Zecchillo: chi dice che MUTI é un grandedirettore SBAGLIA.

Amici della Scala, e Milly Moratti, capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale - si div ulga la notizia che finché Fontana prendeva ordini a bacchetta da Muti, non c'erano dissensi.

04/mar/2005 19.49.11 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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> ZECCHILLO: CHI DICE CHE MUTI E' UN GRANDE DIRETTORE, SBAGLIA
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> Su "la Repubblica" del 3/3/05, sembra aprirsi uno spiraglio sui retroscena dell'attuale crisi della Scala. Per bocca di due signore - Anna Crespi, presidente dell'Ass. Amici della Scala, e Milly Moratti, capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale - si div> ulga la notizia che finché Fontana prendeva ordini a bacchetta da Muti, non c'erano dissensi. Ma poi, a fronte di un bilancio in gravi difficoltà, il sovrintendente - che, in definitiva, è un amministratore - cominciò a chiedere a Muti le note giustificat> ive per certi rimborsi-spese di una certa entità, che il maestro esigeva. E' ovvio che se si fanno spese per pubbliche relazioni, trasferte o altre occasioni particolari, a nome della Scala, bisogna presentare le relative fatture (ristoranti, alberghi, ae> rei ecc.). Se invece Muti ha chiesto rimborsi senza fattura, o ha fatto spese fuori bilancio, ripetute volte, abitualmente, la cosa non è accettabile per un'ammnistrazione responsabile. Quando Fontana ha chiesto più c
orrettez
> za e più certezze, Muti lo ha preso in odio e ha ordito la sua vendetta, definendolo "inadeguato" ed esigendo il suo licenziamento su due piedi. Per continuare a fare i propri comodi, Muti aveva certo bisogno di un altro sovrintendente, scelto da lui ste> sso. Una battuta lì e una qui, la figura di Muti si va delineando fori dalla solita enfasi propagandistica e pubblicitaria.
> Nelle opere dirette da Muti si sono sentiti spesso dei cantanti che stonavano, chi calava le note e chi le cresceva, senza per questo essere sostituito nel corso delle recite. Un direttore come Serafin, o Toscanini, o Guarnieri non li avrebbe nemmeno fatt> i salire sul palcoscenico. Muti li ha fatti addirittura scritturare all'estero, dove ovviamente hanno fatto insuccesso. Un direttore che non ha orecchio per il canto dovrebbe cambiare mestiere. Alcuni orchestrali della Scala mi hanno detto che sentivano d> elle stonature, ma Muti indifferente continuava la prova. O non se ne accorgeva, o non gliene frega niente della lirica.
> Tutti i giovani che Muti ha fatto cantare alla Scala, non avendo né esperienza né curriculum, hanno trasformato un teatro di alto livello professonistico in un teatro per principianti. Così si è declassata la gloriosa Scala.
> La stragrande maggioranza dei giovani che Muti ha "aiutato" o - come dice lui - lanciato, è finita come una bolla di sapone.
> Nella "Traviata" c'era un soprano che calava e cresceva, raramente intonava una nota giusta: Muti, invece di dirle:"Torna al Conservatorio, studia bene la tecnica e cerca di educare l'orecchio" - non disse nulla, anzi continuò a scritturarla per anni. Pra> ticamente non si rendeva conto che le sue carenze tecniche rovinavano l'opera, oppure mirava a prendersi, lui solo, tutti gli applausi.
> Se Muti, come aspira, sarà il capo della Scala, dovranno pensarci gli agenti teatrali a scegliere le voci, altrimenti il palcoscenico sarà pieno di cantanti mediocri, stonati e impreparati.
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> Giuseppe Zecchillo
> Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici
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> baritonozecchillo@email.it
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