LA SCENEGGIATA FONTANA MUTI SI è RISOLTA COME PREVISTO

03/ago/2003 14.57.35 giuseppe zecchillo Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
?

Articolo del Baritono Giuseppe Zecchillo

Ho riscontrato CONTRASTI fra i direttori di Giornale per la pubblicazione, dunque mi devo arrangiare. Prego di voler fare circolare l'articolo fra i conoscenti. Per verificare l'autenticità e la paternità dell'articolo, allego i miei recapiti, per eventuali verifiche. Un grazie di cuore. Giuseppe.

Milano 2 agosto 2003

LA SCENEGGIATA FONTANA MUTI SI è RISOLTA COME PREVISTO.

La gallina dalle uova d’oro (LA SCALA) interessa a entrambi, per cui, pur disistimandosi e detestandosi a vicenda, sono costretti a fare la pace.

Per Muti è una pacchia avere a disposizione un grande teatro da usare a piacimento per promuovere la propria carriera. Alla Scala può programmare le opere che gli rendono in pubblicità, può stabilire il proprio cachet (che va dai 15mila€ a recita in su) può scegliere il caste di canto e il numero delle recite, può pretendere che il bilancio si adatti agli allestimenti che preferisce. Inoltre, è sotto gli occhi di tutti che, da quando impera Muti, la Scala si è ben guardata dallo scritturare direttori d’orchestra come Abbado e tanti altri celebri maestri, che potrebbero offuscare l’aureola di grandezza, che Muti evitando i paragoni, si è acquistata.

Pochissimi lo amano, ma attraverso il suo autoritarismo e la sua egemonia, Muti ha trovato la formula per emergere indisturbato.

Fontana, da parte sua, sapendo che, dati i suoi limiti professionali, l’occasione di dirigere un teatro come la Scala non gli capiterà mai più, fa qualche timido tentativo di salvare il proprio ruolo di sovrintendente, ma poi, per mantenere il posto, cede alla volontà di Muti.

MA LA PACE FRA I DUE HA UN PREZZO.

A questa stregua, il grosso deficit già annunciato (3,9 milioni di€) aumenterà vertiginosamente. Chi ci andrà di mezzo saranno i cittadini, costretti a pagare sempre più tasse per un teatro che non è più un teatro, ma un “happening” dove

Ognuno può fare quello che vuole.

Dov’è la Scala di Toscanini, Serafin, Marinuzzi, De Sabata?

Mai l’ex glorioso teatro milanese ha avuto un direttore d’orchestra con questo strapotere, e mai ha avuto un sovrintendente così privo di potere, il quale, pur di tenere il culo incollato alla poltrona, se ne fraga del prestigio della Scala….Ma di quale prestigio stiamo parlando?

Ormai non ci crede più nessuno.

MUTI E FONTANA CONDANNATI A CONVIVERE SE VOGLONO SOPRAVVIERE.S vogliono sopravvivere, questi due signori devono andare d’accordo a tutti i costi. Sanno che,se tirano troppo la corda, potrebbero compromettere il loro POSTO. Il che sarebbe, sia per il sovrintendente che per il direttore d’orchestra, una vera tragedia personale.

Muti non troverebbe MAI più un grande teatro da usare per le sue sfrenate ambizioni, mentre Fontana, se dovesse lasciare la Scala, non troverebbe mai più una sistemazione LAVORATIVA così prestigiosa e remunerata; dovrebbe accontentarsi di possibilità molto più modeste. Due persone che non si stimano e covano rancori e sentimenti di rivalsa non potranno governare niente, meno che meno una realtà difficile e complessa come il Teatro alla Scala.

Se il Sindaco, presidente della Fondazione Teatrale, e i consiglieri di amministrazione non capiranno queste cose, la scala dovrà affrontare un futuro burrascoso e rovinoso. Una situazione che capirebbe anche un cretino. No ci auguriamo che l’intelligenza, la sensibilità e il coraggio del presidente e dei consiglieri pongano fine a una storia che si va deteriorando sempre più. L’unica alternativa è allontanare i due attaccabriga.

ERO SOLO A DIFENDERE LA SCALA.

