I: Accademia della Scala

13/giu/2002 06.46.42 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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comunicato stampa da Accademia Lirica del Rotary International - 02.2842836 -
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MILANO: I GIOVANI DELLA SCALA
ALLA < SOCIETA' DEL GIARDINO >
 
La Fondazione <Milano per la Scala> in occasione dell'assemblea svoltasi il 12 giugno alla Società del Giardino, presenti il sovrintendente del teatro milanese Carlo Fontana e il direttore artistico Paolo Arcà, ha offerto ai propri soci un Concerto dei Solisti dell'Accademia di Perfezionamento per Cantanti Lirici del Teatro alla Scala, da anni guidata felicemente da Leila Genger, la grande artista turca che ha dettato in tempi moderni la più autorevole rilettura di Donizetti e di tutto il periodo romantico dell''800.
Accompagnati al pianoforte dall'ottimo Richard Barker, musicista di estrema sensibilità, sono prepotentemente emersi dal gruppo dei tredici artisti presenti ( l'italiana Sara Eterno aveva dato forfait per malattia) il mezzosoprano turco Sim Tokyurek dalla possanza rara; il soprano della Caucasia Irina Djioeva, affascinante nella presenza e autorevole nella vocalità; il tenore giapponese Yasuharu Nakajima, piccolo di statura, ma già grande nel fraseggio musicale di rara qualità; e l'italo-australiano Rosario La Spina che conferma le origini siciliane con la sua solare vocalità mediterranea.
Interessante per l'eleganza del canto e l'intelligenza con la quale utilizza il proprio mezzo vocale, il baritono cileno Christian Senn Vasquez e da seguire il basso bulgaro Dajan Vatchkov al quale probabilmente varrebbe assegnare ruoli da basso-baritono, in attesa di una maturazione fisiologica che gli consenta il repertorio verdiano.
Ancora con possibilità di futuro professionale, se troverà un modo di proporsi meno spaesato, il tenore romeno George Oniani, e di piacevole impatto il giovane mezzosoprano georgiano Nino Surguladze.
Modesta vocalmente, ma molto appariscente, Miljiana Nikolic, mezzosoprano di Belgrado.
Il gruppo italiano andava dalla modestissima Marta Vandoni Iorio, soprano cremonese che non giustifica la sua presenza scaligera, all'autorevolissima, bella, brava Daria Masiero, artista di grande temperamento.
A lunga gittata la trasformazione del baritono veneto Elia Fabian che da autentico <bruto> del canto lirico quale lo abbiano conosciuto mesi or sono, sta ora imparando un rispetto della musica che potrebbe darci un ottimo artista da qui a un anno. Un rinvio a giudizio che vale anche per il tenore Alfredo Nigro al quale l'Accademia ha per ora insegnato un impegno stilistico a lui anni fa sconosciuto, ma che deve lavorare ancora tecnicamente per acquisire sicurezza nella zona acuta.
Complessivamente però un'ottima compagnia di canto dalla quale non usciranno solo prime voci, ma anche utili comprimari, se modestia li assisterà.
Daniele Rubboli
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