INTERVISTA A FRANCIONE SULL'ANTICOPYRIGHT

09/giu/2009 17.04.56 Andrej Contatta l'autore

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Copyright e pirateria

Ovvero quando i limiti del primo si scontrano con la realtà del secondo

di Maria Sabina Perfetto


Intervista al dott. Gennaro Francione, già magistrato penale ora in pensione, drammaturgo e hactivist culturale,
membro del Comitato Studi Informatica Giuridica di Firenze, autore di una sentenza da lui stesso definita
"anticopyright" che nel 2001 ha assolto dei venditori di cd contraffatti per "stato di necessità dato
da bisogno alimentare non altrimenti soddisfatto".


Dott. Francione a distanza di otto anni dalla Sua sentenza è sempre dello stesso parere?


La legislazione sul diritto d'autore appare simile a un dinosauro del mondo fisico che cerca maldestramente di entrare nel mondo virtuale facendo la figura di uno sgraziato pidocchio. In questi anni, dopo la sentenza, il mio progetto anticopyright, vista la cyberagonia del diritto d'autore, si è rafforzato.
La verità è che il diritto d'autore è fedele a schemi antiquati di una proprietà intellettuale strettamente legata ai supporti materiali (il cartaceo, il CD etc.). Dopo gl'intenti originari censori del copyright nell'Inghilterra del '600, attraverso la London Company of Stationers (Corporazione dei Librai di Londra), si è affermato il monopolio editoriale che ha perpetrato nei secoli la tirannia degli editori e dei distributori. Costoro hanno sfruttato gli autori, i quali avevano bisogno dei loro servigi per materializzare le loro opere in serie e per diffonderle. Il sistema piramidale dell'economia ha portato nei tempi a privilegiare pochi autori, e neppure i più bravi, a scapito degli altri, con evidente antidemocraticità del sistema.

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