Vivere Jazz Festival ed.2010

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23/apr/2010 16.30.16 Proscenium Contatta l'autore

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Vivere jazz 2010

5 / 15 luglio 2010, Teatro Romano di Fiesole

 

 

 

Sesta edizione per il festival nato da un’idea di Stefano Bollani, che lo ha diretto per 3 edizioni. Ancora una volta ospitato nella cornice dell’ Anfiteatro Romano di Fiesole, all’interno del cartellone dell’Estate Fiesolana

 

 

Chick Corea, Mc Coy Tyner, Joe Lovano, Paolo Fresu, Trilock Gurtu, Omar Sosa, oltre a Stefano Bollani, Roberto Gatto ed una serie di giovanissimi talenti: continua l’impegno di Estate Fiesolana con Vivere Jazz per proporre musica di qualità  in uno spazio importante e suggestivo come quello del Teatro Romano di Fiesole, realizzando un appuntamento di valore con il jazz e le sue molteplici affinità musicali.

Per il 2010 la formula proposta continuerà ad affiancare grandi protagonisti con promettenti formazioni di giovani.

            L’inaugurazione del festival ospita ancora una volta un progetto di Stefano Bollani, quest’anno in duo con il pianista americano Chick Corea, vera leggenda nel pianismo jazz: un incontro di tecnica, fantasia e creatività ma anche di generazioni diverse, sottolineato da uno straordinario successo nella sua prima apparizione la scorsa estate.

            L’attenzione ad i protagonisti della scena internazionale prosegue con un altro pianista di eccezione, Mc Coy Tyner, per anni a fianco del leggendario John Coltrane del quale viene considerato una sorta di “custode testamentario”. Con il suo trio sarà ospite un altro grande musicista, il sassofonista Joe Lovano.

            Terzo appuntamento in programma con uno dei nuovi progetti del poliedrico batterista Roberto Gatto, un ensemble con la partecipazione di alcune tra le giovani promesse del jazz italiano, realizzato in collaborazione con l’Associazione I-Jazz e la Casa del Jazz di Roma.

            L’estate 2010 vedrà poi la costituzione di un singolare trio “all stars”, quello formato dal jazzista italiano più seguito, Paolo Fresu, che dopo aver incontrato la scorsa stagione il talento pianistico del cubano Omar Sosa, “rilancia” artisticamente questa scommessa aggiungendo la presenza di un altro straordinario musicista: il percussionista indiano Trilok Gurtu.

 

 

Mercoledi 5 luglio

CHICK COREA, STEFANO BOLLANI

Chick Corea (piano), Stefano Bollani (piano)

 

Biglietti: primo settore 35 €, secondo settore 30€

 

Chick Corea e Stefano Bollani, due tra i migliori pianisti di oggi. Un concerto speciale che si ripete a un anno di distanza dal primo incontro inedito avvenuto in occasione di Umbria Jazz 2009. Entrambi tecnicamente formidabili e amanti del rischio, nonostante le loro diverse provenienze geografiche e generazionali, fonderanno la loro musica dando vita ad un concerto unico, ricco di contaminazioni tra tradizione classica, musica jazz, musica brasiliana, canzone italiana dove saranno protagoniste assolute la creatività e l’improvvisazione.


Il pianista Chick Corea, con le sue esibizioni "ricche di spunti scintillanti e profonda intensità, senso di avventura e impegno completo" (All About Jazz) ha attraversato quattro decenni di carriera. Di origini italiane, Corea inizia a suonare negli anni sessanta con il trombettista Blue Mitchell e con alcuni grandi della musica latino-americana come Willie Bobo e Mongo Santamaria. Pubblica Now He Sings, Now He Sobs, entrato nella leggenda del jazz, in cui suona con Roy Haynes alla batteria e Miroslav Vitous al contrabbasso. Verso la fine degli anni sessanta, si unisce al gruppo di Miles Davis e compare su album importanti, come In a Silent Way e Bitches Brew. Verso la fine degli anni settanta, Corea inizia a collaborare con il vibrafonista Gary Burton, con il quale incide numerosi album. Nel 1993 vince una targa Tenco per la canzone Sicily, interpretata con Pino Daniele. È stato fondatore e membro dei gruppi Chick Corea Elektric Band e e Chick Corea Akoustic Band. Nel 2001 vince il premio Grammy con l’album Corea.Concerto.


