La violinista Sonig Tchakerian sarà protagonista assoluta, domenica 9 febbraio 2014, ore 20.00, sul palco del prestigioso Teatro La Fenice a Venezia.

03/feb/2014 11.45.33 Studio PRP Contatta l'autore

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Domenica 9 febbraio 2014 ore 20.00
TEATRO LA FENICE, VENEZIA

SONIG TCHAKERIAN violino

“Le Ciaccone”

Musiche di Béla Bartòk e Johann Sebastian Bach

 

 

 

Sonig Tchakerian e “le ciaccone” al Teatro La Fenice di Venezia

 

La violinista italiana di origine armena Sonig Tchakerian sarà protagonista assoluta, domenica 9 febbraio 2014, ore 20.00, sul palco del prestigioso Teatro La Fenice a Venezia.

 

Un recital per violino solista intitolato “Le Ciaccone” che vede Sonig Tchakerian impegnata  in un programma che dall’unica sonata per violino solo del 1944 di Béla Bartòk (1881-1945) ritorna indietro a Johann Sebastian Bach (1685-1750) con la Partita in re min. BWV 1004 (1720), il tutto unito da un sottile fil rouge che è il tempo di ciaccona, una danza cinquecentesca di origine spagnola in tempo ternario su un basso ostinato.

 

La Sonata per violino solo di Bartòk rappresenta un chiaro omaggio a Bach e si ispira apertamente alle tre Sonate e Partite per violino solo. Come nella Partita in re min. BWV 1004 di Bach, Bartòk alterna movimenti lenti a movimenti veloci e vi è la presenza di una Fuga come secondo dei quattro tempi. Il primo movimento reca l'indicazione Tempo di ciaccona e si richiama alla danza barocca per la decisione ritmica del tema. Il fatto di “prendere in prestito” da Bach due forme barocche come la Ciaccona e la Fuga non impedisce, tuttavia, a Bartòk di utilizzare un linguaggio estremamente moderno.

 

Il concerto si svolge nell’ambito della Stagione di musica da camera 2013-2014 della Società Veneziana di Concerti.

 

I biglietti per il concerto sono in vendita presso le biglietterie Hellovenezia (Teatro La Fenice, P.le Roma, Tronchetto, Lido, Mestre, Dolo, Chioggia, Sottomarina), tramite biglietteria telefonica (041 2424), biglietteria on-line (www.teatrolafenice.it) e biglietteria via fax (041 2722663), oltre che un’ora prima dello spettacolo presso Il Teatro La Fenice.

 

 

Informazioni:

SOCIETÀ VENEZIANA DI CONCERTI

Palazzo Querini

Dorsoduro 2693/B

30123 Venezia

telefono e fax 041.2413105

socvenconcerti@alice.it

info@venicechambermusic.org

www.venicechambermusic.org

 

 

Sonig Tchakerian

Sonig, "violinista che all'esibizione virtuosistica aggiunge l'anima" (Giorgio Vitali`) l'interprete che "possesses an alluring cantabile which works wonders" (Julian Haylock), che con "la cavata imperiosa e misurata" assieme a Martha Argerich "scolpisce la Sonata di Schumann come un capolavoro romantico sofferto e commovente" (Cesare Galla), che trasmette sentimento, inzuppando il timbro in un bicchiere colmo di stati emotivi” (Andrea Bedetti), è un personaggio inconfondibile nel panorama concertistico internazionale. Il suo carattere unisce all’umiltà meticolosa nello studio, l’ardimento nell’interpretazione dove non vuole alcuna nota inerte, né una pausa o un fraseggio, vivendo in prima persona il linguaggio e le scelte degli autori. Per questo, nella trasmissione L’infedele,  l’hanno presentata come una protagonista di quella libertà pur rigorosa che caratterizza “il nuovo Bach”. Di Bach è da poco uscita per la Decca l’incisione integrale della Sonate e Partite per violino solo: Sonig vi  è arrivata per un percorso con i grandi classici e  dalla messa a fuoco di opere fatte di pezzi diversissimi quasi segretamente uniti. Così l’incisione precedente è dedicata ai 24 Capricci di Paganini, dove ha maturato quel dominio del virtuosismo più ardito che  carica la furia o l’abbandono, poi offerto in Bach. Il “fascino soggiogante, il carismatico rigore morale e la potente bellezza d’una capacità tutta sua d’affondare il fraseggio” (Lorenzo Arruga)  non è per lei un punto d’arrivo;  vive con un’inquieta voglia di cercare oltre, esplorare cose nuove. Se fin da bambina ha imparato a imporsi con l’archetto e con l’esistenza sotto la guida del padre, carismatico medico e appassionato violinista; se ha potuto godere di grandi maestri diversissimi, come Guglielmo, Accardo e Milstein, e ha creato esperienze intense e coraggiose come la direzione, insieme a Giovanni Battista Rigon, delle Settimane Musicali al Teatro Olimpico, suonando con artisti famosi o divenuti tali; e infine se ha il crisma della classicità ufficiale insegnando violino nella scuola di Alto Perfezionamento dell’Accademia di Santa Cecilia in Roma, oggi ha aperto anche  nuovi percorsi: una performance di Bach a confronto con le sacre pagine di Anselmo d’Aosta; un’avventura oltre il confine del jazz con strumentisti spericolati; un viaggio di concerti e incontri alla riscoperta delle origini armene. Radici e futuro, per lei due realtà da non tradire.

 

 

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