Cosa aspetta la maigistratura a indagare sulla SCALA?

L'assemblea dei lavoratori della Scala - avvenuta il 22 scorso con la partecipazione del Presidente della Provincia, Filippo Penati, di rappresentanti della Regione e dei gruppi del Consiglio Comunale, dei Sindacati e di oltre 500 cittadini appassionati di lirica - ha dimostrato in modo inequivocabile il malessere profondo di tutti, accumulatosi di fronte all'arroganza di certe decisioni del Sindaco Albertini, pilotate da finalità elettorali dello stesso sindaco (Consiglio d'Europa) e da quelle personali e privatistiche di Riccardo Muti e di alcuni sponsors: quesi ultimi siedono, in palese conflitto d'interessi, nel Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala.

23/feb/2005 20.07.21 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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COSA ASPETTA LA MAGISTRATURA A INDAGARE SULLA SCALA?

L'assemblea dei lavoratori della Scala - avvenuta il 22 scorso con la partecipazione del Presidente della Provincia, Filippo Penati, di rappresentanti della Regione e dei gruppi del Consiglio Comunale, dei Sindacati e di oltre 500 cittadini appassionati di lirica - ha dimostrato in modo inequivocabile il malessere profondo di tutti, accumulatosi di fronte all'arroganza di certe decisioni del Sindaco Albertini, pilotate da finalità elettorali dello stesso sindaco (Consiglio d'Europa) e da quelle personali e privatistiche di Riccardo Muti e di alcuni sponsors: quesi ultimi siedono, in palese conflitto d'interessi, nel Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala.
Tutti hanno capito che il Teatro Arcimboldi è nato - con i soldi dei Milanesi - per favorire Tronchetti-Provera; anche a causa di quel dispendio (di carattere clientelare) oggi non ci sono più le disponibiltà economiche per far funzionare al meglio né l'Arcimboldi né la Scala. Tutti hanno capito, fin dalla scorsa primavera, che il direttore musicale Muti vuole cacciare il sovrintendente Fontana per diventare - senza assumersene direttamente le responsabilità - anche sovrintendente e direttore artistico. Non per nulla lo hanno soprannominato "La Trinità" (Il Giorno - 23/2/05). Ma ciò che veramente è un assurdo all'italiana è il fatto che si vuole allontanare Fontana senza spiegarne minimamente le ragioni, bensì lodandolo e complimentandolo per la sua gestione.
Oggi (sul "Corriere della sera") lo rilevano sia il Presidente Penati, sia la consigliera comunale DS, Marilena Adamo, mentre Elio Luraghi, rappresentante della Regione, accenna a "lobby private" che manovrano la Scala nell'ombra. Però quando, fin dalla prima pietra dell'Arcimboldi e poi in occasione dell'orrendo rifacimento dell'edificio della Scala, noi dicevamo che il sindaco difendeva interessi privati, nessuno ci fu solidale. Nappure Milly Moratti, che oggi dice le stesse cose. Oggi, anche Basilio Rizzo, consigliere di sinistra, si accorge dell'anomalia per cui lo Stato, principale finanziatore della Scala, non ha voce in capitolo nel C.d.A. -
però, quando noi denunciavamo questa anomalia, tutti tacevano come sconcertati dalla nostra audacia. Oggi i sindacalisti interni e i dipendenti ci rivelano che persino la programmazione corre il rischio di subappalto alle agenzie internazionali, che - com'è noto - impongono i cast di canto e fanno levitare i costi dei cachet per incassare percentuali più alte.
Oggi tutti si domandano se non fu per volere di Muti che, da oltre 10 anni, la Scala non abbia più avuto un direttore artistico con poteri di fatto; oggi le critiche orali e scritte, da parte dei dipendenti contro Muti, sono pesanti. Ma perché hanno sempre taciuto? Evidentemente il rischio del licenziamento impauriva i dissidenti; ormai che lo sfascio della Scala mette a rischio troppi posti di lavoro, tutti si sono decisi a parlare.
Purtroppo, e mi dispiace dirlo, ora è troppo tardi. Ormai Fontana, disgustato dalle angherie di Muti e Meli, se ne andrà. Il C.d.A. appiattito sugli sponsor più forti (Confalonieri/Mediaset, Ermolli/Cariplo, Tronchetti/Telecom) darà carta bianca a Muti, così quei signori se ne potranno stare indisturbati a fare i loro affari. A meno che la Magistratura non riscontri delle illegalità in questa insana situazione e non decida di indagare a fondo.

Giuseppe Zecchillo
Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici
baritonozecchillo@email.it


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