Maria Di Blasio, Emozioni - Edizioni “La Luna”, 2008.

06/set/2009 08.35.41 Karina Contatta l'autore

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Il cuore sfarfalla/ la mente s’invola/ il pensiero si libra/ leggero sull’ali/ dell’etereo nulla. / Fugge la ragione,/ scavalca le nazioni/ e senza esitazioni/ mi ritrovo a volare/ sulle ali dell’emozione./ Non conosco il sentiero,/ ma mi accorgo/ che a volte/ è meglio così:/ senza pensieri. Come incantata,/ ascolto il mio cuore!/ da “Emozioni”, la lirica che da il titolo a tutta la silloge di Maria Di Blasio. Colpiscono la freschezza e l’immediatezza degli stilemi con cui l’autrice caratterizza ogni suo verso tra svariate tematiche, stati d’animo, tormenti e tante emozioni. L’autrice, usa un linguaggio spontaneo. E’ una donna cordiale. Lo è anche caratterialmente e ciò le facilita contatti immediati. I titoli delle sue poesie, scorrono pagina dopo pagina: il poeta, il pittore, l’inno alla vita, la voce del silenzio nel grigiore di una strada silenziosa, solcata da ombre che passano rade e la vita, densa di coincidenze ed eventi, che pulsa, che corre, che arde. Si alternano nelle sue liriche toni teneri; sebbene nella sua poetica non manchino riflessioni spesso dolorose e svariati testi di evidente matrice religiosa, i quali, si affiancano a tematiche relative all’attesa, all’amicizia, alle voci lontane, alla nostalgia. I molteplici argomenti trattati senza retorica, rendono i versi d’impatto immediato ma anche di rocciosa intensità. In questa sua seconda silloge preceduta da “Le voci del Cuore”, Maria Di Blasio, descrive in maniera intensa quel senso di vuoto in cui trova il suo angolo di paradiso e scrive: Di tavolo un pezzetto,/un foglio bianco,/ e tutto il mio mondo/ sulla punta di una penna,/per tracciare pensieri ed emozioni/ che premono dall’intimo profondo. / La poetessa, attraverso semplici versi, scolpisce in modo indelebile l’atto della creazione che avviene nella sua stanza, all’interno della quale, ancora si avvertono i tonfi sul pavimento dei piedini nudi dei suoi piccoli tesori e lei stessa, priva di angosce scrive serenamente, pensa, fantastica. Come Leopardi, il poeta della realtà imprigionata nell’eterno ciclo del nascere e morire, la poetessa teramana, trova nella poesia l’ultima illusione di tutti i poeti del mondo. Segno che il senso di smarrimento è ancora attuale e il poeta, lo ritrova nei giorni in cui nulla è cambiato nel modo di avvicinarsi all’arte del dire per rime. Le raccolte di poesia, malgrado correnti letterarie in conflitto, la crisi epocale del libro e recensioni di critici servili, continuano a scivolare indisturbate lungo la strada dei sensi. Maria Di Blasio lo testimonia diffondendo e difendendo la sua poesia nelle cui rime si sentono voci e si gustano sapori e poi ancora, il male di vivere, le piantagioni nello spazio, il cancro, la Coppa Interaminia. Il suo canto raggiunge la consapevolezza nelle immagini della sua terra d’origine e contiene le parole che non è riuscita a dire, a chi ormai non c’è più e che Teramo, nella fase del poi, sta cercando di restituire alla collettività: Ho un debito morale con lei, Professore:/ la dedica sul mio modesto libro di poesie!/ Glielo mandai di corsa la sera dell’undici maggio/ e lei, per telefono: “Ma non mia ha scritto la dedica!”/ Professore, sono in imbarazzo:/ quali parole posso dedicare a Lei/ se non ricordi di fugaci incontri,/ in cui la Sua mente spaziava/ e io beavo della Sua scienza,/ della Sua sapienza?”/ […]Arrivederci, professore: di lei mi mancherà/ il signorile inchino e il baciamano/ nel salutarmi con il cuore,/ negli occhi la dolcezza/ e il guizzo di piacere,/ il sorriso bonario sulle labbra. / Un signore d’altri tempi!/dalla lirica A Giammario Sgattoni.

 

 

Maria Di Blasio Ricci, piscopedagogista, vive e lavora a Teramo. Esperta di Scuola e problematiche relative all’insegnamento, ha coltivato da sempre, l’impegno nel sociale e numerosi hobbies, fra i quali la poesia e la scrittura in genere. Emozioni, è la sua seconda raccolta di liriche, dopo l’exploit de “Le Voci del Cuore”, che conferma la profondità poetica dell’autrice e testimonia la sua importante maturazione stilistica ed espressiva.

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