A PROVINCIA IN FESTIVAL I VIRTUOSI ITALIANI con ROTA, TCHAIKOVSKY E VIVALDI

A PROVINCIA IN FESTIVAL I VIRTUOSI ITALIANI con ROTA, TCHAIKOVSKY E VIVALDI Verona, 2 luglio - Domenica 8 luglio alle 21 presso il Chiostro del Conservatorio "E.F. Dall'Abaco" di Verona (Via Massalongo 2) l'orchestra da camera I Virtuosi Italiani, nuova denominazione dell'Accademia I Filarmonici di Verona, torna nella propria città a testimoniare come l'attività musicale, nota ai più soprattutto per i due prinicipali appuntamenti invernali del Festival Atlantide e de I Concerti della Domenica, prosegua anche nell'estate.

03/lug/2007 15.49.00 studiomusica PRESS | PR Contatta l'autore

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Verona, 2 luglio - Domenica 8 luglio alle 21 presso il Chiostro del Conservatorio “E.F. Dall’Abaco” di Verona (Via Massalongo 2) l’orchestra da camera I Virtuosi Italiani, nuova denominazione dell’Accademia I Filarmonici di Verona, torna nella propria città a testimoniare come l’attività musicale, nota ai più soprattutto per i due prinicipali appuntamenti invernali del Festival Atlantide e de I Concerti della Domenica, prosegua anche nell’estate.
 
Una tournée internazionale li ha recentemente visti esibirsi a Cracovia e a San Pietroburgo e presto li porterà, tra le altre città europee, a Belgrado (11 luglio) e a Prades (27 luglio), dove prenderanno parte al prestigioso Festival Pablo Casals.
 
Inserito nell’ambito della rassegna Provincia in Festival, il programma dell’appuntamento di domenica prevede l’esecuzione del Concerto per Archi di Nino Rota, della Serenata per archi Op. 48 di Pyotr Ilyich Tchaikovsky e Le quattro Stagioni da “Il Cimento dell’Armonia dell’Invenzione” op.8 di Antonio Vivaldi. Direttore e violino solista sarà il M° Alberto Martini.
 

Nino Rota, il cui sodalizio artistico con Federico Fellini ha reso inconfondibile la sua cifra stilistica, allievo di Paolo Delachi e Giulio Bas, ha lavorato tra gli altri per Fritz Reiner. Il debutto musicale nel cinema è con il film Zazà di Renato Castellani nel 1944. L’Oscar per la migliore colonna sonora nel 1975, con Il Padrino-Parte II. Pur essendo conosciuto soprattutto per il suo lavoro nel mondo del cinema, Nino Rota ha composto anche per il teatro ed il balletto con notevole riscontro internazionale. Il Concerto per archi, del 1964-’65 poi revisionato nel 1977, è strutturato in Preludio, Scherzo, Aria e Finale.

Pyotr Ilyich Tchaikovsky rivela nella sua musica uno spirito cosmopolita. Le sue partiture presentano tratti talora distintamente russi, sia nella predilezione per il modo minore, sia nel profilo delle melodie, talvolta ricavate dalla tradizione popolare o dalla liturgia ortodossa. Affascinato dalle possibilità espressive degli strumenti tradizionali, in particolare dei fiati, ne ha ricavato suoni e impasti originali, raffinatissimi e inconfondibili. L'importanza che attribuisce ai colori dell'orchestra è tale da relegare la produzione pianistica in secondo piano, nonostante la straordinaria fama del suo primo concerto per pianoforte e orchestra. Nella stessa Serenata per archi (completata nel novembre 1880 ed eseguita per la prima volta il 30 ottobre 1881 a San Pietroburgo) l’autore specifica addirittura: “…più grande è l’orchestra d’archi, tanto più verranno realizzati i desideri del compositore”.

