A LOUIS SICILIANO ALUEI IL PREMIO COLONNE SONORE 2016

Premiata come migliore colonna sonora 2016 l'esilarante commedia A NAPOLI NON PIOVE MAI di Sergio Assisi.

Persone Esther Fontana, Nino Rota, Pino Daniele, Massimo Troisi, Louis Siciliano Aluei, Sergio Assisi, Gesù, Cagliostro, Pitagora di Samo, Casanova, Gesualdo, Raimondo, Barnaba, Tommaso
Luoghi Roma, Europa, Cina, Napoli, Milano, Parigi, Los Angeles, Londra, Varsavia, New York, isole Aran, Oriente
Argomenti musica, canto

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03/mar/2016 12.02.26 Esther Fontana Contatta l'autore

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Premiata come migliore colonna sonora 2016 l'esilarante commedia A NAPOLI NON PIOVE MAI di Sergio Assisi.


A vincere quest'anno la quarta edizione del prestigioso premio indetto dalla rivista Colonne Sonore è colonna, già molto apprezzata da pubblico e critica, che Louis Siciliano ALUEI ha scritto per la commedia A NAPOLI NON PIOVE MAI, debutto alla regia dell'attore Sergio Assisi. Tanto è stato scritto. Ecco due recensioni che rendono l'idea del modo di comporre di questo compositore, che è stato definito alchimista del suono.


Suoni mediterranei insinuanti e leggeri, con intromissioni jazzistiche primeggianti e sincopate, sono profusi all’interno di questa ottima partitura di Louis Siciliano ALUEI per la commedia partenopea di Sergio Assisi che strizza l’occhio alla verace comicità napoletana da Troisi a Siani, che ha ricevuto parecchie critiche positive, anche e soprattutto per la sua colonna sonora dalle molteplici sfaccettature sonore, comunque dal sapore meridionale. Difatti anche nelle musiche di Aluei (La febbre, Il rabdomante, I mostri oggi) oltre alle marcanti sonorità jazz vi sono rimandi all’universo cine-musicale di Pino Daniele per il sodale compianto Massimo Troisi: ne è un esempio il tema che apre la OST, “O’ tiemp e cagnà (underscore)” e il samba con assoli di sax spumeggianti su ritmiche accattivanti e mandolino e piano di “A Bridge to Mama Africa”.

