Dino Piana a Salerno

Dino Piana a Salerno Dino Piana: quel trombone venuto dal nulla Sabato sera la Salerno Jazz Orchestra ospita uno dei pionieri di questo strumento in Italia unitamente al figlio trombettista Franco per un omaggio ad Armando Trovajoli Era il 1959 e la radio italiana aveva incaricato il M° Armando Trovajoli di formare un'orchestra per realizzare dei concerti jazz, trasmessi in diretta dalla sala A di via Asiago, alla presenza del pubblico.

15/ott/2009 13.32.43 Olga Chieffi Contatta l'autore

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Dino Piana: quel trombone venuto dal nulla
Sabato sera la Salerno Jazz Orchestra ospita uno dei pionieri di questo strumento in Italia unitamente al figlio trombettista Franco per un omaggio ad Armando Trovajoli
 
Era il 1959 e la radio italiana aveva incaricato il M° Armando Trovajoli di formare un’orchestra per realizzare dei concerti jazz, trasmessi in diretta dalla sala A di via Asiago, alla presenza del pubblico. Quell’orchestra, eccezionale, mi racconta mio padre, comprendeva nomi del calibro di Oscar Valdambrini, Nini Rosso, Nino Culasso, Mario Midana, lo statunitense Bill Gilmore, Attilio Donadio, e ancora Sergio Valenti, Livio Cerveglieri, Gil Cuppini e naturalmente, l’indimendicato Gianni Basso al sax tenore e il trombone di Dino Piana. Una storia inusuale quella di Edoardo Piana, da tutti conosciuto come Dino, il miglior trombonista italiano dal 1960, quando giunse come un fulmine a ciel sereno nel mondo del jazz, rivelandosi proprio a quella Coppa del Jazz che salutò l’inizio della storia di questo genere a Salerno e in Campania. Sabato sera, il sipario del teatro Verdi, si leverà, alle ore 21,30 sulla Salerno Jazz Orchestra, fondata da Stefano Giuliano e da figli di testimoni e musicisti che hanno vissuto feracemente quell’epoca, quali Guglielmo Guglielmi e Aldo Vigorito, e avrà ospiti il trombone di Dino Piana affiancato dal figlio Franco, in qualità di direttore, arrangiatore e naturalmente di trombettista e flicornista, per aprire una finestra sul nostro grande jazz. La scaletta della serata, presentata ieri mattina da Stefano Giuliano e Guglielmo Gugliemi, ospiti di Ermanno Guerra a Palazzo di Città, sarà interamente dedicata ad Armando Trovajoli, uno dei più amati compositori italiani di musica applicata del ‘900, il cui nome si unisce ai compianti Nino Rota e Carlo Rustichelli, Piovani ed Ennio Morricone, colui che ha firmato oltre duecento colonne sonore e i migliori e arcinoti musical italiani tra gli anni ’60 e gli ’80.
Oggi il Maestro romano ha 92 anni, un’anima musicale vitale ricca di meravigliosi aneddoti che riguardano oltre 70 anni di carriera alle spalle. Una carriera straordinaria che lo ha visto suonare accanto ai capiscuola della musica afro-americana, Duke Ellington, Miles Davis, Louis Armstrong, Chet Baker, Toots Thielemans, Django Reinhardt , musicare i lavori degli indimenticabili autori delle migliori commedie musicali nostrane, Garinei e Giovannini, creare forti sodalizi cinematografici con registi che hanno reso smisurato il Cinema italiano, Dino Risi, Ettore Scola, Vittorio De Sica, Lattuada e tanti altri, scrivendo sul pentagramma la storia della celebrata commedia all’italiana.
Un genio della musica che ama visceralmente la musica, quella classica, jazz, swing, popolare, lui che della musica ne ha fatto una scelta di vita e che per la musica viene e verrà ricordato per sempre quale autore del brano “Roma nun fa’ la stupida stasera” per il musical “Rugantino”, forse avremo il privilegio di averlo in sala per la consegna di un riconoscimento alla carriera e a quella del suo trombone d’elezione Dino Piana. Melodie da “Rugantino”, “Aggiungi un posto a tavola”, “El negro Zumbon”, “Filumena Maturano”, “Riusciranno i nostri eroi”, “Jazz Prelude” e ancora “Anatra all’arancia”, “Golden Age” verranno eseguite da una big band “allargata”, alla quale si aggiungeranno due strumenti d’intenzione classica, quali il corno di Maurizio Maiorino e il primo flauto della Orchestra Filarmonica Salernitana “G.Verdi” Antonio Senatore, e che ospiterà altre due guest quali il pianista Julian Oliver Mazzariello, il quale rielaborerà due pagine di Trovajoli a solo e “Sette uomini d’oro” con l’orchestra e la vocalist Cinzia Tedesco, alla quale è stata affidata la chiusura della serata con una “Roma nun fa’ la stupida stasera”.
Il prossimo evento che vedrà protagonista la Salerno Jazz Orchestra è previsto per il 16 novembre quando la ribalta del nostro massimo sarà interamente dei New York Voices, Peter Eldridge, Lauren Kinhan, Darmon Meader, Kim Nazarian, un prestigioso quartetto vocale che spazierà da Sing Sing Sing di Louis Prima a un interessante portrait di Duke Ellington con Bli-Blip, Cottontail, e Caravan, sino al Gillespie di A night in Tunisia, al Jobim di Corcovado e Retrato em Branco e Preto, sino a giungere a i Beatles e Stevie Wonder.
Olga Chieffi
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