Applausi per il debutto sulle scene di " Cenerentola e il Signor Bonaventura" di Patrizio Bono.

11/mag/2010 23.58.15 Pinecal Contatta l'autore

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Latina, Teatro D'Annunzio 07-05-2010

  

Applausi per il debutto sulle scene di “Cenerentola e il Signor Bonaventura” di Patrizio Bono.

 

Si è concluso con un tripudio di applausi il debutto assoluto sulle scene presso il teatro D’ Annunzio di Latina della nuova opera lirica scritta e diretta dal Maestro Patrizio Bono.“Cenerentola e il signor Bonaventura” e’ il titolo del delizioso “secondo capitolo” della notissima fiaba gia’ musicata da G.Rossini.

Cosa succederebbe se una delle fanciulle più famose della tradizione fiabesca, Cenerentola, incontrasse il Signor Bonaventura, mite e fortunato personaggio del fumetto italiano, reso famoso tra le due Guerre dall'autore Sergio Tofano?  A questa domanda ha risposto il maestro Patrizio Bono, compositore e direttore d'orchestra tra i più stimati del panorama laziale, il quale ha tradotto in forma operistica un film interpretato da Paolo Stoppa nel 1941. Nella commedia Cenerentola ha finalmente sposato il suo amato Principe Azzurro e sperimenta la vita di corte nel lussuoso palazzo reale, dimostrando di non aver perso la sua proverbiale dedizione verso il prossimo e... le questioni casalinghe. Le sue due sorellastre sabotatrici, però, più che mai invidiose di lei e della sua posizione sociale, mettono in atto un diabolico piano e riescono a farle lasciare il palazzo. E qui, dalla disperazione del Principe abbandonato, "inizia la sventura del Signor Bonaventura", il quale promette di andare alla ricerca della giovane fanciulla per riportarla dal suo consorte, aiutato anche dalla serva Pasqualina e dall'immancabile "bellissimo Cecè". Dopo aver affrontato innumerevoli prove, fra cui quella nella casa dell l'Orco vegetariano, egli riesce a compiere la missione.

 

Lo spettacolo e’ stato molto apprezzato dal pubblico che, pur in presenza di una prima esecuzione assoluta, ha piu’ volte interrotto l’azione scenica per tributare in applausi il giusto omaggio alla vera protagonista della serata che, senza nulla togliere alla prima donna del titolo, e’ stata senza ombra di dubbio la musica, bellissima e coinvolgente in ogni battuta.

Il maestro Bono ha saputo cogliere le piu’ tenui sfumature psicologiche dei personaggi traducendole, con competenza e passione, in un’orchestrazione pressoche’ perfetta che poco ha da invidiare a quelle di blasonati titoli della tradizione operistica italiana. Lo stile comico-fiabesco e’ emerso in ogni dialogo orchestrale della partitura creando un crescendo di situazioni puramente comiche, come gli esilaranti battibecchi delle sorellastre zitelle, suggestioni magiche, come le tetre atmosfere nella casa dell’orco, momenti di inaspettato coinvolgimento emotivo nei bellissimi  pezzi d’insieme.

 

Memorabile il gran finale in cui il pubblico non ha saputo resistere al richiamo trascinante della musica esplodendo in una standing ovation diverse battute prima della conclusione dell’opera, tributando il giusto riconoscimento ad un lavoro impegnativo e fecondo. I cantanti si sono molto ben comportati, a partire dal protagonista del titolo, il Signor Bonaventura, interpretato in un ruolo en-travesti dalla brava Paola Roncolato, mezzosoprano che ha avuto l’onore di dare corpo e voce al personaggio della tradizione fumettistica italiana, esibendo un bellissimo timbro caldo e brunito ed una apprezzabile disinvoltura nel non facile compito di rendere teatralmente le movenze tipiche del personaggio.

Eleonora Caliciotti, dotata di voce molto bella e di ottima tecnica nel controllo dei fiati, ha interpretato una Cenerentola elegante e gentile nelle movenze e nell’emissione, meritando i piu’ calorosi applausi della platea.  Il Re aveva il timbro stentoreo ma raffinato del tenore Roberto Cresca, gia’ vincitore del 64°concorso lirico di Spoleto, dotato di voce bella,  estesa ed uniforme, oltre che di un’ottima presenza scenica. Il bellissimo Cece’ e’ stato impersonato dal bravo baritono Ferruccio Finetti che ha mostrato grande sicurezza e brillantezza in un ruolo che sembrava ritagliato su misura per la sua voce e le sue doti sceniche. Le sorellastre/cognate del re sono state magistralmente portate in scena dalle brave Tiziana Fabietti (poi Orchessa) e Beatrice Mercuri, divertentissime “pettegole” che si sono ben misurate con la musicalmente impegnativa parte loro assegnata, esibendo belle voci, competenza e presenza scenica. Il Ciambellano, vero “galoppino” del sovrano, aveva la voce scura e corposa del basso Davide Filipponi, controcanto ideale al sovrano ed irresistibile  nelle espressioni da vero “buffo”. Alessandra Ciriaci  ha prestato disinvoltura scenica,  voce bella ed ottima dizione nel doppio ruolo di Pasqualina/contadinella. Carlo Di Pietro (poi Orco, ruolo in cui ha esibito una voce scura e modulabile oltre che un’ottima interpretazione) e Giuseppe Ruggiero erano i due valletti del re, giustamente contrapposti nei timbri  (caldo e morbido il primo, bellissimo, squillante e svettante il secondo) , hanno ben figurato nel ruolo di assistenti del sovrano.  Comica e divertente la figura del bassotto , pronto ad entrare nei momenti piu’ imprevisti, interpretato dalla brava ballerina Maria Antonietta Monacelli. Bene il coro, partecipe ed entusiasta “voce di popolo” nelle scene di maggior coinvolgimento musicale. Benissimo il coro di voci bianche preparato da Paola Marcotulli, preciso musicalmente e teatralmente. La scenografia si affidava a pochi elementi “necessari” all’azione oltre che a videoproiezioni inerenti le situazioni musicali che via via si sovrapponevano. La regia semplice ed efficace di Enrico Dei Giudici, Loreto Cardarelli e della coreografa Katia Sperduti ha mosso abilmente i personaggi e le importanti masse corali nelle impegnative scene d’insieme, ben supportate dall’importante lavoro di preparazione musicale e coordinamento del bravo musicista e direttore di palcoscenico Giovanni Valle. Molto belli i costumi confezionati dall’Atelier Modum di Latina.

Alla fine applausi per tutti con particolare riconoscimento al Maestro Bono per la magnifica dimostrazione di come si possano ancora trovare validi spunti per proporre l’opera lirica in una confezione professionale, custode della tradizione ma al tempo stesso assolutamente alla portata di tutti.

 


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