"PETER GRIMES": L'OPERA DI BRITTEN VA IN SCENA IN UN NUOVO ALLESTIMENTO CON REGIA DI CESARE LIEVI

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23/feb/2005 18.37.54 corsi&concorsi Contatta l'autore

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comunicato stampa

 

 

“PETER GRIMES”: L’OPERA DI BRITTEN VA IN SCENA IN UN NUOVO ALLESTIMENTO CON REGIA DI CESARE LIEVI

 

L’opera “Peter Grimes” di Britten, in un nuovo allestimento del Teatro Comunale di Modena, andrà in scena venerdì 25 febbraio 2005 alle ore 20.30 e domenica 27 alle ore 15.30.

L’opera è in coproduzione con i Teatri di Reggio Emilia (dove andrà in scena il 4 e 6 marzo) e con il Teatro Comunale di Ferrara (dove si vedrà l’11 e il 13 marzo).

La regia dell’opera è affidata a Cesare Lievi, mentre la direzione sarà di Alistair Dawes, direttore inglese alla guida di un cast internazionale e dell’Orchestra della Fondazione Arturo Toscanini.

 

Dopo “The Rape of Lucretia”, andata in scena la scorsa Stagione, prosegue così il progetto che il Teatro Comunale di Modena dedica al compositore inglese Benjamin Britten e che continuerà nei prossimi anni. Numerose sono le opere di Britten presentate al pubblico del Comunale nel corso degli anni, fra le quali “Il Piccolo Spazzacamino”, stagione 97-98 e 98-99, “Giro di Vite” nel 96-97, “Albert Herring” nel 79-80, “L’opera del mendicante” nel 77-78 e “Billy Budd” nel 73-74 oltre ai tanti brani strumentali ascoltati nelle stagioni sinfoniche e di balletto.

 

Composto nell’immediato dopoguerra, “Peter Grimes” è uno dei più grandi capolavori del teatro musicale del Novecento, un caso celebre in cui la musica contemporanea è riuscita a trovare nel contesto lirico-teatrale un compiuto equilibrio, sia di linguaggio che di forma. L’idea di un’opera tratta dal testo “The Borough”, del poeta inglese George Crabbe, fu concepita da Britten negli Stati Uniti durante il 1942, in seguito alla commissione di Koussevitsky, l’allora direttore della Boston Symphony Orchestra e maestro di Leonard Bernstein. L’attenzione di Britten fu attirata dal poema ambientato nella regione impervia del Suffolk, sulla costa orientale dell’Inghilterra, la stessa dal quale proveniva il compositore e nella quale avrebbe passato la maggior parte della sua vita. “Peter Grimes” debuttò nel 1945 riaprendo il Sadler’s Wells Theatre di Londra, con il tenore Peter Pears, l’indivisibile compagno di Britten, nel ruolo principale. Il successo fu immediato, e ne seguirono numerosissime e illustri produzioni, dalla prima americana diretta dal giovane Bernstein (1946) a quelle di Colin Davis per il Covent Garden di Londra (1958) e La Scala di Milano (1976). Con questo capolavoro Britten entrò nel novero dei grandi del secolo esprimendo al contempo una forte identità nazionale senza ombra di provincialismo, divenendo ben presto, accanto a Purcell, un’icona della musica inglese.

“Peter Grimes” evidenziò anche quell’eclettismo stilistico che rimase, da allora in avanti, una delle caratteristiche costanti della scrittura del musicista inglese. Nella partitura convivono infatti, a fianco di elementi che rimandano a Puccini, a Mahler e alle forme chiuse dell’opera ottocentesca, memorie tangibili dell’ammirazione di Britten per il Wozzeck di Alban Berg e riferimenti al canto popolare inglese, alla musica leggera e al musical di ispirazione statunitense. I cosiddetti ‘interludi marini’, entrati poi a pieno titolo nel repertorio sinfonico, rivelano un colorismo post-impressionista funzionale alle atmosfere di ambientazione della vicenda: pagine d’autentico virtuosismo nell’orchestrazione e di limpidissima ispirazione melodica, il cui valore non è inferiore alla scrittura mirabile riservata alle voci.

