I primi 10 anni della Stagione Concertistica di Senigallia: domenica 8 gennaio FEDERICO MONDELCI dirige l¹ITALIAN SAXOPHONE ORCHESTRA

Costituitasi nel 1985 ha tenuto concerti in tutta Italia riscuotendo entusiastici consensi.. L'orchestra comprende nel suo organico tutti gli strumenti della famiglia dei sassofoni: il sopranino, il soprano, il contralto, il tenore, il baritono ed il basso; la sua ricchezza timbrica ha sollevato l'interesse di molti compositori che gli hanno dedicato musiche.

05/gen/2006 07.15.47 studiomusica PRESS | PR Contatta l'autore

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I primi 10 anni della Stagione Concertistica di Senigallia: domenica 8 gennaio FEDERICO MONDELCI dirige l’ITALIAN SAXOPHONE ORCHESTRA

Teatro La Fenice,  ore 18.15

Italian Saxophone Orchestra

Federico Mondelci sassofono e direzione

Letizia Ragazzini sassofono sopranino
Ivan Curzi, Matteo Villa sassofono soprano
Stefano Pecci, Laura Masciotti, Giulio Petitta sassofono contralto
Davide Bartelucci, Cristiano Rotatori, Claudio Marcantoni  sassofono tenore
Massimo Valentini, Ciro Ferraro sassofono baritono
David Brutti sassofono basso

Programma

George Gershwin (1898-1937)
American Suite
The Man I Love
Sweet And Low Down
I Got Rhythm
Summertime
Let's Call The Whole  Things Off

Graham Fitkin (1963)        
Aract
(prima italiana)

Steve Reich (1936)    

New York Counterpoint   (§)


Paolo Marzocchi        

Albanian Folk Song (*)
(prima assoluta)

*   *   *

Pedro Iturralde (1932)
Suite Ellenica        
Kalamatianos
Funky
Valse
Kritis

Chick Corea (1941)    

Armando’s Rumba

Roberto Molinelli (1964)
Four Pictures from New York* (2001)        
Dreamy Dawn
Tango Club
Sentimental Evening
Broadway Night


(*) scritto per l’Italian Saxophone Orchestra
(§) elaborazione di David Brutti


Note al programma
Ideato nel 1840 dal belga Adolphe Sax, il sassofono trovò subito estimatori soprattutto in Francia presso Berlioz, Bizet e Massenet. Inizialmente fu utilizzato nei complessi di soli fiati tra i legni di registro basso e gli ottoni, poi anche nella musica sinfonica per arricchire la sonorità dell’orchestra. Iniziò così il suo cammino, in Francia, nel momento in cui a metà Ottocento si pensò alla riorganizzazione delle bande militari, suscitando un grandissimo entusiasmo perché i sassofoni davano al complesso “una sonorità più potente e più omogenea”, e per questa ragione nella seconda metà del secolo fu annessa al Conservatorio di Parigi una classe per questo strumento affidata proprio a Sax. Purtroppo però gli eventi della storia (la sconfitta nella guerra franco-prussiana) portarono ad un rivolgimento e questa piccola rivoluzione nella musica classica fu interrotta con la soppressione di questa classe.
Fu un momento terribile per il sassofono, perché la mancanza di scuole portò alla mancanza di esecutori qualificati e virtuosi, e la mancanza di virtuosi non invogliò certo i compositori ‘importanti’ a scrivere per questo strumento, la cui letteratura si era invece arricchita notevolmente nei pochi anni di attività di Sax come insegnante (dal 1856 al 1870).
Per questa ragione, tra Ottocento e Novecento noi non troviamo grandi autori anche se la tradizione didattica, affidata prevalentemente a clarinettisti, era rimasta viva in particolare in Belgio, in Francia e poi negli Stati Uniti. Fu proprio negli USA che si assistette alla rinascita dello strumento (che trovava posto nelle orchestre, in sezioni apposite, e in orchestre di soli sassofoni) che veniva utilizzato anche nelle bande militari, nel circo e nel vaudeville, dove sottolineava gli effetti più volgarmente plateali.
Solo questo occorreva alla musica ‘classica’ per guardare lo strumento con sospetto, mentre ciò segnò sicuramente un momento di prosperità del sassofono, che acquistò oltre oceano una popolarità mai vista. Inizialmente utilizzato nelle orchestre da ballo per rafforzarne l’insieme, acquisì anche una grande letteratura ‘leggera’ e poi, a partire dagli anni Venti, divenne strumento fondamentale nella musica jazz.
In Europa, invece, il sassofono prese strade diverse.
La prima, ispirata proprio al jazz, usava i modi aggressivi di quella musica per rinnovare il linguaggio della tradizione. La seconda, invece, mirava a mettere in luce le tante possibilità sonore dello strumento, come dimostrano la Rapsodia di Debussy e il Bolero di Ravel, dove due delle ripetizioni del tema sono affidate ai sax soprano e sopranino.
Il fatto poi che quella dei sassofoni sia una grande famiglia (comprende, dal più acuto al più grave, il sopranino, il soprano, il contralto, il tenore, il baritono, il basso e il contrabbasso) ha consentito anche la costruzione di ensembles coi quali, come nel caso di questo concerto, possono essere eseguite non solo musiche originali (come i pezzi di Molinelli) ma anche efficacemente trascritti (come i brani di Gershwin e di Reich).



