Teramo. Oggi sono nata sola Mariasara Cielo. Evoè Edizioni Teramo 2009, di Carina Spurio

L' autrice del libro si chiama Mariasara Cielo, la quale, scrive nel suo diario un periodo della sua vita, dal 2000 al 2004.

01/feb/2009 10.03.58 Karina Contatta l'autore

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Le rivelazioni dell’autrice diventano scomode non appena il libro viene diffuso nella città di Teramo. Al centro del dramma vengono a trovarsi: un’adolescente, scottanti verità e molte polemiche.



“Non c’è reato. Se non il mio. Io sono la vittima e l’aguzzina di mia madre e di me stessa. Non so se la mia sia stata un’adolescenza rubata o un’adolescenza venduta. Ho ventidue anni e odio il mio corpo, passato di braccia in braccia in una città di cui conosco più le camere da letto che le strade. Da troppi anni mi lavo con le saponette rubate negli alberghi. Faccio quattro docce al giorno ma quell’odore non va via. Odore: nome maschile numero plurale.” Prologo tratto da Oggi sono nata sola di Mariasara Cielo. Evoè Edizioni.2009.



I libri autobiografici suscitano sempre molte critiche. Accadde a Lara Cardella nel 1989 anno in cui pubblica Volevo i pantaloni, Arnoldo Mondadori. Il suo racconto, scritto in maniera semplice sembra un colloquio tra amiche. Nel diario-denuncia, Annetta, la protagonista, racconta la sue giornate in famiglia, a scuola, con gli amici. La sua penna confida ai fogli di uno zio che vuole abusare di lei. Lara Cardella, di Licata, ebbe la sua buona dose di critiche. Anni dopo, nel 2003, una giovane scrittrice esordiente, narra le sue precoci esperienze sessuali in maniera fin troppo esplicita. Si chiama Melissa Panarello, è di Catania. Il suo romanzo dal titolo Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire, 2003, Fazi editore, nonostante le dure critiche, diviene in breve tempo un caso letterario e viene tradotto in molte lingue. Se per Lara Cardella il tema del suo romanzo era la repressione sessuale, per Melissa P. adolescente di giorno e Lolita di notte, l’autobiografico racconto, disegna un ritratto generazionale a dir poco inquietante in cui emergono scabrose verità.


E’ l’inizio dell’anno 2009. Questa volta siamo a Teramo. Regione del centro Italia che s’affaccia sul mare Adriatico. Al centro dell’attenzione, ancora un libro. L’ autrice del libro si chiama Mariasara Cielo, la quale, scrive nel suo diario un periodo della sua vita, dal 2000 al 2004. La sua storia viene pubblicata dalla Eovè edizioni di Teramo. Il libro narra una storia vera scritta sotto pseudonimo e s’intitola: Oggi sono nata sola.


Le rivelazioni dell’autrice diventano scomode non appena il libro viene diffuso nella città di Teramo. Al centro del dramma vengono a trovarsi: un’adolescente, scottanti verità e molte polemiche. La voce narrante di Oggi sono nata sola è quella di un’adolescente vissuta a Teramo, che ha scritto perché non riesce a dimenticare i fantasmi del suo passato. Per questo motivo affida i suoi segreti ad un diario, a cui confida le sue difficoltà di sedicenne che dopo il divorzio dei genitori si ammala di anoressia (una della malattie psichiatriche più gravi che coinvolgono la mente e il corpo fino a consumarli) e di bulimia. Entrambe le malattie presentano tratti comuni; angoscia, persecuzione e allontanamento dagli altri. La ragazza progressivamente si allontana dalla madre ed inizia ad usare il suo corpo anche per superare gli esami universitari. In questo caso, e per fortuna, la scrittura permette a Mariasara di svegliarsi, di tratteggiare la fatica del suo vivere quotidiano e i disagi che come muri invalicabili le hanno impedito di vivere serenamente la sua adolescenza. Dal libro di Mariasara si può dedurre che la scrittura sia stata un antitodo contro il dolore, la paura e il male dell’anima. Il suo diario le ha permesso di guardarsi dentro e di rinascere, non più, vittima di sé stessa ma libera di individuare le sillabe del suo silenzio interiore.


Dopo il 2004 Mariasara abbandona la città di Teramo. Il suo libro-diario si conclude con la seguente data: 20 agosto 2003.




Dopo il suo trasferimento a Roma scrive l’ultima pagina del suo diario.



Roma,18 settembre 2004


“Da quel giorno no ho più scritto, e mi sono trasferita. Sono andata via di casa com’era giusto che fosse. Ho seppellito Mariasara, ho cercato di farlo. Una nuova città non ti conosce, e ti dà la possibilità di ricominciare da capo. Ho lasciato l’università e ho lasciato mia madre.”



Poi, seguendo uno spiraglio di luce, prosegue:



“Ora mia madre inizierà un percorso, e guarirà dalle mie ferite. Devo perdonarla e devo perdonarmi, ma non è ora per me di tornare. Non ancora. Voglio guarire anch’io. Domattina andrò in ospedale: voglio curarmi, voglio farmi seguire da uno psicologo. Ho paura del cibo e non voglio più averne. Voglio vivere. Ho trovato lavoro come donna delle pulizie in una vecchia pensione dietro il Colosseo, e da lì, la sera, mi pare di vedere tutto il mondo. Mi lavo ancora con le saponette date in dotazione: all’albergo non sanno che sono io a prenderle. E’ perché non voglio dimenticare. Quando sarò in grado di lavarmi con un normale bagnoschiuma allora sarò guarita, e tornerò a casa.”



Il racconto autobiografico ha un grande potere. Trasmette dei messaggi che ci fanno scoprire altre storie, altre vite. Quello che c’è di veramente interessante in questo libro è l’epilogo, nel quale, Mariasara comunica che perdonerà sua madre e perdonerà se stessa. Nel trauma dell’aborto ha toccato il fondo, ha visto il suo inferno; visione che le ha permesso di sezionare il suo animo con tutte le sue fragilità, di trasferirsi a Roma per curarsi, guarire, colmare i vuoti, le assenze e di risolvere la sua storia da sola anche se nulla sarà come prima. La semplice elaborazione del testo descrive quanto i rapporti umani, seppur nelle loro varianti, possono essere devastanti e quanto i fantasmi interiori siano difficili da affrontare se i meccanismi che si innescano in determinati momenti, conducono l’essere verso un declino che nessuno può arginare. Tra le nostre mani resta un diario di un’adolescente che oggi è nata sola e una verità; complessa, nuda e cruda.

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