassegna ad essere
voce comprimaria, ma vuole, ed appare - è -
protagonista dei mondi che crea. Il ritmo mai banale di
questa versificazione segna le tappe di un andare sempre e
comunque oltre le apparenze, oltre le facili soluzioni,
siano esse lessicali che esistenziali. E la poesia, si legge
nel componimento che ad essa l’autrice esplicitamente
dedica, è (o deve, o può essere) traghettatrice di
grandi promesse, di opportunità nascoste dai giorni
ordinari, di sogni nascosti dalla veglia imperante. La
poesia può forse finanche dare voce alla muta disperazione
del paesaggio, e aiutarci a sciogliere l’intreccio
aggrovigliato di un “progresso” cieco che avvolge e
protegge dalla bellezza dell’ignoto.

Evelina Cataldo è nata a Napoli nel 1977. Ha vissuto fino
all’età di diciotto anni in Irpinia. Dopo la maturità
linguistica si è trasferita a Napoli e nel 2001 si è
laureata in Scienze Politiche presso l’Istituto
Universitario Orientale, proseguendo poi la sua formazione
con un corso di specializzazione post-laurea in “Women’s
studies per esperti/e nelle pari opportunità”. Nel 2001
ha curato un numero della rivista bimestrale “Meridione
Sud” e “Nord del mondo” e ha scritto il saggio Sulla
cittadinanza femminile nella rivoluzione francese. Dal 2004
al 2006 è stata docente a contratto di inglese scientifico
presso la Seconda Università di Napoli, Facoltà di
Medicina e Chirurgia. Attualmente risiede in Friuli, dove si
occupa di formazione. “Spuria” è la sua prima silloge
poetica.

“La voce” di Chiara Federico (Edizioni Il Filo)
“Voce” come sinonimo di vita. Sin dal primo vagito, è
lei che accompagna l’esistenza, rivela le emozioni, come
la rabbia o l’amore: sia essa un flebile soffio o un
trillo acuto, un grido di
disperazione o un urlo di gioia, sia che venga fuori da
un’innata animalità o da un pensiero razionale, sia che
diventi suono o timbro, rumore o tono. Per ognuno, ma
soprattutto per la protagonista, la voce è questo: ciò
che dà ritmo ai giorni, ciò che identifica, che
accompagna. La bambina/donna percepisce il mondo esterno
attraverso l’udito più che con qualsiasi altro senso, ma
non sa esprimersi con il semplice parlato.
Ha bisogno del canto e della modulazione per rivolgersi agli
altri, domando un timbro che sa rendersi flautato o
sgradevole. Presta la sua voce a un gruppo sgangherato che
suona nello scantinato della scuola di musica, un’oasi di
pace ma anche un’occasione per far esplodere la propria
energia. Ma fuori da quello scantinato, la timidezza è
tanta, la paura degli occhi puntati addosso e dei falsi
compiacimenti la frenano, e la sua voce rischia di rimanere
una melodia nella sua testa, prodotta dalle cavità
impaurite del suo corpo, restando irrimediabilmente chiusa
in se stessa.

Chiara Federico è nata a Roma. Ha svolto studi musicali e
teatrali e attualmente è tirocinante in una scuola
elementare. Scrive recensioni, soprattutto cinematografiche,
ed è redattrice di riviste on-line e non. “La voce”
è la sua prima pubblicazione e il suo unico romanzo,
scritto durante un soggiorno all’estero.

“Girotondo” di Sergio Pitali (Edizioni Il Filo)
Ambientato negli anni Novanta, Girotondo narra le vicende di
Antonio, Daniele, Marina, Brunella e Lorenzo. Persone
diverse e lontane per esperienze di vita ed estrazione
sociale che in un gioco di coincidenze si perdono e si
trovano. Alla ricerca della serenità e di una crescita
interiore che li renda più adulti e consapevoli, iniziano
a muoversi come in una grande danza in cui l’armonia e la
leggerezza rendono possibili nuovi e diversi equilibri.
Resteranno esclusi da questo movimento solo coloro che hanno
scelto di continuare a vivere i rapporti e le cose con
superficialità e profondo egoismo. Preferendo non
rischiare per non affrontare un cambiamento, sono usciti dal
girotondo.

Sergio Pitali è nato a Torino nel 1972. Laureato in
Scienze Politiche, è attualmente impiegato al Comune di
Torino.

“Il mio sogno toscano” di Annamaria Porrino (Edizioni Il
Filo)
“Passato l’inverno tornami il mal di stagione: il
desiderio forte di tornare in Toscana”. Era ciò che
scriveva Giacomo Leopardi nel suo diario. II profondo amore
per la terra di Dante traspare anche in questo libro di
Annamaria Porrino, di origine campana, che vorrebbe
acquistare una casa in mezzo alla campagna toscana. La serie
di racconti-resoconti che ci presenta è un vero e proprio
inno alla natura, la cultura e i costumi di una delle
regioni italiane più amate e apprezzate anche
all’estero. L’autrice, in un viaggio fisico e interiore,
ricorda con dolcezza e una punta di nostalgia tutte le sue
esperienze passate, soprattutto a Chianciano Terme, insieme
alla madre, o a Siena, con la propria famiglia. La sua
decantazione per il mondo toscano - fatto di paesaggi
caratterizzati da cipressi, vigneti e uliveti, di gente
discreta e di piatti tipici semplici e genuini, oltre che di
opere d’arte d’immensa bellezza - sembra riportarci ad
antiche tradizioni, dove ciò che conta è essere e non
apparire, al contrario di buona parte della realtà del
ventunesimo secolo. E come afferma la Porrino: “È un
scena d’altri tempi? No, è una scena di vita
toscana!”.

Annamaria Porrino è nata il 4 luglio del 1961 a Benevento,
dove risiede. Giovanissima è diventata responsabile del
patronato ENPAC, sede di Benevento, e ispettrice CEE. Nel
1988 ha lasciato il mondo del lavoro per dedicarsi
completamente alla figlia. “Il mio sogno toscano” è la
sua prima pubblicazione.

Martedì 1° luglio 2008
ore 18,30
Libreria “Tra le righe”
viale Gorizia, 29
Roma

www.ilfiloonline.it

Casa Editrice Il Filo - Ufficio Stampa
Per contatti:
Valentina Petrucci
stampa@ilfiloonline.it
Telefax 0761326452 - 0761323225



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