Com. Stampa >>> Dopo 34 anni un altro Stockhausen alla Fondazione Musicale Santa Cecilia

20/apr/2006 09.17.34 studiomusica PRESS | PR Contatta l'autore

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34 anni dopo la prima mondiale di Zyklus un "nuovo" Stockhausen
alla Fondazione Santa Cecilia di Portogruaro
Per una masterclass straordinaria e il suo unico concerto italiano del 2006


Portogruaro (VE), 20 aprile - Era il 1972. Portogruaro ospitava Karlheinz Stockhausen, icona della musica contemporanea, per la prima mondiale di Zyklus, pietra miliare del genere. E’ il 2006. Sempre a Portogruaro arriva un altro Stockhausen, Markus, figlio di Karlheinz e come lui musicista. Trombettista, per la precisione, e didatta curioso che alla Fondazione Musicale Santa Cecilia porterà, in una tre-giorni d’eccezione dal 21 al 23 aprile, i segreti dell’improvvisazione in una masterclass straordinaria aperta a tutti gli strumenti.
Nel ‘72 Portogruaro, ancora una volta, precorre – musicalmente - i tempi: il calendario dell’allora stagione concertistica ideata e promossa dall’Associazione Musicale di Santa Cecilia, che poi diventerà l’odierna Fondazione omonima, propone senza timore dosi abbondanti di musica contemporanea, spauracchio di ogni direzione artistica. “Una composizione ad ogni concerto” ricorda Paolo Boschin, allora Presidente dell’Associazione. Tutti di primo piano gli interpreti, spesso invitati a fermarsi a Portogruaro per un concerto sulla via del ritorno in chiusura di un tour nazionale che magari ha fatto tappa all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma o in altri grandi templi musicali di allora e di oggi. “Solo così era possibile averli nostri ospiti, sfruttando un cachet ridotto senza nulla perdere in eccellenza” continua Boschin. “La stagione era dedicata alla cameristica ma la musica contemporanea era comunque elemento artistico imprescindibile. Quell’anno abbiamo ospitato la prima mondiale, memorabile, di Zyklus di Stockhausen, una partitura circolare, letteralmente, per sole percussioni. La cosa curiosa è che l’esecuzione poteva avere inizio da qualsiasi strumento. Era una scommessa anche per quegli anni, quando la sperimentazione era tutto sommato piuttosto diffusa. La prima doveva essere alla Fenice, ma in realtà le due date vennero invertite e il concerto a Venezia si tenne solo qualche giorno dopo”. La palestra Mecchia di Portogruaro pareva il luogo più idoneo al concerto e ospitò esecutore, strumenti e un pubblico che, entrato perplesso, uscì entusiasta. “Ricordo un’insegnante confessarmi di essere venuta al concerto piuttosto prevenuta per poi dirmi, alla fine: mi sono fidata del fatto che organizzate sempre bei concerti. Sbagliavo: questo è stato straordinario!” ricorda Boschin con soddisfazione. Ospitare oggi, a più di trent’anni di distanza da quell’indimenticabile performance, il figlio di Karlheinz Stockhausen, Markus, per una masterclass inserita nell’ambito delle attività didattiche della Fondazione e il suo unico concerto italiano in programma nell’anno in corso (info e prenotazioni: 0421 276555 oppure 270069) testimonia come l’attività e l’attenzione di questa primaria realtà di formazione e produzione artistica sì del territorio ma con un ruolo importante sia sul piano nazionale che su quello internazionale siano rimaste fedeli, nel tempo, non solo allo specifico genere musicale ma a qualità e ricerca.
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