Gli autori emergenti della casa editrice Il Filo i più premiati nei concorsi letterari

05/ago/2008 14.49.00 Gruppo Albatros Il Filo Contatta l'autore

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Gli autori emergenti della casa editrice Il Filo i più premiati nei concorsi letterari

 

Proseguono le affermazioni delle “Nuove Voci” pubblicate dalla casa editrice Il Filo

 

La Giuria della X edizione del Premio Letterario Internazionale “Mondolibro” ha scelto di assegnare due menzioni di merito a due opere pubblicate dalla casa editrice Il Filo: la raccolta di racconti “Ruggini e testuggini” di Fabio Greco e la silloge poetica “Parole come granito” di Liliana Marchi.

La premiazione si è tenuta lo scorso aprile presso l’Hotel “Portamaggiore” di Roma, alla presenza di Maria Grazia Greco e Pierpaolo Serarcangeli, in rappresentanza della Giuria, del pittore Danilo D’Andrea e dello scrittore nigeriano Blessing Sunday Osuchukwu.

 

 

“Ruggini e testuggini” di Fabio Greco (Edizioni Il Filo)

 

“Ruggini e testuggini” è, come la definisce Fabio Greco, “una raccolta di memoria”. Una memoria che, a volte, si sgretola come ruggine col fluire del tempo e, altre volte, si difende con ostinazione e si conserva in eterno dietro le testuggini del ricordo. Un libro per ricordare o per rileggere tra le righe gli echi del tempo, impressi nella mente e nel cuore dell’autore, sopiti, lontani, ma ancora sorprendentemente vivi e presenti. Con arguta ironia, l’autore delinea, attraverso le sue fugaci e nitide narrazioni, situazioni, personaggi e momenti che rivelano, come suggerisce Giancarlo Mazzoli nella prefazione, una innegabile “gioia del narrare”.

 

Fabio Greco ha conseguito la laurea in Scienze Biologiche e il Dottorato di ricerca in Scienze Fisiologiche presso l’Università di Pavia. Attualmente risiede a Ugento (LE). Ha pubblicato la poesia “Culuri in la minore” nella raccolta “Mondopoeta 2002” (Edizioni Radio Voce Spazio) oltre ad articoli su riviste scientifiche internazionali.

 

“Parole come granito” di Liliana Marchi (Edizioni Il Filo)


La poesia di Liliana Marchi sorvola il quotidiano e restituisce al lettore un quadro complesso di dettagli e sfumature, particolari celati alla vista offuscata dall’abitudine. È una scrittura questa che si avventura, difatti, nella periferia percettiva di un Io lirico curioso e desideroso di “sentire” ciò che lo circonda, desideroso di immergersi nel paesaggio per essere poi parte di ciò che la scrittura svela, parte di ciò che i sensi disvelano. Questi componimenti sembrano tradurre, “rappresentare”, il linguaggio del corpo che è, per sua natura, il più delle volte incomprensibile (intraducibile), essi hanno la forza di suggerire il palpitare segreto di una coscienza di fronte alla grandiosità della natura, o di fronte alla sorprendente vitalità dei sentimenti. Cantano la drammatica battaglia che ogni individuo combatte con il proprio tempo, con la profondità del passato, con l’incertezza di un presente così pericolosamente vicino ciò che accadrà, a ciò che si desidera. Cantano il silenzio significante di una vita che sussurra “gocce di emozioni”.

 

Liliana Marchi è nata a Milano, ove vive tuttora, il 25 maggio del 1956. Laureata in Storia, insegna Lettere in una scuola media dell’hinterland milanese. Si occupa di formazione nell’ambito del disagio minorile e di intercultura. Nel 2007 ha ottenuto una menzione di merito al concorso internazionale di poesia “Insieme nel mondo”, e il Gran premio speciale (sezione silloge) al concorso “Città di La Spezia”; sempre nel 2007 la poesia “Domande” ha ottenuto il primo posto al premio “Poesia e narrativa” organizzato dalla AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) di Grosseto.

