Zecchillo: Riccardo Muti non mi copi male Venga da me a lezione.

12/feb/2005 17.18.34 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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Da: SSMMLL_EE (Messaggio originale) Inviato: 08/02/2005 19.00
ZECCHILLO: RICCARDO, NON MI COPI MALE, VENGA DA ME A LEZIONE...

Maestro, la contestazione è una cosa molto seria; bisogna farla con convinzione e senso di responsabilità, nell'interesse della comunità e non di una ristretta cerchia privilegiata. Lei, invece, si compiace del suo nuovo "look" di contestatore per farsi della pubblicità. Quando non dirige un'orchestra, la stampa non si occupa di Lei, allora Lei trova uno spunto più o meno valido per emettere dichiarazioni di protesta e apparire sui giornali tutti i giorni. Daltronde non si può pretendere da Lei una contestazione appropriata, coerente, su temi veritieri e originali, perché - in materia - è un dilettante.
La vera contestazione, caro Riccardo, Lei non l'ha mai fatta; anzi è sempre stato compiacente verso i sistemi di potere, anche se danneggiavano la cultura musicale dei cittadini, ma disposti a sostenere le sue ambizioni di carriera e di comando.
Se Lei volesse veramente impegnarsi nella sua nuova veste di contestatore, non mi dispiacerebbe; ma dovrebbe anzitutto avere il coraggio di infischiarsene della carriera, di non temere di farsi nemici potenti... In altre parole, dovrebbe venire a lezione da me, che - a quanto si dice - sono quel cantante/musicista che ha inventato la contestazione nel campo del teatro. Sarò lieto di insegnarle a entrare nel personaggio, ma si ricordi che per interpretarlo bene ci vogliono le palle.
Anni fa, per esempio, finii arrestato e condotto a San Vittore perché avevo "occupato" l'Ufficio di Collocamento dello Spettacolo in segno di protesta contro la mancata istituzione dell'Ufficio Scritture, previsto dalla Legge 800/67 e mai attuato. In carcere ho ricevuto centinaia di telegrammi di solidarietà da artisti, direttori d'orchestra, compositori...ma non ho visto il suo. Dov'era Lei durante i numerosi episodi nei quali mi sono esposto personalmente per contestare le scorrettezze e le ingiustizie, che avvenivano nelle gestioni teatrali a danno dei cantanti, dei musicisti e dei cittadini? Non mi ricordo che Lei abbia mai speso una parola a sostegno delle mie lotte. Per la verità, quando protestavo nel Consiglio di amministrazione della Scala, chiedendo più recite a vantaggio dei cittadini e meno spese a favore degli appalti scenografici, Lei non solo non solidarizzava con me, ma mi era contro. E dov'era Lei quando il suo amico sovrintendente Paolo Grassi (politicizzato
, lottizzato, clientelare e scialacquone) si dava da fare perché io non lavorassi più?
Adesso che i suoi capelli cominciano a imbiancarsi, si veste da contestatore; non vorrei fosse una stampella per sostenere la sua carriera che inevitabilmente, per ragioni naturali, inizia l'arco del declino.
Il suo curriculum di impegno sociale fa acqua da tutti i lati; i temi della contestazione contro la decadenza dei teatri lirico/sinfonici non fanno parte del suo repertorio. Venga da me (sia umile almeno una volta nella vita) e farò del mio meglio per insegnarle qualcosa. Non scopiazzi da me a sproposto; faccia la persona seria e non il pappagallo. Smetta di imitarmi in cose che intimamente non sente, per le quali non ha la minima vocazione. Se non ce la fa ad essere originale, per carità smetta di menare il can per l'aia: la sua contestazione non è credibile perché non ha un passato storico.

Giuseppe Zecchillo - Segretario Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici -
baritonozecchillo@email.it






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