Gabriella Falanga, Nottetempo- Edizioni Ricerche & Redazioni, 2007

Gabriella Falanga, Nottetempo- Edizioni Ricerche & Redazioni, 2007 "Io so bene che dentro la mia stanza c'è un amico invisibile, non si rivela con qualche movimento né parla per darmi una conferma.

29/set/2009 18.42.21 Karina Contatta l'autore

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”Io so bene che dentro la mia stanza c'è un amico invisibile, non si rivela con qualche movimento né parla per darmi una conferma. Non c'è bisogno che io gli trovi posto: è una cortesia più conveniente l'ospitale intuizione.” Emily Dickinson.

 

Sono versi famosi da cui emergono reali dimensioni di un messaggio proveniente da esseri intermedi e che allevia il male di vivere.

 

“Ma chi siete voi che apparite tra veglia e sonno: vite passate? Indecifrabili immagini di volti forse conosciuti, già visitati luoghi’” da Insonnia .

 

Come Emily Dickinson,  Gabriella Falanga  nella sua silloge dal titolo Nottetempo, Edizioni Ricerche & Redazioni, 2007, percepisce presenze nel vento e con questo ricorda una creazione poetica che riflette i sotterranei dell’anima; luogo dove miti e archetipi vivono tra lacerazioni interiori ed esteriori.

Nella poetica dell’ autrice, il raffronto tra l’umano e il divino, si fonde nel verso tra eterno ed effimero , disegnando le tappe intermedie del suo percorso creativo e spirituale.  In Nottetempo, il ricordo dei ricordi ritorna a vivere all’interno di stilemi decisi; mentre l’aria tiepida corre senza sostanza nel tempo, leggera come un velo, chiara come un’ alba d’estate. Il ricordo s’insinua lentamente tra gli anfratti della fronte, poi pianissimo s’invola trascinando il negativo.” da Insonnia.  Gabriella Falanga imprime la catarsi del dolce inganno nel silenzio della notte, Vagando per casa di notte, passi incerti, mente confusa e nei quarti di ore precise che precedono il domani; illumina le ombre trascrivendo pensieri, poi, le oscura nuovamente. Nel luogo della creazione il suo inconscio si apre per ricreare il turbamento che offusca la mente e il senso, s’aggira ingenuamente tra mandala tibetani, raffigurazioni in un preciso accordo di antichissimi dei, sperando che armonia riaffiori. Gabriella Falanga si aggrappa al pretesto, si pone domande alle quali nessuno risponde, eppure, una delle possibili risposte potrebbe racchiudersi nella sua raccolta che evidenzia un percorso pieno di spunti quando improvvisamente, nell’indifferenza, appaiono nella vana speranza d’illuminazione, inganno della mente, false apparenze, impressioni strane della fantasia. L’autrice, ne esprime inconsapevolmente il senso, seguendo il filo degli intrecci dell’imprevedibile destino. Denuda l’illusione tra miseri corpi e stelle cadenti, ma lascia se stessa nell’insonnia del mondo, al centro degli eventi, meravigliata dalla buia notte, smarrita nel vuoto che inghiotte le cose; mentre vaga indifesa in quello spazio ovattato in cerca della parola in balìa del misterioso richiamo dell’indicibile. Nella raccolta poetica Nottetempo, il verso resiste al crescere del desiderio e scioglie quei nodi che si agitano dentro con impazienza. Gabriella Falanga vi diluisce il tempo e le riflessioni profonde, perché il presente è provvisorio, il passato un tempo da ricordare e il futuro freme di speranza, ma i giorni passati non potranno più cancellarsi, “sempre più spesso ormai m’assale impellente un desiderio: folle divenire o bambina tornare. Magiche possibilità accomunate in due strati che paiono diversi ma a nutrirli entrambi son doni non colti dalla maggioranza.” Nella sala delle proiezioni interiori, il mistero della vita trova la sua ragione nel dubbio in cui ognuno può ritrovarsi e trova rifugio in candide espressioni, in cui si avverte la cruda realtà. Solo una tregua? Chiede Gabriella. Eppure sa bene che nel continuo movimento del tempo c’è sempre una speranza; nulla è mai veramente perduto anche quando ci sembra inverosimile, perché,  l’essere, regge esitante una penna (Relatività) e scrive di getto pensieri ma potrebbe non essere ciò che crede, la penna non essere penna, la carta davvero ciò che appare.

 

 

Gabriella Falanga è nata a Milano dove ha compiuto i suoi studi. Da sempre appassionata di poesia, narrativa e teatro, fin da ragazza ha coltivato la sua inclinazione a cimentarsi nella scrittura partecipando con buoni esiti a concorsi di poesia e prosa nella provincia lombarda. Sue poesie e brani narrativi sono stati pubblicati su alcune riviste letterarie tra il ‘58 e il ‘63, anno in cui si è trasferita con la famiglia a Giulianova dove tuttora risiede e si dedica alla sua passione di sempre.

Ha partecipato a vari concorsi e manifestazioni culturali: dal 2000 al 2003, sue poesie sono state recitate alla Festa della Donna organizzata dall’Associazione “Teramo Nostra”. Altre sue liriche sono state pubblicate nei volumi editi dall’Associazione “Il Moro” di Paganica (2004 e 2005). Ha partecipato a “Infiltrazioni 1 e 2” (2005 e 2006) a San Pietro di Isola del Gran Sasso dove, insieme al Gruppo Oraò, ha presentato alcuni dei suoi componimenti in un percorso multiartistico di pittura, scultura, musica, poesia, fotografia, recitazione. Con lo stesso gruppo è intervenuta in diverse occasioni presso il “Centro Culturale San Francesco” Sala Trevisan di Giulianova, e nel marzo 2007 alla “Casa Internazionale della donna” di Roma. Nottetempo è la sua prima raccolta di liriche.

 

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