Quando ero consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala ho dovuto “sudare 7 camicie” per combattere contro le programmazioni sprcone e di scarso interesse per il pubblico, contro i privilegi di certe categorie che condizionavano il calendario scaligero, contro il numero limitato delle recite che impediva a migliaia di persone di fruire del Teatro, e contro miriadi di incongruenze che impedivano alla Scala di decollare liberamente. Ebbene -nessuno ci crederebbe- ma, pur difendendo gli interessi del teatro milanese, paradossalmente ero isolato. Dai dirigenti scaligeri perché dovevano portare avanti i loro interessi clientelari, dagli altri consiglieri per incompetenza, o per servilismo verso il potere dirigenziale.

Chi ha sofferto (e soffre) per qiesta squallida e grottesca situazione è stata (ed è) la Scala e tutti coloro che vi lavorano seriamente, senza secondi fini, unitamente a coloro che non si stancano di difendere l’efficienza e la funzione culturale dell’istituzione, la quale non deve essere un progetto finalizzato a ristrette èlite, ma coinvolgere il il più ampio pubblico possibile, perché la musica, nei suoi capolavori, è messaggio di civiltà, e la Scala è ritenuta giustamente il tempio di questa nobile tradizione.

UNA SOLUZIONE C’è: ALLONTANARE I DUE CONVIVENTI FORZOSI

Muti e Fontana hanno fatto il loro tempo: sono residuati di un’epoca in cui la Scala era al servizio di alcuni privilegiati. Ora bisogna cambiare musica: la Scala deve tornare al servizio della cultura di tutti i cittadini. Perciò Muti e Fontana se ne debbono andare. Presto (speriamo) la Scala tornerà nella sua sede naturale, perciò invitiamo fin da adesso il Sindaco, presidente della Fondazione del teatro milanese, a promuovere un concorso internazionale per scegliere il meglio del meglio in fatto di sovrintendenti e direttori musicali, come avviene nei teati più importanti del mondo. Il Metropolitan di New York, lo Staatsoper di Vienna e tanti altri teatri non hanno mai accettato dirigenti raccomandati o lottizzati dai partiti, ma hanno assunto dirigenti estremamente qualificati, di fama internazionale. Gente onesta, serena, dedita all’interesse del teatro e della musica. Purtroppo in Italia, che un tempo esportava dirigenti teatrali, non abbiamo più questo tipo di professionisti, perché per decine di anni si è attinto fra i personaggi lottizzati, senza garanzia alcuna per quanto riguarda la competenza di musica e di teatro, l’organizzazione specifica e l’autorevolezza istintiva del manager di sicura professionalità. La ricerca di dirigenti capaci a livello internazionale potrebbe essere l’unica alternativa per ridare alla Scala quella fama mitica che ha goduto per due secoli senza bisogno di demagogia e propaganda artefatta, ma per i successi meritati.

Per i vs commenti all'articolo: snaal@supereva.it www.snaal.nelweb.it www.baritonozecchillo.us