 

“Peter Grimes” è un ritratto psicologico fra i più complessi del teatro d’opera. È la storia di un pescatore che vive in una comunità di un piccolo paese isolato sulla costa dell’Inghilterra. Il protagonista ha la sfortuna di essere, a causa della sua particolare sensibilità, un diverso agli occhi dei compaesani conformisti e bigotti che lo perseguiteranno tragicamente fino a indurlo al suicidio.

Il tema della diversità, che non riesce a esprimersi e a comunicare, vittima della comunità di uguali, la denuncia della violenza sociale nei confronti dei più deboli, sono elementi di un teatro etico e morale che sarà tipico delle future opere di Britten.

 

Cesare Lievi torna a collaborare con il Teatro Comunale dopo il fortunato allestimento de La carriera di un libertino di Stravinskij andato in scena nel 1998.

Regista affermato nel teatro di prosa e lirico, Lievi ha curato, fra gli altri, l’allestimento de I due Foscari per la direzione di Riccardo Muti a La Scala nel 2003. Fra le tante altre regie liriche si ricordano La clemenza di Tito (Francoforte1989) il Parsifal di Wagner (La Scala nel 1991), la Cenerentola di Rossini, Gesualdo di Schnittke a Vienna nel 1995 e Manon di Massenet per l’Opera di Berlino (1998).

Il musicista inglese Alistair Dawes porta a Modena una lunga esperienza legata a Britten, del quale ha diretto, fra le molte altre opere, Peter Grimes al Royal Opera House e al Finnish National Opera e Morte a Venezia per il Carlo Felice di Genova.

 

 


LOCANDINA

Venerdì 25 febbraio ore 20,30 - turno A / Domenica  27 febbraio ore 15,30 - turno B

PETER GRIMES

Opera in un prologo e tre atti di Montagu Slater

dal poema The Borough di George Crabbe

Musica di Benjamin Britten

Ed. Boosey&Hawkes - Rappr. per l’Italia Casa Ricordi, Milano

Personaggi e interpreti

Peter Grimes                                                   Jan Vacik (25 febbraio) / David Barrell  (27 febbraio)

Boy                                                                Tommaso Soragni  (25 febbraio)

Marco Castellani Tarabili (27 febbraio)

Ellen Orford                                                    Vivian Tierney

Captain Balstrode                                           Mark Holland

Auntie                                                             Sonia Zaramella

First Niece                                                      Rena Granieri

Second Niece                                                 Doriana Milazzo

Bob Boles                                                       Leonardo De Lisi

Swallow                                                          Matteo de Monti

Mrs. Sedley                                                    Elena Belfiore

Rev. Horace Adams                                        Cristiano Olivieri

Ned Keene                                                     Giulio Alvise Caselli

Hobson                                                           Mattia Denti

Dr. Crabbe                                                     Salvatore Mineo

 

Direttore                                                         Alistair Dawes

Regia                                                              Cesare Lievi

Maestro del coro                                            Stefano Colò

Scene                                                             Csaba Antal

Costumi                                                          Marina Luxardo

Luci                                                                Gigi Saccomandi

Proiezioni                                                       József Tasnádi

Movimenti coreografici                                    Daniela Schiavone

Assistente alla regia                                         Luigi Romanelli

 

Orchestra  della Fondazione Arturo Toscanini

Coro Lirico Amadeus - Teatro Comunale di Modena

 

Nuovo allestimento della Fondazione Teatro Comunale di Modena

Produzione Fondazione Teatro Comunale di Modena

in coproduzione con Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Teatro Comunale di Ferrara

Versione in lingua originale con sopratitoli

 

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