Manomanouche quartet

Manomanouche quartet STAGIONE MUSICALE LUINO 2010 Domenica 30 Maggio ore 21, Luino Palazzo Verbania Manomanouche quartet Gipsy jazz A cent'anni dalla nascita di Django Reinhardt Nunzio Barbieri - chitarra acustica Luca Enipeo - chitarra acustica Pierre Steeve Jino Touche - contrabbasso Massimo Pitzianti - fisarmonica Anche la Stagione Musicale di Luino ha voluto unirsi alle celebrazioni per il centenario della nascita di Django Reinhardt, grande chitarrista jazz belga di etnia sinti, il cui stile originalissimo è riconosciuto da musicisti di tutti i generi come geniale ed innovativo.

17/mag/2010 17.41.41 Studio Doré Contatta l'autore

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STAGIONE MUSICALE LUINO 2010

 

Domenica 30 Maggio ore 21, Luino Palazzo Verbania

 

 

 

Manomanouche quartet

 

Gipsy jazz

 A cent’anni dalla nascita di Django Reinhardt

 

Nunzio Barbieri – chitarra acustica

 

Luca Enipeo – chitarra acustica

 

Pierre Steeve Jino Touche – contrabbasso

 

Massimo Pitzianti – fisarmonica

 

 

 

 

 

Anche la Stagione Musicale di Luino ha voluto unirsi alle celebrazioni per il centenario della nascita di Django Reinhardt, grande chitarrista jazz belga di etnia sinti, il cui stile originalissimo è riconosciuto da musicisti di tutti i generi come geniale ed innovativo. Ed ha scelto di farlo domenica 30 Maggio alle 21 a Palazzo Verbania con un concerto di Manomanouche, il gruppo che nell'arco di soli tre anni è diventato una realtà di riferimento nel panorama gypsy jazz: un caso unico per la qualità della ricerca, dell'arrangiamento e per la valenza personale ed emotiva che questo progetto ha per i suoi musicisti. Il progetto Manomanouche nasce nel 2001 dall'incontro di musicisti di differente estrazione, con una consolidata esperienza professionale e con l'intento di far conoscere ad un pubblico più vasto la cultura e la tradizione musicale degli zingari Manouches. La loro intensa attività concertistica li ha portati ad assumere e consolidare uno stile sempre più personale, ricco di contaminazioni diverse ma senza mai dimenticare l'essenza, lo spirito che li caratterizza e dal quale traggono ispirazione. La proposta artistica dei Manomanouche è quindi incentrata su un originale lavoro di ricerca del suono, degli strumenti e dell'approccio caratteristici dello swing manouche, una musica basata sull'improvvisazione, aperta alle contaminazioni e derivante principalmente dalla fusione dello swing, del folklore tzigano e della melodia italiana. I Manomanouche propongono un repertorio composto da arrangiamenti di brani di Django, alcuni standards, valzer gipsy-musette e diversi brani originali. 

 

Numerosi i festival in cui si sono esibiti, spesso in collaborazione con artisti di fama nazionale ed europea.

 

Il concerto Manomanouche ha un impatto immediato sul pubblico ed è completamente realizzato con strumenti acustici.

 

L’ingresso è gratuito.

 

 

 

La Stagione Musicale

luinese è organizzata dall’Associazione Rinascenze grazie al sostegno del Comune di Luino e di aziende e professionisti. Main sponsors: IMF, Assiteca, Rettificatrici Ghiringhelli, Italtrasfo, Centro Culturale Frontiera, Legnami Marchetti.  E con il contributo di: UPIM Germignaga, Piante Spertini, Francesco Marmino Fotografo, Studio Grafico Mazzari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I MUSICISTI

 

 

 


MASSIMO PITZIANTI Intraprende giovanissimo lo studio della fisarmonica e più tardi del clarinetto e del bandoneon. Dopo aver partecipato a diversi concorsi fisarmonicistici, è chiamato nel 1993 a partecipare in qualità di giurista al concorso internazionale di fisarmonica tenutosi a Castelfidardo. Diplomato in musica corale e direzione di coro al conservatorio G. Verdi di Torino sotto la direzione del M° S. Pasteris, del quale è stato assistente nella classe di musica corale, e per il quale collabora come maestro sostituto per il coro dell'università degli studi di Torino. Si è diplomato in composizione presso il conservatorio torinese con il M° D. Bertotto. Scrive musica per gruppi da camera e per orchestra, tra le quali l'orchestra filarmonica di Torino. Da 18 anni fa parte dell'orchestra di Paolo Conte, con il quale ha suonato nei più prestigiosi teatri d'Europa e degli Stati Uniti, partecipando come strumentista alle sue ultime incisioni discografiche.

