"Liszt, quando il pianoforte era come il Personal Computer ...". Sul palco del Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza, ospite Paolo Fazioli, secondo appuntamento con "Raccontare la Musica" giovedì 24 marzo alle ore 21.00.

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21/mar/2011 18.05.19 Studio PRP Contatta l'autore

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ASSOCIAZIONE CULTURALE
SETTIMANE MUSICALI AL TEATRO OLIMPICO
RACCONTARE LA MUSICA
Quattro incontri  nella sala del Ridotto del
Teatro Comunale di Vicenza.
9 marzo -29 aprile 2011

 

 

Giovedì 24 marzo 2011 ore 21.00
LISZT, QUANDO IL PIANOFORTE ERA COME IL PERSONAL COMPUTER...

ne parlano Paolo Fazioli e Giovanni Battista Rigon
con la partecipazione di Leonora Armellini, pianoforte
Vicenza, Ridotto del Teatro Comunale.
L'ingresso 10 euro ingresso unico, 5 euro ingresso ridotto per i soci del Così Fans Tutti Club e per i soci degli Amici dell'Olimpico.

Una serata di parole e musica dal titolo “Liszt, quando il pianoforte era come il Personal Computer ...”; quella che avrà luogo giovedì 24 marzo alle ore 21.00 sul palco del Ridotto del Teatro Comunale di Vicenza. Ospite del secondo appuntamento del ciclo di incontri di “Raccontare la Musica”, proposto dall’Associazione Culturale Settimane Musicali al Teatro Olimpico sarà l’ingegnere Paolo Fazioli, pianista per passione e soprattutto uno dei costruttori di pianoforti tra i più rinomati al mondo. Insieme a lui sul palco il M° Giovanni Battista Rigon, pianista e direttore d'orchestra nonché fondatore del festival delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico e la pianista Leonora Armellini.

Abbiamo avuto l’occasione di avere una piacevole chiacchierata con  l’Ingegner Fazioli.

Buongiorno Ingegnere. Comincerei con il chiederle due battute proprio sul tema della conferenza che si terrà a Vicenza “Liszt, quando il pianoforte era come il Personal Computer ...”. Un paragone piuttosto singolare.

Oggi ci si mette di fronte a un pc per andare in internet per navigare. Forse 150 anni fa ci simetteva al pianoforte per navigare, certo non in internet ma nel mondo della fantasia. In questo senso il pianoforte può essere considerato un computer.Anche il pianoforte è  una tastiera e attraverso la musica si poteva dare sfogo alla propria fantasia.

La musica, così come il computer, sono mezzi di comunicazione

Nel caso del computer chi ci sta a sentire è la rete che ovviamente non è vicina ma in un altro luogo. Sono cambiate le cose ma la sostanza è sempre la stessa: il comunicare. Comunicare da una parte e dare sfogo alla propria fantasia dall’altra.

A proposito dei mezzi di comunicazione, utilizza strumenti come la mail e la chat, social network? che rapporti ha con questi mezzi? Li utilizza?

In azienda certamente. Utilizziamo facebook e c’è una persona in particolare che se ne occupa. A titolo personale no. Facebook poi richiede poi un tempo particolare di dedizione che io non ho.  Non si tratta di repulsione.  Anzi. Anche se, avendo superato una certa età, potrei far parte di quelli che normalmente si dichiarano contrari o pensano che non sia una cosa per loro.

Continuando la metafora con il computer, che ruolo potremmo dare al pianoforte e al musicista che lo suona?

Il Pianoforte può essere sicuramente l’hardware. Partitura più musicista costituiscono il software.

Nel corso della sua attività di produttori di pianoforte ha prodotto strumenti che sono stati suonati da grandissimi artisti di eccellenza e fama internazionale. In un’ipotetica esecuzione perfetta quanto conta l’eccellenza dell’esecutore e quanto l’eccellenza dello strumento?

L’eccellenza dello strumento è importante e quella dell’esecutore anche. Di solito faccio questo giochino. Prendiamo un esecutore eccezionale ed un hardware pessimo da una parte. Dall’altra prendiamo, al contrario, un hardware meraviglioso ed un esecutore pessimo. Sicuramente la prima soluzione è migliore. Quindi io ritengo che l’hardware in questo caso non costituisca il 50%. Il rapporto non sia 50 e 50. Farei di meno, nel senso che l’hardware conta forse per il 30 – 35%. Il restante lo fa il pianista sicuramente.

Come costruttore di pianoforte lei ha per certi versi un punto di vista privilegiato sull’amore per la musica. Paradossalmente se immaginassimo che nessuno costruisse o nessuno comperasse strumenti musicali sarebbe sintomatico della fine di questo amore. Secondo lei, qual è la situazione?

C’è in qualche modo un allontanamento dall’esecuzione fisica. La tecnologia oggi offre molti mezzi elettronici applicati alla musica, dai pianoforti digitali, ai programmi che simulano i pianisti. La musica viene sempre meno riprodotta in modo fisico e sempre più in modo digitale. Io credo, tuttavia  che questa tendenza prima o poi si stabilizzerà. Un esagerare troppo dalla parte del digitale farà si che ci renda conto che esecuzione fisica ed esecuzione digitale non sono la stessacosa. Io non posso pensare che si possa eseguire un concerto per pianoforte e orchestra con un pianoforte digitale o qualcosa di automatizzato. C’èsempre il bisogno del contatto fisico tra l’esecutore e lo strumento.Ognuno si esprime in un modo completamente diverso. Due esecuzioni dello stesso pezzo fatte da Horowitz o da Gilels sono due esecuzioni incredibilmente grandiose dove però in una c’è la personalità di Horowitz e nell’altra quella di Gilels.

Tornando all’utilizzo dei nuovi media il presidente dell'Accademia di Santa Cecilia, Bruno Cagli, in occasione della presentazione dell’iniziativa “Pappanoinweb”che vedrà protagonista Antonio Pappano, nella duplice veste di direttore d'orchestra e di pianista in concerti che verranno trasmessi in streaming via web, ha dichiarato: «oggi la diffusione della musica passaanche e soprattutto attraverso questo canale, al quale accedono tutti, in primo luogo i giovani». Lei cosa ne pensa? Internet può contribuire alla conoscenza della musica classica da parte dei giovani?

Sicuramente si. Oggi in Internet si può trovare tutto. Si può cercare un’esecuzione particolare che non si trova più, perché non più in vendita. E’ veramente un mezzo grandioso da questo punto di vista. E certamente chi vuole informarsi e chi lo sa fare può trovare veramente tutto. Non c’è limite.


Il ciclo di incontri “Raccontare la Musica” proseguirà mercoledì 13 aprile 2011con “Arvo Pärt: poche note, quasi nulla”, che vedrà in scena a parlare di musica contemporanea l'architetto Flavio Albanese e la violinista Sonig Tchakerian, con la partecipazione al pianoforte di Stefania Redaelli.

Per ulteriori informazioni e immagini: www.olimpico.vicenza.it

Ufficio Stampa di Raccontare la Musica 2011
Studio P.R.P.
Alessandra Canella
Via del Vescovado 79
35100 Padova
www.studiopierrepi.it

 

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