"L'inganno scoperto ovvero il Conte Caramella"

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03/mar/2004 13.03.57 Festival Lodoviciano Contatta l'autore

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FESTIVAL LODOVICIANO

IX EDIZIONE - 2003/2004

Sabato 20 e Domenica 21 Marzo 2004 – ore 20.30

Casalmaggiore (CR) - Teatro Comunale

 

 

 

 

IX Concerto

"L'inganno scoperto ovvero il Conte Caramella"

Opera buffa in tre atti

Testi di Carlo GOLDONI

Musiche di Andrea LUCHESI (1741-1801)

 

 

 

ORCHESTRA BAROCCA DI CREMONA (strumenti originali)
Giovanni Battista COLUMBRO direttore

 

 

 

 

 

 

 

Dar nuova luce ad autori dimenticati. Questo l’intento del Festival Lodoviciano, che anche in occasione dell’ultimo appuntamento della IX Edizione, dedica grande spazio ad un musicista del Settecento, Andrea Luchesi. Il nome di Luchesi è oggi affiancato a quelli di Mozart, Haydn e Beethoven, ricevendo da questi solo i lontani riflessi di una gloria non giustamente riconosciutagli. Fino ai primi anni del Novecento, il nome di Luchesi appariva solo sporadicamente nei testi di storia della musica, mentre documentazioni relative alle cronache del suo tempo ricordano il musicista come artista di fama europea.

 

Sabato 20 e Domenica 21 marzo, alle ore 20.30 presso il Teatro Comunale di Casalmaggiore, andrà in scena la prima assoluta de “L’inganno scoperto ovvero il Conte Caramella”, opera buffa in tre atti, su testi di Carlo Goldoni e musiche di Andrea Luchesi. Una finestra aperta su un mondo oggi poco esplorato, uno spazio ideale per chiunque voglia proseguire sul cammino della ricerca che da anni il Festival Lodoviciano percorre.

 

Il più grande studioso di Luchesi è il prof. Giorgio Toboga, che da anni si batte per la rivalutazione del genio mottense. Ed è proprio grazie alla collaborazione del prezioso studioso affiancato dall’impegnativa e raffinata arte della riscoperta del Maestro Giovanni Battista Columbro, direttore artistico del Festival Lodoviciano, che l’opera in scena il prossimo 20 e 21 marzo ha potuto trovare nuova luce nel panorama musicale contemporaneo. Un lavoro di ricerca, quello del prof. Toboga, che ha visto l’avvallo del più grande studioso del Settecento musicale italiano, Luigi Della Croce.

Questo proficuo incontro della storia con la musica, su cui da sempre il Festival Lodoviciano posa le proprie basi, si è dimostrato essere una risorsa quanto mai fertile. Ricostruire i passi perduti del tempo significa creare nuove strade per chi proseguirà il nostro cammino.

 

 

LA TRAMA DELL’OPERA

 

L’azione dell’opera, divisa in tre atti, si svolge tutta nella ricca tenuta del Conte Caramella, tra il giardino e l’interno del palazzo.

 

ATTO PRIMO

In un cortile del palazzo entrano Cecco, capo dei contadini vendemmiatori, Ghitta, serva rustica, sua promessa sposa e Dorina, giardiniera della Contessa Olimpia, moglie del Conte Caramella, con i contadini vendemmiatori, e si rallegrano insieme del bel raccolto.

Partiti i vendemmiatori, i tre parlano della paura che provano quando viene la sera e si sente risuonare per il palazzo il suono lugubre di un tamburo militare... è sicuramente l’anima del Conte Caramella che da quattro mesi non da notizie di sé, perché morto in battaglia, e così si manifesta. In realtà, a suonare il tamburo non è l’anima del Conte ma Brunoro, contadino e tamburino della truppa, che ha inscenato tali “apparizioni” con l’aiuto di Dorina, per conto del Marchese Ripoli che ha promesso ai due fidanzati dei soldi e sta facendo di tutto per conquistare la mano della Contessa Olimpia, ora che è rimasta vedova.

Il Conte Caramella, travestito da pellegrino e negromante, con una folta barba che gli copre il volto, ritorna ai luoghi aviti, e dai racconti confusi degli ingenui servitori Cecco e Ghitta, che non lo hanno riconosciuto, capisce l’inganno ordito dal Marchese, suo vicino, per conquistare sua moglie. Preso dalla gelosia cerca di capire se sua moglie gli è rimasta fedele.

 

ATTO SECONDO

In una stanza del palazzo il Marchese continua a circuire la Contessa, che rifiuta la sua corte e si dichiara fedele al marito, che spera ancora vivo. Il Conte, travestito, si presenta alla Contessa e le racconta del loro primo incontro, facendole credere di sapere tutto grazie alle sue arti divinatorie; le promette poi che farà cessare le manifestazioni dello “spirito”, che continua a suonare il tamburo spaventando tutti e, nel frattempo, fa capire all’infida Dorina che sa tutto dei soldi che le ha promesso il Marchese e che scoprirà finalmente chi suona il tamburo. È notte, Ghitta e Cecco litigano e questi decide di non sposarla più e mette gli occhi su Dorina, che non è indifferente al suo corteggiamento, un po’ stufa del querulo Brunoro. Appare il finto pellegrino che promette ai servitori di invocare l’anima del Conte, e si mostra loro senza barba fingendo di essere il fantasma del padrone, comandando a Cecco e Ghitta di sposarsi com’era stato il suo volere, prima di partire per la guerra. Tutti si convincono della morte del Conte e si lamentano, fino a quando il pianto si trasforma in riso e decidono di andare a divertirsi, perché ormai non c’è più nulla da fare.

 

ATTO TERZO

La scena avviene nel giardino del palazzo, il Marchese vuol convincere la Contessa della morte del consorte ma si scontra col finto pellegrino: questi promette alla Contessa che, grazie alle sue arti magiche, non sentiranno più il suono lugubre del tamburo e che il suo sposo ritornerà presto vivo e vegeto. Quando ricompare il tamburino, il Conte lo smaschera e riesce a strappargli una confessione: il fantasma era un inganno ordito dal Marchese e così il Conte riprende il suo posto al fianco della moglie fedele e il Marchese e Brunoro sono allontanati, non prima di chiedere ed ottenere perdono per il misfatto. Gli sposi felici vivranno in pace.

 

 

 

Per informazioni e prenotazioni

e-mail info@festival-lodoviciano.it

web site http://www.festival-lodoviciano.it

tel. +39.329.0175516 oppure +39.339.1429323

 

 

 

 

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