 

 

Casa Editrice Il Filo - Ufficio Stampa
Per contatti: Valentina Petrucci
Telefax
275687-271106
stampa@ilfiloonline.it
www.ilfiloonline.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Proseguono le affermazioni delle “Nuove Voci” pubblicate dalla casa editrice Il Filo

 

La Giuria della X edizione del Premio Letterario Internazionale “Mondolibro” ha scelto di assegnare due menzioni di merito a due opere pubblicate dalla casa editrice Il Filo: la raccolta di racconti “Ruggini e testuggini” di Fabio Greco e la silloge poetica “Parole come granito” di Liliana Marchi.

La premiazione si è tenuta lo scorso aprile presso l’Hotel “Portamaggiore” di Roma, alla presenza di Maria Grazia Greco e Pierpaolo Serarcangeli, in rappresentanza della Giuria, del pittore Danilo D’Andrea e dello scrittore nigeriano Blessing Sunday Osuchukwu.

 

 

“Ruggini e testuggini” di Fabio Greco (Edizioni Il Filo)

 

“Ruggini e testuggini” è, come la definisce Fabio Greco, “una raccolta di memoria”. Una memoria che, a volte, si sgretola come ruggine col fluire del tempo e, altre volte, si difende con ostinazione e si conserva in eterno dietro le testuggini del ricordo. Un libro per ricordare o per rileggere tra le righe gli echi del tempo, impressi nella mente e nel cuore dell’autore, sopiti, lontani, ma ancora sorprendentemente vivi e presenti. Con arguta ironia, l’autore delinea, attraverso le sue fugaci e nitide narrazioni, situazioni, personaggi e momenti che rivelano, come suggerisce Giancarlo Mazzoli nella prefazione, una innegabile “gioia del narrare”.

 

Fabio Greco ha conseguito la laurea in Scienze Biologiche e il Dottorato di ricerca in Scienze Fisiologiche presso l’Università di Pavia. Attualmente risiede a Ugento (LE). Ha pubblicato la poesia “Culuri in la minore” nella raccolta “Mondopoeta 2002” (Edizioni Radio Voce Spazio) oltre ad articoli su riviste scientifiche internazionali.

 

“Parole come granito” di Liliana Marchi (Edizioni Il Filo)


La poesia di Liliana Marchi sorvola il quotidiano e restituisce al lettore un quadro complesso di dettagli e sfumature, particolari celati alla vista offuscata dall’abitudine. È una scrittura questa che si avventura, difatti, nella periferia percettiva di un Io lirico curioso e desideroso di “sentire” ciò che lo circonda, desideroso di immergersi nel paesaggio per essere poi parte di ciò che la scrittura svela, parte di ciò che i sensi disvelano. Questi componimenti sembrano tradurre, “rappresentare”, il linguaggio del corpo che è, per sua natura, il più delle volte incomprensibile (intraducibile), essi hanno la forza di suggerire il palpitare segreto di una coscienza di fronte alla grandiosità della natura, o di fronte alla sorprendente vitalità dei sentimenti. Cantano la drammatica battaglia che ogni individuo combatte con il proprio tempo, con la profondità del passato, con l’incertezza di un presente così pericolosamente vicino ciò che accadrà, a ciò che si desidera. Cantano il silenzio significante di una vita che sussurra “gocce di emozioni”.

 

Liliana Marchi è nata a Milano, ove vive tuttora, il 25 maggio del 1956. Laureata in Storia, insegna Lettere in una scuola media dell’hinterland milanese. Si occupa di formazione nell’ambito del disagio minorile e di intercultura. Nel 2007 ha ottenuto una menzione di merito al concorso internazionale di poesia “Insieme nel mondo”, e il Gran premio speciale (sezione silloge) al concorso “Città di La Spezia”; sempre nel 2007 la poesia “Domande” ha ottenuto il primo posto al premio “Poesia e narrativa” organizzato dalla AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) di Grosseto.

 

 

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