La musica non gode ottima salute in Italia . ..

24/gen/2005 19.27.08 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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RISPOSTA A DON PARMENIONE
LA MUSICA NON GODE OTTIMA SALUTE IN ITALIA, MA PERCHE' TANTI NE PARLANO E NESSUNO FA NIENTE?

Ho letto - su Internet - l'articolo di "Don Parmenione", il quale attribuisce la diffusa ignoranza musicale della società italiana all'assenteismo, o alla scarsa sensibilità, o alla mancanza di preparazione, in fatto di musica, degli intellettuali, dei politici e - più in generale - della classe medio-alta del nostro paese, a partire dall'ultimo dopo-guerra. Personalmente non credo alla mancanza di preparazione, o di sensibilità, più grevi e massicce che nel passato, pur constatando che la tendenza e l'esigenza di "specializzazione" del nostro secolo abbia contribuito a separare sempre più decisamente i vari campi della cultura.
Tuttavia Don Parmenione fa centro quando dice che il potere politico si è servito e si serve della musica per fare del clientelismo e garantirsi riscontri elettorali. Questo però non avviene solo nel campo musicale, bensì in ogni tipo di spettacolo, di informazione e di comunicazione.
La decadenza della cultura musicale in Italia si è diffusa e consolidata sempre più - secondo me - per la mancanza di risposte adeguate alle attese e alle richieste del pubblico. Questa opinione deriva dalla mia lunga esperienza teatrale, sia come artista che come consigliere di amministrazione della Scala. Fino ai primi anni '60, la Scala metteva in scena 25 opere liriche, oltre a una decina di balletti e altrettanti concerti sinfonici, diretti dai più grandi maestri del mondo. Lentamente, ma progressivamente, si è giunti al massimo attuale di 8-9 opere, tre balletti e due concerti; questi ultimi però non della Scala, ma della Filarmonica, che è un'associazione privata. Se questo è il livello massimo, tutti gli altri teatri - che non hanno il budget della Scala - producono briciole. Le recite, inoltre, sono pochissime e il costo dei biglietti accessibile solo agli alti redditi; il loggioneè stato quasi azzerato, riservato a gruppi addomesticati, un nuovo tipo i claque, che n
on è pagata, ma paga per essere benevolmente accettata.
In pratica, i teatri non lavorano per il pubblico, non diffondono cultura musicale, ma producono per "l'immagine" di se stessi. Come si è giunti a tanto sfacelo? La colpa è della classe dirigente teatrale, che, unitamente ai vari Riccardo Muti, ha operato all'insegna dello spreco per i propri interessi di carriera e di poltrona. Arturo Toscanini, Antonio Guarnieri e Tullio Serafin sono direttori d'orchestra entrati nella storia della musica perché erano al servizio della musica e del teatro lirico; Muti passerà alla storia come quello che ha acchiappato più premi e premietti per la sua vanagloria. Quando la Scala era l'alveolo di Toscanini, Guarnieri, Serafin, De Sabata e personaggi consimili, raggiunse il culmine perché essi non andavano in giro a raccattare premi, diplomi, lauree ad honorem, e a parlare da cattedre inutili, ma si dedicavano a realizzare
tanto da soddisfare un vasto pubblico, e con risultati di alta qualità artistica.
Con i signori, che oggi sono al timone dei teatri, intellettuali come Eco, Fo, Cacciari (citati da Don Parmenione) non hanno alternativa che l'assenza volontaria o l'esclusione imposta. Quei pochi, addetti ai lavori, che hanno lottato per la cultura musicale e la sua salvezza, non per scopi meschinamente personali, ma sfidando le ritorsioni, sono stati lasciati soli. Don Parmenione - di cui, per certi aspetti, ho apprezzato la presa di posizione - dov'è stato finora? perché non mi ha dato una mano? Anche lui, come il Presidente Ciampi, grida:"Armiamoci e partite"! Anche a lui, come a Ciampi, bisogna dire:" La musica non ha bisogno di parole, parole, parole, ma di fatti, fatti, fatti".
Non vorrei peccare di presunzione, ma se - con la mia voglia di lottare - fossi stato capito a tempo, e seguìto, forse avremmo potuto frenare l'andazzo rovinoso e oggi non ci troveremmo nella triste e drammatica situazione, che Don Parmenione denuncia.

Giuseppe Zecchillo - Segretario Sindacato Nazionale Autonomo Aristi Lirici
baritonozecchillo@email


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