Corriere della sera == LE BUGIE DI PAOLO ISOTTA.

02/feb/2005 20.12.51 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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LETTERA APERTA A PAOLO MIELI DIRETTORE DEL CORRIERE DELLA SERA
(LE BUGIE DI PAOLO ISOTTA)

Era fatale, prevedibile nel provincialismo che domina la cultura italiana, che - dopo le critiche, mosse al cartellone scaligero da personaggi di irrefutabile competenza teatrale (Zeffirelli, Crivelli, Fracci) - partisse, lancia in resta, il solito critico musicale in veste di difensore d'ufficio per riabilitare il povero cartellone agli occhi dell'opinione pubblica.
Ma quale opinione? Coloro che si intendono di musica, di lirica e di teatro, avendo le idee chiare, non si lasciano influenzare da discorsi campati in aria non corrispondenti al vero, anche se firmati da Paolo Isotta sul "Corriere della sera". Anzi, gli intenditori ironicamente sorridono alle spalle di Isotta e del "Corriere", che indossano la toga dell'avvocato difensore per un'arringa che si smentisce da se. Se Zeffirelli, Crivelli e la Fracci muovono - secondo Isotta - critiche faziose, grottesche e surrettizie, altrettanto si può dire delle contro-critiche dello stesso Isotta.
Infatti, tutti - centinaia di migliaia di Milanesi - hanno visto e vedranno con i propri occhi la Scala chiusa dal 15 gennaio all'8 marzo. Dire (come fa Isotta) che la Scala riprende la stagione il 5 febbraio è una realtà surrettizia, perché sia il "Tannhauser" che "La donna di picche" (come si legge anche sul depliant) vanno in scena al Teatro Arcimboldi. E - mi scusi Isotta - spacciare la Scala per l'Arcimboldi è grottesco.
L'Arcimboldi è un teatrone di estrema periferia, poco frequentato, data la zona, la distanza, il tempo impiegato per raggiungerlo e per tornare a casa. Il pubblico - lo sappiamo tutti - avrebbe fatto salti mortali per vedere "Tannhauser" e "La donna di picche" alla Scala; ma, se deve andare all'Arcimboldi, gran parte dei possibili fruitori rinuncia.
Il grande programmatore (per il quale Isotta vuol far passare Mauro Meli, direttore artistico della Divisione Scala) manda due opere importanti all'Arcimboldi in febbraio, e due minuscole ("Sancta Susanna" e "Il dissoluto assolto") alla Scala in marzo. Evidentemente questo grande programmatore è vocato alla cultura musicale a beneficio delle sedie vuote.
Se si deve tenere conto dei fatti e non delle opinioni (neppure di quelle di Isotta) quali fatti ci offre l'egregio critico a sostegno del suo panegirico pro-Meli?
I grandi maestri sul podio della Scala, da anni, li porta la Filarmonica (associazione privata sponsorizzata da Mediaset) e non certo Muti, direttore musicale, e tantomeno li sta portando Meli. Proprio sul "Corriere", Meli ammise questa sua carenza e promise che avrebbe fatto ammenda nel futuro.
Allora basta con la trita e ritrita, ormai stucchevole piaggeria verso i potenti scaligeri. Neppure in un giornalino di provincia è ormai accettabile una simile esaltazione demagogica, che sa di medio-evo, di inattualità, di fiaba per bambini.
Il direttore del "Corriere della sera", Paolo Mieli, che stimiamo, non si sa come e perché abbia lasciato passare l'articolo di Isotta nel suo importante giornale, che si vanta di obiettività. Ma quale obiettività di commento si può sperare da Isotta se neppure la sua esposizione dei fatti è obiettiva?
Ci auguriamo soltanto che Zeffirelli, Crivelli, la Fracci e tutti coloro che hanno condiviso la disamina di questi grandi artisti continuino nell'impegno a favore della Scala e mantengano la libertà di parola, senza lasciarsi zittire dalla "legittimazione superiore" di certe firme.
Dal canto mio, vorrei ricordare che un critico muscale del "Corriere", come il compianto Franco Abbiati, non avrebbe mai firmato un articolo fazioso come quello di Isotta.

Giuseppe Zecchillo - Segretario Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici
baritonozecchillo@email.it


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