Successo al Nuovo per lo spettacolo di Guy De Bock

Successo al Nuovo per lo spettacolo di Guy De Bock.

Persone Manuela Ragucci, Christophe Zurfluh, Sarah Kane, Nicola Picardi, Antonella Migliore, Sonia Di Gennaro, Emilio Caruso, Guy De Bock, Rudolf Nureyev, Chiara Bersani, Guy De Bock Si, Erasmo da Rotterdam
Luoghi Parigi, Sofia
Argomenti teatro, spettacolo, arte, cinema, letteratura

10/mar/2012 16.15.01 ragucci Contatta l'autore

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 Successo al Nuovo per lo spettacolo di Guy De Bock

 

Si conclude domenica 11 marzo la rassegna “Non solo solo” la rassegna di danza contemporanea che al Teatro Nuovo ha messo in scena il complesso mondo delle sperimentazioni fino a sfociare nella provocazione come nel caso dell’attesissimo “Your Girl” che ha portato in scena  la nudità di Chiara Bersani, l’attrice affetta da nanismo. Ma lo spettacolo che ha raccolto più consensi riempiendo la sala grande del Teatro Nuovo è stato quello di Guy De Bock, il coreografo belga con un passato da primo ballerino insieme a Rudolf Nureyev all’Opera di Parigi e all’Opera di Sofia. De Bock nel suo spettacolo “Luci, ombre, opposti” ha portato in scena Emilio Caruso, Sonia Di Gennaro, Antonella Migliore, Nicola Picardi, che tra sedie, tavoli, scale, hanno rappresentato in dramma della solitudine, non solo quella imposta dai ritmi frenetici del nostro tempo, ma quella più intima, quella dell’anima a cui nessun dottore sa trovare cura. I quattro “danzattori” si sono esibiti in assoli, passi a due intervallati dalla recitazione di  versi di filosofi greci e testi tratti dall’ ”Elogio alla follia” di Erasmo da Rotterdam, di Antonella Migliore, della scrittrice Sarah Kane. La luce, grande protagonista dello spettacolo, ha messo in evidenza tramite il suo opposto, l’ombra, i corpi di individui che sulla scena, come calamite si attraggano, si respingono, si uniscono, si dividono, si capiscono, si scontrano traghettando il pubblico in un’atmosfera surreale. Le suggestive musiche di Christophe Zurfluh, colonna sonora dello spettacolo sono state interrotte improvvisamente dalla provocazione della “danzattrice” bendata Antonella Migliore che ha abbandonato il palco per irrompere in platea e coinvolgere il pubblico sul tema della follia caro ai pensatori del passato che ancora è fonte d’ispirazione per l’arte contemporanea. Vera provocazione della rassegna “Non solo solo” è stato proprio il racconto del dramma di una solitudine inespressa, mascherata, ignorata dalla società contemporanea che non si scandalizza più per un nudo ma che considera ancora tabù il dramma della malattia mentale.

 Ufficio stampa: Manuela Ragucci

manuela.ragucci@tin.it



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