Giuseppe Zecchillo

Via Fiori Chiari 16 Milano tel.02862868

Segretario Snaal

Già consigliere di amministrazione del Teatro alla Scala

English Version

Article of the Baritone Giuseppe Zecchillo Milan 2 DUMB August 2003 DRAMATIZED FONTANA HAS BEEN RESOLVED LIKE PREVIEWED. The hen from eggs d?oro (the SCALE) interests to both, for which, also ting have a low opinion of themselves and disliking themselves to vicissitude, they are forced to make the pace.Per Dumb is one godsend to have to disposition a great theatre to use to piacimento in order to promote the own career. To the Scale it can program the works that render it in publicity, can establish just cachet (that it goes from the 15mila? to it recites in on) can choose the chaste ones of song and the number of the recite ones, can expect that the budget adapted to the preparations that prefer. Moreover, it is under the eyes of that, from when impera Dumb, the Scale very has watched scritturare directors d?orchestra like Abbado and many others celebrate masters, that they could dim l?aureola of largeness, than Dumb avoiding the comparisons, are acquistata.Pochissimi love it, but through its authoritarianism and its hegemony, Dumb it has found the formula in order to emerge indisturbato. Fontana, from part its, knowing that, given its professional limits, l?occasione to direct a theatre as the Scale not capiterà it never more, ago some timid attempt to save just the role of supervisor, but then, in order to maintain the place, yields to the will of Muti.MA the PEACE BETWEEN the TWO HAS a PRICE. To this stregua, the large deficit already announced (3,9 million) it will increase breathtakingly. Who will go to us of means will be the citizens, forced more and more to pay taxes for a theatre that is not more a theatre, but a?happening? doveOgnuno he can make what he wants. Dov?è the Scale of Toscanini, Serafin, Marinuzzi, De Sabata?Mai l?ex glorious from Milan theatre has had a director d?orchestra with this superpower, and it has never had a supervisor therefore lacking in being able, which, also to hold the culo glue to the seat, if of it fraga of the prestige of the Scala?.Ma which prestige we are parlando?Ormai not it believes us more nobody. DUMB and FONTANA CONDEMNED TO COHABIT IF VOGLONO SOPRAVVIERE.S want to survive, these two getlteman must go at all costs d?accordo. They know that, if pulls the rope too much, they could compromise their PLACE. That it would be, it is for the supervisor who for the director d?orchestra, a true tragedy personale.Muti would not find NEVER more a great theatre to use for its unbridled ambitions, while Fontana, if she had to leave the Scale, would not find never more one WORKING therefore prestigious and remunerata sistemazione; it would have to be pleased of more modest possibilities much. Two persons who do not estimate and brood rancors and feelings of availed again will not be able to govern nothing, less than less one difficult and complex truth like the Theatre to the Scale. If the Mayor, president of the Teatrale Foundation, and the members of the board of directors not capiranno these things, the scale must face a future burrascoso and rovinoso. A situation that would understand also a cretino. We do not augur ourselves that l?intelligenza, the sensibility and the courage of the president and the councilmen place aim to a history that is gone more and more deteriotating. L?unica alternative is to remove the two attaccabriga.
I WAS ONLY TO DEFEND The SCALE. When I was member of the board of directors of the Theatre to the Scale I have had to?sudare 7 shirts? in order to fight against the programmings sprcone and of insufficient interest for the public, against it privileges of sure categories that conditioned the scaligero calendar, against the limited number of the recite ones that it prevented to migliaia of persons making use of the Theatre, and against myriads of incongruenze that they prevented to the Scale to take off liberations. Well?nessuno it would believe to us but, also defending the interests of the from Milan theatre, paradoxicalally I was isolated. From the scaligeri leaders because they had to carry their clientelari interests ahead, from the other councilmen for incompetenza, or servilismo towards the managing power. Who has suffered (and suffers) for qiesta squallida and grotesque situation has been (and is) the Scale and all those who work to you seriously, without second ends, united to those who are not gotten tired to defend l?efficienza and the cultural function dell?istituzione, which does not have to be a plan finalized to narrow èlite, but to be involved the widest possible public, because music, in its capolavori, is civilization message, and the Scale is just thought tempio of the this nobleman tradizione.UNA C?è SOLUTION: TO REMOVE the TWO BEING COHABITED FORZOSIMuti and Fontana they have made their time: they are surpluses of un?epoca in which the Scale it was to the service of some privileges to you. Hour it must change music: the Scale must return to the service of the culture of all the citizens. Therefore Dumb and Fontana if they must some go. Soon (we hope) the Scale will return in its natural center, therefore we invite now the Mayor since, president of the Foundation of the from Milan theatre, to promote an international competition in order to choose the best of the best in fact of supervisors and musical directors, as he happens in teati the more important of the world. The Metropolitan di New York, the Staatsoper di Vienna and many other theatres have not never accepted leaders recommend to you or lottizzati from you leave yourself, but they have hired leaders extremely characterized, of international reputation. Honest, serene, given over people all?interesse of the theatre and music. Unfortunately in Italy, than a time she exported teatrali leaders, we do not have more this type than professionals, because for tens of years she has reached herself between the lottizzati personages, without guarantee some as far as the theatre and music competence, specific l?organizzazione and instinctive l?autorevolezza of the manager of sure professionality. The search of able leaders to international level could be l?unica alternative in order to give again to the Scale that mythical reputation that has enjoyed two centuries without need of demagogy and adulterated propaganda, but for the successes deserves to you. For vs the comments to the article: snaal@supereva.it www.snaal.nelweb.it www.baritonozecchillo.us Giuseppe Zecchillo Via 16 Clear Flowers Milan tel.02862868 Snaal Secretary Already member of the board of directors of the Theatre to the Scale
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl