La grave crisi dello Spettacolo non è di oggi, maviene da lontano

La grave crisi dello Spettacolo non è di oggi, maviene da lontanoLA GRAVE CRISI DELLO SPETTACOLO NON E' DI OGGI, MA VIENE DA LONTANO

22/feb/2005 19.03.42 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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LA GRAVE CRISI DELLO SPETTACOLO NON E' DI OGGI, MA VIENE DA LONTANO

Sono trent'anni che denunciamo la crisi del teatro lirico, sovvenzionato con i soldi di tutti (del pubblico erario) per pochi, o pochissimi fruitori. Lo stesso può dirsi delle altre forme di spettacolo. Al punto che ieri (21/2/05) celebri artisti e registi, da Giorgio Albertazzi a Gillo Pontecorvo, unitamente a Maurizio Scaparro, Giuliano Montaldo, Carlo Verdone, Gabriele Lavia, Lina Sastri, Giulio Bosetti, Leo Gullotta e molti altri hanno manifestato per le vie di Roma, chiedendo più fondi, più aiuti economici al governo.
Ma la crisi dello Spettacolo è ormai così acuta che l'illusione di risolverla con un'iniezione di miliardi è grottesca.
Certo, le casse piene fanno ben sperare agli artisti che lavorano per il teatro, per il cinema ecc, ma anche questa speranza è puerile. In tutti gli anni trascorsi, le sovvenzioni per lo Spettacolo sono state di notevole entità...ma dove sono andate a finire? Sono stete spese male, a capriccio, senza criteri di diffusione dei prodotto né di stimolo culturale; sono stete sprecate a piene mani per qualche evento costosissimo e di mediocre risultato artistico.
Così non si può andare avanti; da qui la stagnazione e poi la decadenza. Di chi la colpa? ovviamente di chi ha gestito e amministrato. Gente lottizzata dai partiti, velleitaria, incapace, incompetente e irresponsabile. E' colpa loro se il livello di legalità e di prfessionaltà si è abbassato in modo vergognoso. Ora, se si vuole dare un vero impulso allo Spettacolo, bisogna ristabilire le regole prima di aumentare i fondi; altrimenti sarebbe tutto inutile, come dimostrano le numerose "sanatorie" dello Stato per i defcit miliardari di ogni gestione di spettacolo, a cominciare dalle Fondazioni lirico-musicali.
Per prima cosa deve cessare la lottizzazione politica dei manager e dei dirigenti nell'ambito dello Spettacolo, così cesseranno il clientelismo e gli sprechi; si valorizzeranno i talenti e non gli eventi. Solo allora, con una critica onesta e non ingreppiata, con successi veri e non fasulli, il mondo dello Spettacolo ritroverà l'energia che attualmente è spenta.
Nessuno, durante la manifestazione di Roma, ha avuto il coraggio di dire queste cose. Ma se la diagnosi non è veritiera, la cura sarà sbagliata.

Giuseppe Zecchillo - Segretario Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici
baritonozecchillo@email.it


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