Si cambia brevemente registro con gli archi e l’arpa leggiadri e teneri di “Rain on Trees”: una lunga elegia soave e carezzevole! Altrettanto lungo il brano “Napoli Take Away” in cui gli ottimi musicisti impegnati nelle sessioni jazzistiche della score eseguono un take raffinato, a tratti dalle reminiscenze funky anni ’70, con interventi sintetici tensivi e un tema suadente alla Gato Barbieri: un pezzo di pura improvvisazione ad un ascolto disattento ma che contiene in sé una ricercatezza timbrica e armonica, nonché una performance eccellente che fa rientrare di diritto questa colonna sonora tra le migliori dell’anno appena passato. D’altronde dalle parole dello stesso Louis Siciliano Aluei si può benissimo comprendere che lavoro fine e come al solito, nel suo caso, di attenta ricerca vi è stato dietro la composizione di questa score: “Ho lavorato sulle sfaccettature della quotidianità e intorno a questi grandi attori. Ci sono in effetti molti livelli di interpretazione e questo mi ha ispirato anche nelle musiche. Io vivo tra Parigi, Londra, Milano, New York e Varsavia ma Napoli resta il mio centro, cuore e radice culturale. Ho sintetizzato duecento anni di musica napoletana, inserendo anche elementi operistici perché il film è molto teatrale. C’è dentro anche Rossini. In un brano ho simulato la voce di un castrato, per omaggiare Farinelli. I grandi cantanti partivano da Napoli alla conquista del mondo. E poi il mandolino, amato veramente in ogni paese, fino al lontano Oriente, alla Cina. Dovevo assolutamente inserire questo strumento nostrano meraviglioso, che ad esempio era stato usato molto bene anche da Nino Rota. Quando si parla di musica italiana all’estero non pensano certo ai grandi cantautori, pensano a 'Torna a Surriento' e 'O’ Sole mio'. Quella è la vera musica internazionale, che piace”. E proprio Rota viene omaggiato nella traccia “Barnaba valzer”, tema del protagonista della vicenda narrata in A Napoli non piove mai, temino irriverente e operistico per archi in primo piano. Il mandolino torna nell’altro leitmotiv enunciato nel brano d’apertura del disco che prende il nome dal film, dolcemente fanciullesco. “Mysterium” rossinianamente lirico e dal crescendo ostinato, mentre atmosfere idilliache inebriano “Aran Islands” con arpe in primo piano e un basso incessante a dare corpo all’ariosità del pezzo. “Arcana” è un adagio per archi e coro dall’andamento funesto e straziante. “Lume eterno” è un ostinato per archi dai riecheggiamenti rossiniani che dopo anche un distratto ascolto della OST ci fa comprendere quanto eclettismo vi è in questo compositore cittadino del mondo ma di origini napoletane, origini che ritornano nel brano “Habanera napoletana (pizzicato)” frizzante affresco del succitato temino rotiano per archi. “Il mare dentro” per archi sospesi, ci mostra il lato umano mesto e in cerca di serenità dei protagonisti della pellicola, con un disteso tema malinconico. “Spaghetti western” fa il verso, fin dal titolo, ai nostri gloriosi film di frontiera, polvere e pistole, con un leitmotiv per armonica, chitarre alla Ry Cooder e fiati etnici, con voci indiane sullo sfondo. “Solve et coagula” per archi in gran spolvero è un altro ostinato questa volta di matrice orffiana e mozartiana. “Japanese Landscapes” penultimo adagio di rasserenante intensità emotiva prima della chiusura con il pezzo dell’inizio del CD, “O’ tiemp e cagnà” in una versione canora cantata aspramente e vigorosamente da Siciliano ALUEI stesso: applausi!
(tratto da Colonne Sonore)


