SCALA, tesori segreti e tante tante BUGIE:

25/gen/2005 20.21.03 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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LA SCALA: TESORI, SEGRETI E BUGIE

Si legge sui giornali milanesi, in tono trionfalistico, che la Scala si apre - il 31 gennaio - alle visite del pubblico perché esso possa ammirarne il restauro, definito "segreti e tesori" del teatro. Sarebbe questo un avvenimento a cui dedicare 3 mezze-colonne sui giornali: cose che succedono solo in Italia. Infatti, in ogni altro paese civile del mondo, il pubblico ammira l'architettura interna di un teatro mentre vi si trova per assistere agli spettacoli. In Italia, invece, la cosidetta "gente", i cittadini, il grande pubblico entra alla Scala - e per un solo giorno -unicamente per vedere i muri e gli stucchi, non uno spettacolo. Alla Scala, dato il costo del biglietto e la riduzione drastica del loggione, gli spettacoli sono fuori portata del grande pubblico.
Quel che si dice "il danno e la beffa". Il danno di pagare le tasse per la Scala e la beffa di non potervi accedere. La visita da turista è l'elemosina che la Scala elargisce alla stragrande maggioranza dei cittadini, che la mantengono.
Questi sono i segreti e i tesori del grande teatro milanese, svelati e rivelati. Ciò premesso, non si può accettare in alcun modo la sequela di bugie che vengono propinate al pubblico da certi giornalisti ogni volta che parlano della Scala.
E' insopportabile leggere che l'opera "L'Europa riconosciuta" di Salieri, diretta da Muti, è stata un grande successo. E' stata applaudita alla "prima" di Sant'Ambrogio da un pubblico di invitati gratuiti. Le recite successive sono andate semi-deserte, e alcuni dei pochi spettatori sono usciti dopo il primo atto. Se questi sono i grandi successi della programmazione Muti/Meli, c'è da preoccuparsi seriamente per la Scala.
Inoltre abbiamo sentito, fin dal dicembre 2004, gli osanna e l'auto-compiacimento delle autorità milanesi per il tempismo del restauro del teatro. Invece i lavori sono tuttaltro che completati e - benevolmente - vogliamo attribuire a questo fatto l'assenza di recite dal 15 gennaio corrente fino al 10 marzo prossimo. Due mesi per rifinire e collaudare, sta bene; ma come la mettiamo circa la ripresa delle attività verso il pubblico con due opere (Sancta Susanna e Il dissoluto assolto) che non attirano nessuno?
E' una "prima esecuzione assoluta"...e chi se ne importa se si tratta di opere di scaso risalto, conosciute solo dagli addetti ai lavori! Chi andrà a vederle? La musica per le sedie vuote, che cultura è? E allora, dài con i biglietti-omaggio...per riempire il vuoto della platea, ma non le casse della Scala. Il deficit crescerà spaventosamente; la colpa poi sarà addossata al Dott. Fontana, che, come sovrintendente ancora in carica, è responsabile di tutto, anche se non ha più voce in capitolo di fronte al "Dittico del Novecento", cioé al duo Muti/Meli.
Sarebbe bene che la Scala - e certa stampa - buttasse meno fumo negli occhi e coinvolgesse il pubblico in spettacoli interessanti invece che in visite turistiche sceme.

Giuseppe Zecchillo - Segretario Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici
baritonozecchillo@email.it


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