.musicaRivafestival 2010 Prosegue il tutto esaurito per gli spettacoli di musicaRivafestival, dai pianisti allievi di Ciccolini, ai Gomalan Brass con Steven Mead, dalla canzone napoletana classica al Gattopardo di Rota ed al Quartetto Euphoria Show con la regia di Banda Osiris

27/lug/2010 12.53.09 Diritto d'Immagine Contatta l'autore

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Riva del Garda, 26 luglio 2010 – Dopo le prime quattro serate di tutto esaurito presso il Cortile della Rocca di Riva del Garda,  si può ormai dire che musicaRivafestival 2010 si avvia ad essere una delle edizioni di maggior successo della storia della manifestazione. Dopo la serata inaugurale con lo spettacolo Tango e Sirtaki dell’etoile della danza italiana Raffaele Paganini con la Compagnia Almatanz e le coreografie di Luigi Martelletta, straordinario ed applauditissimo, il pubblico di Riva ha potuto ammirare, il 23 luglio, i giovani pianisti (alcuni dei quali davvero giovanissimi e veramente molto bravi) della Masterclass in Pianoforte, tenuta anche quest'anno dal Maestro Aldo Ciccolini, mentre il 24 luglio gli amatissimi Gomalan Brass, con l'ospite inglese Steven Mead, eufonista di fama mondiale, hanno come sempre deliziato il pubblico con il loro Omaggio ai Canadian Brass.

Poi è stata la volta di un omaggio alle atmosfere gattopardesche di quel grandissimo compositore che fu Nino Rota ed alla grande tradizione musicale napoletana.

Il Maestro Marco Boemi, uno degli amici più calorosi di musicaRivafestival, ha infatti diretto la World Youth Orchestra (Goodwill Ambassador dell'Unicef e Medaglia d'Argento del Presidente della Repubblica Italiana) ed il Complesso a Plettro “Ensemble Mereuer” nei “Ballabili” e nella “Suite Sinfonica” proprio da Il Gattopardo. Senz'altro una delle esperienze di connubio fra grande letteratura, grande musica e grande cinema più riuscite del Novecento italiano, Il Gattopardo non cessa di suscitare, nel pubblico, lo stupore ammirato e la commozione sincera per un'opera tanto eccelsa.

La colonna musicale del film, della quale fanno parte i brani eseguiti magistralmente dalla World Youth Orchestra presso il Cortile della Rocca, ha emozionato il pubblico di Riva del Garda che si è visto catapultare improvvisamente in un'atmosfera fatta di strade polverose e deserte, arroventate dal sole, che si inerpicano faticosamente su per colline inaridite, di Garibaldini e palazzi principeschi, di malinconica eleganza e aranceti a perdita d'occhio, che si tuffano in un Mediterraneo incontaminato.

La Sicilia meravigliosa, appunto, del Gattopardo.

Una narrazione di grandissima suggestione, come del resto quella che ci racconta la Napoli della tradizione musicale popolare colta, della grandissima canzone napoletana classica. Nella interpretazione magistrale che ne hanno dato tre giovani tenori, già vincitori del Concorso Città di Ercolano: Salvatore Cardone, Salvatore De Crescenzo e Raffaele Sepe.   Accompagnati sempre dalla World Youth Orchestra, i tre giovani, tutti sotto i trent'anni, hanno trasportato il pubblico in una Napoli fatta di sentimenti puri e di straordinaria intensità emotiva, la Napoli ideale, quella ricordata malinconicamente dalle centinaia di migliaia di emigranti dei primi del Novecento che, dalle altezze dei grattacieli in costruzione nella New York tentacolare o dalle pianure immense del West, dalla Pampa Argentina o dai rigori gelati del Canada, serbavano nel loro cuore le immagini di una città idealizzata proprio perché lontana.

Sebbene non sia probabilmente mai realmente esistita questa Napoli del cuore, è anche la forza di quelle moltitudini senza nome ad averla resa celebre ed amata in tutto il mondo. Lo è ancora, come l'enorme gradimento del pubblico ha dimostrato, e come gli stessi tre tenori sostengono.

