Porcolandia e il museo del maiale

Carpineto Sinello e il Museo del Maiale" È questo il titolo che l'etnologa Lia Giancristofaro ha scelto per il libro che omaggia l'unico Museo al mondo dedicato al maiale Il Museo del maiale a Carpineto Sinello (CH)…… un anno dopo.

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19/gen/2009 12.12.18 Locomia - Nello Bologna Contatta l'autore

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Comunicato Stampa

 

“Porcolandia.

Carpineto Sinello e il Museo del Maiale”

 

È questo il titolo che l’etnologa Lia Giancristofaro ha scelto per il libro che omaggia l’unico Museo al mondo dedicato al maiale

 

 

Il Museo del maiale a Carpineto Sinello (CH)…… un anno dopo.

Dopo aver fatto tanto discutere, sorridere, meravigliare e perché no, anche gustare i prodotti locali, il noto e unico museo del maiale, inaugurato il 2 febbraio 2008, si appresta a spegnere la sua prima candelina e lo fa con la consapevolezza del suo grande successo, anche al di fuori dell’ambito ambito locale: oltre 9.000 visitatori in questo primo anno; tantissimi riconoscimenti e recensioni, oltre 500 testate tra stampa e web e numerose segnalazioni anche all’estero; inoltre, numerosi eventi collaterali.

 

Tra gli ultimi avvenimenti che lo consacrano l’uscita del libro “Porcolandia. Carpineto Sinello e il Museo del Maiale”, a cura dell’ etnologa Lia Giancristofaro, docente a contratto dell’ Università “G. D’Annunzio” di Chieti e Direttore della “Rivista Abruzzese”, rassegna trimestrale di cultura.

 

“Porcolandia….” rappresenta il punto di partenza di un lavoro di ricerca che indaga nella cultura e nella storia del territorio vastese e carpinetano in particolare: Lia Giancristofaro dirige infatti il Centro Studi e Osservatorio Scientifico del Museo del Maiale. Uno strumento di promozione culturale che farà conoscere e apprezzare ancor di più il territorio suddetto, ricco di un patrimonio paesaggistico, gastronomico e umano di straordinaria bellezza. Un libro che rappresenta un invito a scoprire un vero e proprio “parco tematico” per sua natura perennemente in cantiere, aperto all’assaggio e al contributo di tutti.

 

“Con questo volume la storia di Carpineto acquisisce “dignità accademica” e potrà essere letta e studiata nelle Università di tutto il mondo – cosi afferma nella Prefazione Giustino Bologna sindaco di Carpineto Sinello - “il Museo del Maiale diventa occasione e spunto per la costruzione di una “identità” forte, capace di stimolare nuove energie e di generare nuovo sviluppo.

 

Il testo, editto da Rivista Abruzzese (collana territorio e tradizione), in 80 pagine espone l’importanza che il maiale ha avuto e ha nell’economia del territorio, e come la sua lavorazione sia sempre stata un momento di festa per il paese.

 

L’opera si compone di tre parti in cui troviamo anche il contributo di un carpinetano come Enzo Apollonio, appassionato e profondo conoscitore di “cose carpinetane” che ha curato parte del lavoro, e del Prof. Emiliano Giancristofaro, universalmente noto per i suoi studi sull’Abruzzo, il quale ha già omaggiato il Museo della sua produzione letteraria e già più volte apprezzatissimo relatore in occasione dei Convegni riguardanti il museo.

 

La prima parte scritta dalla prof.ssa Lia Giancristofaro propone i seguenti e suggestivi capitoli: “Lo sviluppo della norcineria carpinetana” e “Il maiale nelle case di Carpineto”; in essa si illustra l’evoluzione del piccolo borgo durante i secoli e l’importanza che ha avuto il suino per l’economia del paese e per l’alimentazione delle sue genti. Particolare attenzione viene dedicata a spiegare come il maiale sia diventato l’animale-simbolo di Sant’Antonio Abate. In passato infatti vi era l’usanza di macellare proprio il 17 gennaio il “porchetto di Sant’Antonio”, usanza che è da considerare legata alla capacità che i monaci antoniani avevano di curare nel medioevo, con impacchi di grasso di maiale, l’ergotismo canceroso (fuoco di sant’Antonio) che flagellava gli arti dei contadini causandone la perdita.

