ARLECCHINO TRIONFA ALLA CHIGIANA

07/gen/2005 13.35.55 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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da Ufficio Stampa ISEA ARTS
02.2842836
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foto allegate.
A) IL COMPOSITORE ALDO TARABELLA direttore artistico del T. del Giglio di Lucca
B) IL TENORE MARCO VOLERI DI LIVORNO protagonista di "Arlecchino finto morto" (alla sua sinistra il soprano di Napoli:RAFFAELLA FRAIOLI)
 
Al Teatro dei Rozzi di Siena
 
ARLECCHINO FINTO MORTO :
UN TRIONFO ALLA "CHIGIANA"
 
Cast artistico di altissimo livello con una regia di grande intelligenza e attualità per valorizzare la raffinatezza di una partitura garbata, sorridente, giustamente ironica, assolutamente in grado di farsi accettare dal pubblico dei "vecchi melomani", ma anche di coinvolgere - e questo è l'obiettivo piu' importante - i giovani e giovanissimi.
Questi gli ingredienti che hanno decretato un autentico trionfo ad "Arlecchino finto morto", opera in due atti di Valerio Valoriani, musicata da Aldo Tarabella, uno dei pochissimi direttori artistici europei (- lui lo è del Giglio di Lucca - ) in grado di esprimere ad alto livello la propria professionalità di musicista.
Questa produzione dell'Accademia Chigiana affiancata dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, è stata realizzata dalla Compagnia Sperimentale Opera Bazar e dal Teatro dell'Olivo di Camaiore.
Alla sua prima esecuzione pubblica - dopo un rodaggio per soli studenti in varie località toscane - questo "Arlecchino", che deriva da un precedente lavoro teatrale di Valoriani, ha stranemente il suo tallone d'Achille proprio nel libretto che non riesce ad essere fedele alla sua vocazione fantastico-fiabesca e si lascia sviare in alcuni momenti grevi, per fortuna brevi, ma assolutamente gratuiti.
Erasmo Gaudiomonte ha brillantemente diretto il piccolo affiatato Ensemble strumentale Opera Bazar che ha esaltato una partitura ricca di giochi sonori, frutto della scatenata fantasia di Aldo Tarabella che giustamente ha firmato anche la regia.
Una regia che rompe tutti i vecchi schemi del teatro operistico occidentale dandgli un respiro da musical e pretendendo che i cantanti non siano solo tali, ma siano attori e ancora di piu' acrobati come prevedeva - molto prima che nascesse Broadway - il teatro italiano delle Maschere, quella Commedia dell'Arte che qui rivive festosamente.
Ottimo il tenore livornese Marco Voleri nei panni di Arlecchino ai quali ha dato anche la sua bella giovane vocalità, testimoniando di quando, pur nella fatica dell'impegno, si stesse lui pure divertendo.
Con lui Paolo Pecchioli è stato un Chino di grande autorità anche nella mimica facciale, riecheggiando il Quasimodo di Notre Dame ma con giusta ironica caricatura.
Bravissima la deliziosa Raffaella Fraioli (Colombina), soprano napoletano che ha saputo uscire dalle morte gore musicali di quella bellissima città oggi chiusa agli slanci musicali che ne hanno fatto la storia, per imporre la sua personalità sui palcoscenici lirici dove gli artisti napoletani sono sempre meno presenti.
Ida Maria Turri (Colombella), mezzosoprano, nata in Inghilterra da una famiglia italiana, è una preziosa presenza, mentre calza bene i panni del Professor Pirofago il baritono Marco Cristarella Orestano.
Stefania Battaglia ha ben servito l'idea dello spettacolo firmando scene e costumi, dando al tutto una agilità che gli consentirà di essere davvero la prima occasione per migliaia di ragazzi in età scolare di incontrarsi con il teatro della musica italiana.
Un "dovere" che tutti i dirigenti scolastici devono far proprio, se vogliono essere al servizio delle vere radici culturali della nostra civiltà.
Non aggiungo parola sulla "trama" per non togliere la sorpresa a chi godrà di questo spettacolo.
                                                              Daniele Rubboli
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