La forza della canzone classica napoletana, a loro parere come nel nostro, risiede nella eccezionale capacità dei grandi autori – da Libero Bovio, a Salvatore Di Giacomo, ad E.A. Mario per dirne alcuni – di coniugare testi di assoluto pregio letterario (Raffaele Sepe, ad esempio, ha cantato, fra le altre, A Vucchella, il cui testo è di Gabriele D'Annunzio) con musica di grande semplicità e di eccelsa efficacia strutturale ed emotiva.

Molto spesso, se non sempre, in tonalità minore, la musica colta di Napoli, ha portato a perfezione l'uso della forma bipartita (cioè lo schema musicale che prevede la relazione fra due temi, come la strofa ed il ritornello) nella canzone. A testi bellissimi ed evocativi dei temi più cari al napoletano lontano dalla sua città (sostanzialmente la nostalgia per l'amore e la famiglia lasciati in patria) si uniscono dunque una melodia ed una struttura musicale capaci di risvegliare, anche nell'ascoltatore non napoletano, gli stessi sentimenti di dolce, struggente malinconia.

E dunque, la canzone classica di Napoli, brani come Io Te Vurria Vasà, Silenzio Cantatore o Tu Ca Non Chiagne, fra quelli eseguiti dai tre tenori, e tanti altri, sono classici senza tempo perché evocano sentimenti universali, che possono essere provati anche non essendo nati a Napoli e persino non essendo nati in Italia. Persino, come sostengono i tre tenori, se si è giovani o addirittura giovanissimi se è vero, com'è probabilmente vero che, come ha argomentato il giovane Maestro Cardone, “l'ultima canzone napoletana classica è Napule E', di Pino Daniele”. E nel bellissimo concerto di Riva, l'Orchestra, i tenori ed il Complesso a Plettro hanno convinto il pubblico di Riva del Garda della eccezionale universalità tanto della canzone napoletana classica quanto delle composizioni del grande Rota per Il Gattopardo. 

E' stata poi la volta, a Campi di Riva del Garda, presso l'Area Archeologica di San Martino, del Quartetto Euphoria Show, composto da Marna Fumarola (violino), Suvi Valjus (violino), Hildegarde Kuen (viola) e Michela Munari (violoncello) in uno spettacolo “musicomico” per la regia di Banda Osiris. E qui, come si può immaginare conoscendo lo stile dei registi, è la fantasia a regnare sovrana e in libertà, grande e inaspettata, pur andando a braccetto con il rigore filologico della musica.

Il Quartetto Euphoria si esibisce in una cornice che solo inizialmente è quella seriosa dei concerti classici. Nulla, degli inizi misurati, lascia presagire il caos sonoro che scuoterà musiciste e partiture. Bastano pochi minuti e la confusione si sostituisce alla logica. Massimo stupore, quindi, se il quartetto si trasformerà sotto gli occhi del pubblico: gli archetti diventeranno oggetti di scena e gli strumenti riveleranno possibilità di utilizzo impensate. Uno spettacolo esilarante.

 

Si prosegue con le Masterclass dei Gomalan Brass e Steven Mead, il ritorno dei graditissimi Concerti Aperitivo che allietano i pomeriggi del Cortile della Rocca, i docenti dei corsi in Concerto e via via con tutti gli altri spettacoli promossi dal festival, che si chiuderà Sabato 5 agosto con una produzione musicaRivafestival della Cavalleria Rusticana in forma di opera concerto, della quale daremo conto più avanti.

 

Informazioni su musicaRivafestival

Nel corso dei ventisette anni di attività musicaRivafestival è venuta progressivamente affermandosi come la più importante manifestazione musicale che si svolga in riva al Garda trentino. Eccezionale connubio fra approfondimento, studio e spettacolo, il festival mette in scena ogni sera, per quindici giorni, spettacoli offerti dai docenti dei corsi di specializzazione in diverse discipline della musica classica e lirica, dalla direzione d’orchestra al canto, dal pianoforte al violino, dai corsi speciali di ottoni e per pianisti accompagnatori a quello di flauto, clarinetto e fagotto e dai loro studenti, oltre a spettacoli ospiti provenienti da compagnie e teatri nazionali ed internazionali. Tra i docenti, musicisti di riconosciuta fama, segnaliamo lo stesso Direttore Artistico del Festival, Mietta Sighele, ed i Maestri Veriano Luchetti, Isaac Karabtchevsky ed Aldo Ciccolini. Gli studenti sono giovani talenti provenienti da tutto il mondo.

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