 

L’autrice passa poi in rassegna le due specialità gastronomiche storiche di Carpineto, la straordinaria ventricina e la porchetta con l’osso. Ne racconta le peculiarità evidenziandone la forza di attrazione turistica.

 

Sempre nella prima parte troviamo infine l’esposizione riguardante “il Museo del Maiale”, con la descrizione dei contenuti delle diverse sezioni espositive. Un “luogo” che oltre a valorizzare il comprensorio della ventricina, esteso lungo tutta la Valle del Sinello, promuove l’intero entroterra abruzzese, coi suoi castelli e la sua peculiare architettura. Questo mostra come l’interesse del museo vada anche nella più utile direzione dell’antropologia ecologica, che si occupa di studiare le relazioni che intercorrono tra una popolazione umana e l’ambiente nel quale essa vive.

 

La seconda parte è curata da Enzo Apollonio, è una sezione più che altro documentaria in cui si espone la storia del paese, le sue chiese, i personaggi illustri e la testimonianza di come il maiale, fin dall’antichità, fosse rilevante nelle attività produttive. In questa sezione troviamo anche una dolcissima poesia intitolata “Tutte le sere al tramonto”, di Walter Rossi, poeta fiorentino di origine carpine tana; l’autore ricorda con nostalgia il suo passato di fanciullo nel suo paese d’origine: Carpineto.

 

Infine la terza parte, “Porcolandia”, come già detto è stata curata dal prof. Emiliano Giancristofaro il quale esamina, come il maiale da sempre considerato animale immondo e ricettacolo di sporcizia quindi simbolo di lussuria e di emarginazione, negli ultimi decenni sia diventato oggetto di studi e convegni con storici, antropologi e gastronomi, e come ormai sia il protagonista di tante manifestazioni pubbliche.

 

Il prof. Giancristofaro evidenzia anche come questo animale non sia importante solo per la gastronomia: il porco è un “animale culturale” attraverso cui conosciamo molte cose su noi stessi: dunque, uno specchio dell’uomo. “Esaminarne, perciò, l’umile storia nella tradizione popolare abruzzese significa ricercare i documenti della sua utilità e dei suoi molteplici valori fra la gente che ancora lo apprezza e lo alleva – così afferma il Prof Giancristofaro – e riflettere un  po’ sul fatto che solo l’eremita San Antonio Abate ha avuto pietà del porco al punto che nella iconografia del Santo, il porco diventa suo attributo essenziale”.

 

Continua Emiliano Giancristofaro: “Abbiamo pietà dei gatti, dei cani, degli uccelli, ma intorno al porco, ucciso con una violenta coltellata al cuore, facciamo festa. Eppure esso è animale dolcissimo, è una creatura di cui si apprezzano solo porchetta, ventricine e salsicce, ma che forse ha un’anima, specchio della falsità con cui l’uomo circonda le buone maniere e la “civiltà”.

“Era ora – continua l’autore - che gli si rendesse gratitudine e onore, e che un piccolo comune abruzzese, Carpineto Sinello, realizzasse un Museo dedicato all’eccellenza del maiale”.  

Il Museo del Maiale come organismo vivo dunque, legato ai sapori della terra e alle sue tipicità, un permanente Work in Progress, aperto al contributo di tutti.

 

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Inaugurato lo scorso 2 Febbraio a Carpineto Sinello, nel Vastese, in Provincia di Chieti, il Museo del Maiale è disposto su 3 livelli, occupa una superficie di circa 1.000 mq, ed è organizzato in cinque sezioni espositive: “Chi è il maiale”; “La storia del maiale nella cultura e nell’economia rurale italiana, dall’epoca romana ai giorni nostri”; l’ “Area didattica”; l’ “Allevamento e commercio dei suini nell’economia agroalimentare dell’Italia centro-meridionale: il ruolo storico di Carpineto Sinello”; “L’arte Salumiera abruzzese – in particolare di Carpineto e del Vastese – tra passato e presente”. Alle aree espositive si affianca un’Area degustazioni ed acquisto.

 

Il Museo del Maiale ha il suo punto di forza nell’essere l’unico museo al mondo dedicato al “Re della tavola”; ha registrato oltre 9.000 visitatori, ha ricevuto diversi riconoscimenti, è stato recensito da 500 testate tra stampa e web, con numerosi segnalazioni anche all’estero.

 

 

Milano, 16 gennaio 2009

 

 

 

 

 

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Per informazioni:

 

www.museodelmaiale.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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