Saxophone Orchestra

La Saxophone Orchestra composta da 12 sassofonisti diretti da Federico Mondelci, è un gruppo unico nel suo genere in Italia. Costituitasi nel 1985 ha tenuto concerti in tutta Italia riscuotendo entusiastici consensi.. L'orchestra comprende nel suo organico tutti gli strumenti della famiglia dei sassofoni: il sopranino, il soprano, il contralto, il tenore, il baritono ed il basso; la sua ricchezza timbrica ha sollevato l'interesse di molti compositori che gli hanno dedicato musiche. Il repertorio spazia dalla musica rinascimentale alla musica dei periodi classico-romantico fino ai nostri giorni includendo anche un nutrito numero di brani jazzistici. I componenti, molti dei quali allievi di Federico Mondelci, svolgono singolarmente una notevole attività solistica, hanno inoltre vinto numerosi concorsi nazionali ed internazionali, hanno effettuato tournées in Francia, Spagna, Inghilterra, Stati Uniti, Giappone e collaborato con le maggiori orchestre sinfoniche italiane. L'orchestra si avvale anche della collaborazioni del soprano Agnese Rossi Berluti che interpreta brani di Gershwin, Bernstein, Negro Spirituals. La Saxophone Orchestra ha appena effettuato un tour di concerti in Russia con importanti concerti a San Pietroburgo in occasione del Festival di Musica da Camera “Palazzi di San Pietroburgo”. È di prossima uscita un CD con la musica originale per questa formazione per l’etichetta americana DELOS. Il repertorio spazia dalle trascrizioni classiche, alle composizioni originali del Novecento ai brani contemporanei, al jazz. Principali autori in repertorio: Gabrieli, Bach, Rossini, Beethoven, Catel Borodin, Bizet, Joplin, Stravinsky, Milhaud, Mancini, Tesei, Cesa, Minciacchi, Nicolau, Balliana, Rossé, Gershwin, Poulenc, Weill, Bernstein, Matitia, Rex, Kinaston, Gillespie, Shorter, Parker, Corea, Comoglio.

Federico Mondelci
Diplomato con lode in sassofono al Conservatorio di Pesaro, ha studiato canto, composizione e direzione d’orchestra, diplomandosi poi al Conservatorio Superiore di Bordeaux. Ha suonato come solista in tutto il mondo con le più importanti orchestre, tra le quali la Filarmonica della Scala con Ozawa. Al Festival Mondiale del Sassofono ha rappresentato l’Italia in Germania, Giappone, Stati Uniti, Spagna e Italia; dalla sua esibizione al Festival di San Pietroburgo collabora con la Moscow Chamber Orchestra con cui ha registrato i Tanghi di Piazzola. Profondamente interessato alla musica contemporanea  ha eseguito in prima a Manchester Cyberbird per sassofono, pianoforte e orchestra di Yoshimatsu con la BBC Philharmonic Orchestra diretta da Brabbins, e i due concerti per sassofono e orchestra premiati al Concorso Internazionale di Composizione del 2 Agosto di Bologna con la Toscanini di Parma. Ha inciso vari CD che comprendono, tra l’altro, l’opera completa per sassofono e pianoforte di Koechlin. Mondelci affianca a quella di solista un’importante attività di direttore d’orchestra con un repertorio che va dalla musica sinfonica classica e romantica alla lirica alla letteratura del Novecento. Ha diretto solisti quali Ilya Grubert, Michael Nyman, Kathryn Stott, Pavel Vernikov in Italia e Stati Uniti e diretto concerti in Germania, Francia, Portogallo, Russia. Ha in attivo collaborazioni, tra l’altro, con l’Orchestra del Teatro Bellini di Catania, l’Orchestra Haydn di Bolzano, l'Orchestra Giovanile del Teatro Marinsky di S.Pietroburgo, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, l’Orchestra Sinfonica di San Remo, l’Orchestra Sinfonica del Lazio alla guida della quale è stato al nuovo Auditorium di Roma. Ha diretto produzioni operistiche di autori italiani del ’700 in festival internazionali come il St. Petersburg Music Festival (edizioni 2001 e 2002). Tra i suoi prossimi impegni importanti suonerà come solista con l’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo (per l'inaugurazione della Stagione 2005/2006) la New Zealand Symphonic Orchestra (ottobre 2006).


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