Stefano Bollani, non si può più definirlo soltanto come pianista jazz. Invasioni continue nella classica, a maggio uscirà per la Decca il Concerto in fa di Gerswhin registrato con l’ Orchestra di Lipsia sotto la direzione di Riccardo Chailly; nella canzone, fresco di stampa il nuovo lavoro di Tiziana Ghiglioni su Tenco che lo ha voluto espressamente per duettare; nei fumetti con la collaborazione con Topolino, settimanale per il quale ha scritto ed interpretato come papero una storia, e con Leo Ortolani il disegnatore di Rat-man con il quale è salito sul palco improvvisando un concerto-fumetto, e nella radio con il Dottor Djembè come conduttore insieme a David Riondino e Mirko Guerrini, non lo possono contenere nella sola definizione di Jazz.

Inaugura la nuova collana Carisch Jazz il volume di spartiti a lui dedicato, con tutti i suoi pezzi più conosciuti e da lui amati.

Bollani è un puzzle di musica, di simpatia, di improvvisazione che si fondono in continuazione per poi cogliere e plasmare i suoni in un continuo dialogo fra improvvisazione e canzone, pubblico e pianista.

www.stefanobollani.com

 

 

Lunedi 12 luglio

Mc COY TYNER trio
with special guest JOE LOVANO

Mc Coy Tyner (piano), Joe Lovano (sax),

Gerard Cannon (contrabbasso), Eric Gravatt (batteria)

 

Biglietti: primo settore 25 €, secondo settore 20€

 

 

Un ospite internazionale di eccezione per il trio di Mc Coy Tyner, una delle formazioni di jazz più seguite e richieste; per un unico concerto italiano saranno insieme sul palcoscenico di Vivere Jazz Festival due figure che hanno influenzato intere generazioni di musicisti. 

 

McCoy Tyner è senza dubbio uno dei pianisti più influenti nel jazz negli ultimi 50 anni, con Bill Evans e Keith Jarrett. Nato nel 1938 a Filadelfia, come prima di lui Bud Powell e Kenny Baron, si fa le ossa nella sua città natale, con solisti di passaggio (Kenny Dorham, Sonny Rollins, Max Roach). Nel 1959 registra il suo primo disco all’interno del Jazztet di Art Farmer e di Benny Golson. L’incontro con John Coltrane è decisivo per Tyner, che sviluppa all’interno del suo leggendario Quartet (1960-1965) il colore modale che diventerà la caratteristica del suo stile e influenzerà numerosi musicisti. Leader di Big Band o in trio, ha sempre portato avanti, dalla fine degli anni 60, la sua ricerca musicale, moltiplicando incisioni di dischi e Tour internazionali. Improvvisatore che sviluppa lunghe frasi sinuose integrando elementi di diversi orizzonti musicali, McCoy Tyner è riconoscibile per un tocco particolarmente delicato che lo avvicinano a Art Tatum. Tyner è un pianista i cui voicings sono usati da ogni giovane pianista e a cui, sicuramente, la storia del jazz deve alcune delle sue più belle pagine.

 

Joseph Salvatore Lovano in arte Joe Lovano è uno dei maggiori tenor �“ sassofonisti del mondo, musicista che si è contraddistinto per la grande creatività e l’attitudine all’esplorazione di nuovi territori musicali fin dai primi anni ottanta quando ha iniziato a collaborare con John Scofield, Paul Motian e Bill Frisell. In particolare dalle incisioni con il gruppo di Motian è emerso il suo stile all’avanguardia. Il suo disco live Quartets at the Village Vanguard ha ottenuto il riconoscimento "Jazz Album of the Year" della rivista Down Beat e insieme al suo nonetto ha ottenuto un nomination al Grammy nella categoria “Best large ensemble jazz record 2006”.

