Le Edizioni Il Filo al Premio “Erice Anteka” 2008

Le Edizioni Il Filo al Premio "Erice Anteka" 2008 Segnalazioni di merito per le Edizioni Il Filo al premio siciliano Domenica 21 settembre alle ore 18 si è tenuta ad Erice la premiazione della XIV edizione del Premio Letterario Internazionale "Erice Anteka", in cui ben tre opere pubblicate dalla casa editrice Il Filo hanno ottenuto una segnalazione.

22/set/2008 14.49.11 Gruppo Albatros Il Filo Contatta l'autore

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Segnalazioni di merito per le Edizioni Il Filo al premio siciliano

 

Domenica 21 settembre alle ore 18 si è tenuta ad Erice la premiazione della XIV edizione del Premio  Letterario Internazionale “Erice Anteka”, in cui ben tre opere pubblicate dalla casa editrice Il Filo hanno ottenuto una segnalazione. Nella Sezione Narrativa Edita si è distinto il pluripremiato romanzo “Di un crescendo” di Gianni Nuti, nella Sezione Poesia Edita le raccolte “Impronte” di Mara Buoro e “Colloqui col silenzio” di Francesca Maria Nolfo.

L’evento ha avuto luogo presso l’Auditorium “San Giovanni” alla presenza di rappresentanti delle istituzioni locali.

 

Il Filo si conferma come il progetto editoriale che continua ad ottenere il maggior numero di riconoscimenti letterari del settore.

Gli altri risultati ottenuti sono consultabili al link http://www.ilfiloonline.it/?page_id=71

 

“Colloqui col silenzio” di Francesca Maria Nolfo (Edizioni Il Filo)

I componimenti poetici di Francesca Maria Nolfo sono un omaggio alla terra natia, alla calda e soleggiata Sicilia, isola del mito, culla della memoria. Il richiamo viscerale ai propri archetipi emerge forte, appassionato, a volte addolorato, si tinge dei variopinti colori dell’aprico e si nutre dei ricordi di un vissuto concluso, di un passato felice che stenta a fluire nel presente ormai privo di luminosità. La poetessa immerge abilmente i propri versi nella tavolozza, li tinge del blu cobalto del mare, del verde degli alberi, del rosso del tramonto, del giallo delle spighe: la sua Sicilia è un’entità onnipresente, viva e accesa, talmente immersa nella dimensione del mito da risultare, paradossalmente, estremamente reale e allo stesso tempo estremamente lontana. Il Silenzio e la Parola poetica diventano gli scogli cui aggrapparsi nel mare dell’incomunicabilità, i punti di riferimento in un universo malvagio e pericoloso che annienta la fantasia. La Parola è l’Arte, è la musica che trascina armoniosa, che stimola, che scuote alla vita; è la razionalità che si lascia vivere e si abbandona, fluida, al dominio dell’immaginazione.

 

Francesca Maria Nolfo è nata a Trapani, dove ha compiuto gli studi secondari. Laureatasi all’Università di Roma in Lettere Classiche e al DAMS di Bologna in Storia dell’Arte, ha compiuto studi di Psicologia presso l’Università di Ginevra, al tempo in cui vi insegnava il Professor Piaget. È stata insegnante nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

 

“Impronte” di Mara Buoro (Edizioni Il Filo)
Mara Buoro in quest’opera raccoglie versi composti nell’arco di più di dieci anni (precisamente tra il 1994 e il 2007), e questo rende la sua scrittura una linea tesa che attraversa il tempo e gli avvenimenti, la memoria come il presente, tutto racchiuso in una struttura essenziale: Natura, Morte, Innamoramento e Amore sono le sezioni che compongono questa silloge e che sono destinate a condensare sentimenti, eventi, scelte di un Io lirico che muore e rinasce fra queste pagine, che si inventa la vita giorno dopo giorno, con stupore e gratitudine ma finanche rabbia e amarezza. Il linguaggio di Mara Buoro è lineare e diretto; il verso breve e privo di qualsiasi estetismo fine a se stesso suggerisce il desiderio di comunicare (condividere), mai di stupire o scandalizzare; taluni componimenti in lingua inglese poi, nella loro chiarezza formale, completano e arricchiscono questa ricerca di essenzialità, di autenticità. È indubbio che la “perdita” permea queste poesie, si evince in quei componimenti che la celebrano, così come in quelli che vogliono allontanarla, esorcizzarla. Essa è un “vuoto” (qualcosa che c’è stato e ora non c’è più, e qualcosa che ancora deve accadere) che l’autrice riesce a colmare solo con parole sempre diverse, solo con la poesia.

 

Mara Buoro è nata ad Arona (NO) il 23 luglio del 1974, vive a Biandronno (VA). Laureatasi in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica a Varese, presso l’Università degli studi dell’Insubria, oggi esercita la libera professione. “Impronte (1994-2007)” è la sua prima silloge poetica.

 

“Di un crescendo” di Gianni Nuti (Edizioni Il Filo)
Pietro ed Emilio sono uniti da una speciale amicizia fondata sulla passione per la poesia, ma segnati da sorti ben diverse. Per un breve periodo la loro acerba quanto ispirata tensione verso una vita d’arte contagia tutta Ciciana, un piccolo paese in provincia di Lucca, trasformando una festa patronale in un incantato, effimero esercizio collettivo di bellezza.
Adottando una prosa poetica e incredibilmente affascinante, Gianni Nuti ci racconta una storia dolce, intensa, i cui protagonisti si muovono sullo sfondo di una campagna toscana colta nel delicato snodo della liberazione dal nazifascismo, quando un sentimento religioso profondo, che mescola dolore inconsolabile e speranza, trova nella chiesa e nei suoi riti insieme un albergo e una prigione.


Gianni Nuti è nato ad Asti da famiglia lucchese e vive in Valle d’Aosta, dove insegna all’università e dirige una scuola di musica. Ha scritto molti libri e articoli, e “Di un crescendo” è il suo primo romanzo.

 

 

 

 

 

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