 


 

PIERRE STEEVE JINO TOUCHE Il contrabbassista Pierre Steeve Jino Touche intraprende lo studio del basso all’età di 16 anni. Giunto in Europa nel 1990 comincia una lunga collaborazione con il cantautore Paolo Conte che ancora oggi persiste. Lavora in tutta Europa e in America nei teatri più prestigiosi: Olympia, Champ Elysees (Parigi), Barbicam Center (Londra), Teatro Regio (Torino), Sistina (Roma) e nei festival più importanti: Umbria Jazz (Perugia), North Sea Jazz Festival (Denhaag Olanda), Montreau Jazz (Montreau), JVC Jazz Festival (New York), San Francisco Jazz Festival (San Francisco), Montreal Jazz Festival (Canada) etc… Ha collaborato con Bob Moover, Flavio Boltro, Antonio e Massimo Faraò, Larry Nocella, Massimo Urbani, Riccardo Zegna, Claudio Chiara, Riccardo Ruggeri, Enzo Zirilli, etc...

 

 

 


NUNZIO BARBIERI Nunzio Barbieri, chitarrista ed arrangiatore intraprende giovanissimo gli studi musicali. Un innato talento gli permetterà di iniziare da molto giovane come professionista e turnista in Italia, Svizzera, Francia, Inghilterra. Partecipa a diverse importanti manifestazioni musicali; tra esse ricordiamo Pistoia Blues (Pistoia), JVC Torino Jazz Festival, Jazz and Other (Bolzano), International Jazz Festival di Torino, Progetto Jazz Festival (Cremona), Nizza Festival (Nizza), Jazz in Piazza (Lugano), Santarcangelo Festival (Santarcangelo di Romagna),  Gezziamoci Jazz Festival Internazionale di Basilicata, (Matera), Acoustic Guitar International Meeting, Jazz Festival Castel del Monte di Andria, Vincoli Sonori Klezmer & Gypsy Music Festival, Shkodra Jazz Festival, Scutari (Albania), Musik in Baden (Svizzera) etc… La sua formazione, totalmente autodidatta, oltre che da Jimi Hendrix, è stata profondamente influenzata anche dal chitarrista Django Reinhardt. Barbieri è un chitarrista eclettico, capace di unire grandi virtuosismi a un'espressività personalissima.

 

 

 


LUCA ENIPEO Luca Enipeo, chitarrista, collabora con diversi gruppi dell'area Piemontese e tiene i primi concerti a 17 anni. Dopo le prime esperienze rock e fusion degli anni giovanili, si avvicina al jazz negli anni '90 grazie alla collaborazione con diversi musicisti torinesi. Partecipa a numerosi seminari tenuti da esponenti del jazz mondiale tra cui: Bireli Lagrène e Mandino Reinhardt. Partecipa a diverse manifestazioni musicali; tra esse ricordiamo Progetto Jazz (Cremona), Clusone Jazz Festival (Bergamo), Jazz in Piazza (Lugano), Torino International Jazz Festival, Ariano Folk Festival, Santarcangelo dei Teatri (Santarcangelo di Romagna), Suoni Migranti (Riccione), Acoustic Guitar International Meeting, Medals Plaza Olimpiadi Invernali 2006, Opera Festival (VI), Festival Internazionale Jazz Manouche Django Reinhardt (TO), Blue Balls Music Festival Luzern (Svizzera) e in numerosi Jazz Club italiani: Blue Note Milano, Chet Baker Jazz Club (Bologna), Ferrara Jazz Club, Il Vapore (VE) etc...

 

 

 

 

 

DJANGO REINHARDT

 

Reinhartdt è nato a Liberchies in Belgio il 23 gennaio 1910 e morto a soli quarantatrè anni il 16 maggio 1953 anni a  Fontainebleau vicino  Parigi. Django era uno zingaro e, sebbene analfabeta e quindi senza istruzione musicale, come facevano la maggior parte della sua gente manouche, suonava uno strumento. All’inizio il banjo ma, - dopo che a soli 18 anni il primo novembre del 1928 un incendio provocato da una candela accesa caduta dalle mani della moglie Bella distrusse la roulotte provocandogli gravi ustioni ad una gamba e alla mano sinistra che compromisero due dita, l’anulare ed il mignolo -, durante la degenza in ospedale scoprì la chitarra perché meno dura e più flessibile del banjo. Con forza di volontà e impegno Django con la chitarra divenne un mito per le generazioni future, un innovatore che inventò, utilizzando le due dita bloccate che usava come barrè, uno stile inimitabile e originale. Fu il primo jazzista europeo negli anni Trenta ad essere invitato da Duke Ellington a suonare negli Stati Uniti d’America. Con il violoncellista Stephane Grappelli formò il leggendario Quintette du Hot Club de France, un gruppo allora diverso dagli altri perché, in un mondo musicale in cui primeggiavano gli strumenti a fiati e le percussioni, usavano solo strumenti a corde creando un linguaggio musicale unico e moderno. Durante l’occupazione nazista di Parigi Django evitò i campi di sterminio, dove morirono milioni di zingari, e si salvò grazie all’intervento di un ufficiale nazista innamorato della sua musica.

 

 

 

 

 

Per informazioni : studiodore@gmail.com - Tel. 0332-533951

 

 

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