I: CALLAS

15/ott/2002 07.07.54 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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da Matteo Editore di Treviso tel.0422.491876, 490177   fax 492007,499014     e.mail  matteoeditore@tin.it
si ringrazia per l'attenzione

Maria Callas: la verità
 
TREVISO RISPONDE A PARIGI
 
Nicolas Petsalis-Diomidis ha pubblicato a fine settembre con l'editore Plon di Parigi il libro <La Callas inconnue> dove, cogliendo l'occasione dei 25 anni dalla morte avvenuta nella capitale francese nel 1977, ha riscritto la biografia del popolare soprano greco per dissacrarne il mito.
Con la scusa di <denudarla dagli orpelli di cerimonie, film e rievocazioni, strappandola all'ortodossia trionfalistica>, ha giocato sui <peccati della casta diva> forzando la mano su uno dei più tristi episodi della giovinezza di Sofia, Cecilia, Anna Maria Kaloyeropoulos, figlia infelice di Georges e Litsa: il suggerimento della madre a prostituirsi nella Grecia occupata dai nazifascisti durante la Seconda Guerra Mondiale, per poter sfamare la famiglia.
Una famiglia che in quel momento, ad Atene, era composta da mamma Litsa che <si dava da fare> come poteva, dalla giovane Maria e dalla spregiudicata sorella maggiore Jackie, molto bella e attraente.
 Risultato: tante pagine per un'altra favola infamante che sfrutta il mito per il mercato editoriale.
Contemporaneamente a questo spregiudicato volume, Matteo Editore, a Treviso, ha stampato il libro di Daniele Rubboli <Maria Callas> che ripropone la vita e la carriera dell'ultima diva del teatro musicale mondiale, in segno esattamente opposto.
L'impegno di Rubboli, musicologo ma anche operatore teatrale attivo, che vive fin dall'infanzia il mondo delle scene musicali e liriche in particolari dedicandosi da vent'anni alla promozione dei giovani talenti in tutto il mondo, è stato infatti quello di denudare sì Maria Callas <dagli orpelli di cerimonie, film e rievocazioni, strappandola all'ortodossia trionfalistica>, ma senza aggiungervi il fango di altre supposizioni da basso pettegolezzo.
Il volume edito dalla Matteo di Treviso non sorvola sull'episodio che sta al centro della biografia scandalistica francese, ma lo ridimensiona nei termini rigorosamente documentati, con le testimonianze raccolte da chi, negli Anni Cinquanta del secolo scorso, ebbe dalla stessa Maria Callas, in lacrime, la confessione dello snaturato disegno di mamma Litsa, spinta dalla disperazione della fame, in una Atene che, guerra a parte, le era ostile dopo che la donna era tornata sui propri passi fuggendo, assieme alle due figlie, dal marito rimasto con le sue illusioni a New York.
Ma anche le favole gratuite che Zeffirelli dà per verità sacrosante nel suo ultimo film <Callas forever> hanno nel libro di Rubboli-Matteo Ed. una smentita clamorosa, benchè il volume fosse già stampato quando il film è arrivato nelle sale cinematografiche.
Doppia risposta quindi da Treviso a Parigi dove carta stampata e cinematografia hanno solo finto di rendere omaggio all'unica artista del teatro d'opera che sia stata capace di creare un autentico mito nel '900, un mito che si proietta nel 2000 e che pare destinato a resistere alle ingiurie del tempo e degli uomini proprio perchè costruito su una verità inossidabile: la titanica personalità artistica di Maria Callas.
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