“Chisto mistero/C’a vene ‘a luntano/Nisciuno ‘o po’ sape”. Così recita il testo della composizione Mysterium che, come abbiamo scoperto di recente, è stata dedicata da Louis Siciliano Aluei a Raimondo di Sangro, principe di Sansevero. Una dedica non casuale. Il principe di Sansevero è stato un grande scenziato, esoterista, inventore, anatomista, alchimista, letterato e accademico italiano. Una figura molto in sintonia con quella di Aluei, compositore, direttore d’orchestra, polistrumentista, pioniere nella ricerca di strumenti e sonorità elettroniche, poeta, filosofo e scrittore italiano, definito dalla critica “l’alchimista del suono”. La musica per Aluei è Gnosi, una via spirituale, un’esperienza rituale e sacra che ha molti punti di contatto con la cosmologia, la fisica quantistica, la matematica, l’ipnosi, le scienze cognitive, l’intelligenza artificiale e con tutte le Tradizioni esoteriche ed iniziatiche, a partire da quella Orfico-Pitagorica, Ermetica, passando per l’Alchimia, la Numerologia, la Kabbalah e lo Sciamanesimo. In ogni sua composizione Aluei dissemina significati sottesi, che vengono alla luce solo dopo un’attenta analisi delle sue misteriose partiture. E proprio l’analisi dettagliata della colonna sonora de “A Napoli non piove mai”, ci ha permesso di scoprire che il brano “Mysterium” contenuto in essa, chiude un ciclo di 3 composizioni strumentali + 1 Vocale in un ideale quaternario sonoro. 4 Composizioni che costituiscono un mondo sonoro e simbolico a parte rispetto alle altre della colonna sonora. 4 composizioni che sintetizzano la nobile tradizione della musica colta napoletana, partendo dal madrigale di Gesualdo, passando per il Barocco fino ad arrivare all’Opera, della quale la città di Partenope è stata capitale assoluta. Scelta numerologica non casuale. Abbiamo il tre, considerato il numero perfetto, in quanto espressione della Triade o Trinità, che si va a completare nel quattro, numero delle fondamenta, della stabilità, delle basi, del sistema. E’ il primo numero quadrato. Il numero Quattro è il più perfetto tra i numeri essendo la radice degli altri numeri e di tutte le cose. Esso rappresenta la prima potenza matematica e la virtù generatrice da cui derivano tutte le combinazioni. Il numero Quattro è l’emblema del moto e dell’infinito, rappresentando sia il corporeo, il sensibile, sia l’incorporeo. Il Quattro è scomponibile, non a caso, in 1 + 3, la monade, cipè, l’uno e il Triangolo. Simboleggia l’Eterno e l’uomo che porta in sé il principio divino. Non a caso il quaternario era il simbolo usato da Pitagora per comunicare ai discepoli l’ineffabile nome di Dio, che per esso significava l’origine di tutto ciò che esiste. Associato alla Terra, è presente nei raggruppamenti quaternari: le stagioni, gli angoli, gli elementi, i punti cardinali. Rappresenta, inoltre, le quattro porte che il neofita deve oltrepassare, prima di entrare nel Tempio della Vita. Queste quattro porte, sono collegate ai quattro elementi : Fuoco, Terra, Aria, Acqua. Tutti questi rapporti numerologici sono rappresentati dal nostro compositore sotto forma di materia sonora e sono volti alla celebrazione dell’ Essenza del Cosmo. Per Aluei tutto è Vibrazione e il Tutto è rappresentato dal numero 1, l’Ein Sof dei Caballisti. Non a caso il suo primo album di questo nuovo genere musicale che è stato definito Musica Olistica, ormai diventato un cult, s’intitola “One Vibration”. Tutto questo e altro, è celato nella colonna sonora della commedia “A Napoli non piove mai” per la regia di Sergio Assisi. Perchè in una commedia così leggera e divertente si possono rintracciare fenomeni così profondi e complessi? louis sicilianoEbbene la caratteristica del Maestro è proprio quella di affidare alla leggerezza di Mozartiana memoria, le profondità del suo animo indagatore e di instancabile ricercatore. Già dai titoli, queste composizioni rivelano il loro essere intrise di simbolismi: “Arcana”, “Lume Eterno”, “Solve et coagula”, tre composizioni strumentali, tre titoli che palesemente si rifanno a dei concetti alchemici, alle quali se ne aggiunge una, “Mysterium”, cantata. Ascoltando Mysterium, abbiamo notato che la voce maschile che canta in falsetto rimanda alla grande eopea dei castrati, Farinelli in primis, che fece vibrare di emozioni le corti di tutta Europa. Ci viene subito da pensare ad un richiamo all’Androgino Alchemico, all’unione del maschile e femminile per raggiungere la perfezione e alle parole che Tommaso fa dire a Gesù nel suo Vangelo:“quando voi farete di due uno e farete l’interno come l’esterno, l’esterno come l’interno e la parte superiore come quella inferiore e quando voi farete il maschio e la femmina un solo e unico essere in modo che il maschio non sia maschio e la femmina non sia femmina…è allora che entrerete nel Regno dei Cieli”. E’ sorprendente scoprire che, dietro a quella che apparentemente può sembrare una colonna sonora di una Commedia cinematografica (film rivelazione dell’anno, con ottimo riscontro di pubblico e critica, ndr), ci sia un mondo sonoro e artistico così pregno di significati. Un mondo sonoro che avremmo voluto indagare maggiormente. Non ci è stato possibile scendere più a fondo. Difficile raggiungere Louis Siciliano Aluei. Non siamo riusciti a rintracciarlo e molte domande che avevamo per lui, rimangono tuttora avvolte nel mistero. Si dice che il Maestro viva tra Roma, Milano, Varsavia, Londra, Parigi e Los Angeles. Misteriosa è la vita di questo personaggio che ricorda a tratti Casanova, Cagliostro o Fulcanelli.
(Tratto da Futuro Quotidiano)


Esther Fontana - Multiverso Communication
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