 

Antonio Vivaldi, violinista e compositore, è tra i maggiori maestri della scuola barocca italiana, basata sui forti contrasti sonori e sulle armonie semplici e suggestive. La sua composizione più nota comprende quattro concerti grossi per violino, celebri come Le quattro stagioni Op. 8, no 1-4), esempio perfetto di musica a programma barocca. Vivaldi diede più evidenza alla struttura formale e ritmica del concerto, cercando ripetutamente contrasti armonici e inventando temi e melodie inconsuete. L’intuizione più felice del compositore? Comporre una musica non accademica, chiara ed espressiva, tale da poter essere apprezzata dal grande pubblico e non solo da una minoranza di specialisti. Composte nel 1723, Le quattro stagioni sono tra i più famosi concerti grossi di tutti i tempi, i primi di un ciclo di dodici, intitolato Il cimento dell'armonia e dell'inventione. Ciascun concerto si articola in tre movimenti, secondo lo schema classico Allegro-Adagio-Allegro. Ogni concerto si riferisce ad una delle quattro stagioni e rappresenta un tipico esempio di musica a programma, cioè di composizioni a carattere prettamente descrittivo.

 
 
 
 
 
 
GLI INTERPRETI
 
ALBERTO MARTINI, direttore e violino solista
Si è diplomato a pieni voti presso il Conservatorio “F.E. Dall'Abaco” di Verona. Si è poi perfezionato con il Maestro Corrado Romano al Conservatorio di Ginevra. Come solista si è esibito con molte orchestre in Italia ed all'estero (Pomeriggi Musicali di Milano, Angelicum, Istituzione Sinfonica Abruzzese, Orchestra di Lugano. Accademia I Filarmonici ecc.). Ha collaborato stabilmente come Primo Violino di Spalla con molte ed importanti orchestre tra cui quella dei Pomeriggi Musicali di Milano, del Teatro Comunale di Bologna, del Teatro Lirico di Cagliari e del Teatro alla Scala. In questi ultimi anni si è dedicato assiduamente alla musica da camera ed al repertorio dell'Orchestra da camera, collaborando con musicisti di fama internazionale come Giuranna, Larrieux, Lazar e Pavel Berman, Filippini, Damerini, Carbonare, Campanella, Carmignola... La sua attività concertistica lo porta ad essere regolarmente invitato in Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Stati Uniti, Giappone, Russia, Cina e Corea. Pur privilegiando il periodo barocco e classico il suo repertorio non trascura la musica romantica e quella moderna. Incide per Tactus, Naxos, Arts e Dynamic. Ha registrato l'integrale dell'Opera a stampa di Vivaldi, l'integrale dei concerti di Veracini (in prima mondiale) e l’ integrale dell'opera di Bonporti in prima mondiale. E' titolare della cattedra di violino principale e del biennio superiore specialistico presso il Conservatorio “F.A.Bonporti” di Trento.
Dalla fondazione è il leader e il primo violino dell’ ORCHESTRA I VIRTUOSI ITALIANI.
 
 
I VIRTUOSI ITALIANI
Con un’operazione del tutto innovativa nel panorama della musica classica italiana, nel corso del mese di novembre 2006 l’Orchestra Accademia I Filarmonici di Verona ha incorporato I Virtuosi Italiani, marchio che da oltre vent’anni identifica una tra le orchestre da camera italiane più prestigiose e versatili. La nuova realtà assume il nome I Virtuosi Italiani ad eccezione delle occasioni in cui l’orchestra esegue il repertorio barocco con strumenti originali, caso in cui mantiene quello originario di Accademia Barocca I Filarmonici. Come in passato l’ensemble si esibisce senza direttore, lasciando l’impostazione della concertazione al Primo Violino.
Questa fusione deriva dalla volontà di unire forze ed esperienza di due realtà fortemente connotate sia da un punto di vista artistico che manageriale e per questo assimilabili in quanto ad obiettivi futuri e storia vissuta. Infatti da tempo questi due prestigiosi ensemble lavorano nella stessa direzione per dare, nell’ambito di un presente difficile per la musica classica, continuità ad una tradizione musicale le cui caratteristiche principali sono la qualità elevata nell’interpretazione di un repertorio ampio attraverso un organico flessibile. Oltre ad un intenso calendario italiano, tra gli impegni futuri I Virtuosi Italiani nella nuova veste hanno in programma tour in Polonia, Francia, Spagna, Stati Uniti, Asia, Estremo Oriente.
 
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Per ulteriori informazioni, interviste e accrediti la stampa è cortesemente pregata di rivolgersi a:
Isella Marzocchi - Francesca Barbieri - studiomusica PRESS | PR
tel. 059 245486 - cell. 340 7763045
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