 

 

Martedi 13 luglio

ROBERTO GATTO I-JAZZENSEMBLE

Roberto Gatto (batteria e direzione), Dario Deidda (basso), Alessandro Lanzoni, (piano), Battista Lena (chitarra), Giovanni Falzone (tromba), Gaetano Partipilo (sax), Roberto Rossi (trombone), Max Ionata (sax)

 

Biglietto: posto unico 10€

 

La formazione guidata da Roberto Gatto è un ottetto composto da musicisti che coprono, anagraficamente, tre differenti generazioni. L’organico segue un po’ il tracciato della precedente avventura del batterista e compositore romano, una super band con la quale rendeva omaggio alle gesta del progressive. Tra le note qualificanti della nuova formazione c’è senza dubbio la capacità del leader di assortire i musicisti e creare un organico capace di dialogare con differenti estetiche. C’è il giovanissimo pianista Alessandro Lanzoni, uno dei nuovi talenti assoluti, che affascina anche per la personalità. L’ottetto rappresenta il giusto equilibrio tra due anime, coinvolge musicisti creativi sul fronte dell’avanguardia, come Lena, Partipilo, Falzone, e una frangia più tradizionale. Segue diversi indirizzi musicali poiché è aperto, sotto il punto di vista compositivo, a tutti i componenti. Metà repertorio appartiene al leader, con composizioni nuove e vecchie; l’altra metà è divisa tra Lena, Falzone, Deidda e Partipilo nella fase iniziale. Si suona dal funk alle rivisitazioni dei temi di colonne sonore e molto altro: una gradazione moderna del jazz, una panoramica soddisfacente.

La proposta assume un particolare spessore poiché si tratta di una produzione originale curata in collaborazione con l’Associazione Nazionale I-Jazz che raccoglie alcune tra le più importanti iniziative di jazz italiane.

Giovedi 15 luglio

PAOLO FRESU, OMAR SOSA, TRILOCK GURTU

Paolo Fresu (tromba), Omar Sosa (piano), Trilock Gurtu (percussioni)

 

Biglietti: primo settore 25 €, secondo settore 20€

 

 

Un nuovo e inedito progetto,  il trio formato da tre virtuosi della musica contemporanea ovvero il trombettista Paolo Fresu, il pianista Omar Sosa e il percussionista Trilok Gurtu. Tre musicisti provenienti da aree geografiche distanti, Italia, Cuba e India, con influenze musicali differenti, ma accomunati dalla grande creatività e inventiva. Un concerto che si preannuncia intenso ed emozionante in cui i tre musicisti fondono le loro doti di compositori, esecutori e soprattutto di maestri dell’ improvvisazione.

Paolo Fresu è uno degli artisti che rappresentano al meglio il jazz italiano nel mondo. A questo punto della sua fortunata e lunga carriera, non serve più enumerare incisioni, premi ed esperienze varie che lo hanno imposto a livello internazionale e che fanno amare la sua musica: dentro al suono della sua tromba c'è la linfa che ha dato lustro alla nouvelle vague del jazz europeo.

Omar Sosa, tre nomination al Grammy Awards,  è un autentico virtuoso del pianoforte che suona con una tecnica incredibile, a tratti spettacolare, a tratti sensibile e leggera, mescolando la sua sensibilità guajira  con una profonda conoscenza della musica classica, jazz ed elettronica.

Trilok Gurtu, maestro delle percussioni e compositore, è partito dalla musica classica indiana per arrivare al rock, al pop, e solo più avanti al jazz. Collabora con le cantanti Angelique Kidjo, Oumou Sangare e Sabine Kabongo e vanta molteplici collaborazioni con musicisti di ogni provenienza ed estrazione musicale, da Jan Garbarek a Dave Holland vincitore di ben 5 Grammy come migliore musicista/percussionista per la BBC World Music Awards.

 

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