Nabucco

Con questa formazione i 50 coristi del Rosetum sono

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20/mar/2005 14.09.33 Daniele Rubboli Contatta l'autore

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allegata foto :  pianista e musicista DEBORA MORI
neo direttrice Coro Rosetum di Milano

Con Il successo del Nabucco
IL CORO DEL ROSETUM
HA MESSO...  IL TURBO
 
Con l'edizione in splendida forma oratoriale di "Nabucco" di Giuseppe Verdi, andata in scena il 18 marzo per una adeguata vigilia di Pasqua al Teatro Rosetum di Milano, il Coro del centro Culturale Francescano ha definitivamente dato prova della sua nuova sorprendente maturazione artistica.
Passato già nel dicembre scorso sotto la guida dell'entusiastica quanto scrupolosa Debora Mori, musicista di grande talento e determinazione, il coro in poche settimane ha visto la fuga di alcuni elementi che avevano perso i primitivi entusiasmi, il ritorno di ex coristi che per ragioni diverse di erano allontanati e l'acquisto di forze nuove e vitali, tra le quali anche artisti professionisti in pensione dal Coro dell'Arena di Verona.
Con questa formazione i 50 coristi del Rosetum sono stati brillanti protagonisti del "Nabucco", non solo bissando il popolarissimo canto del "Va pensiero", ma facendosi applaudire a lungo ad ogni intervento e facendo dire al pubblico, che gremiva il teatro: "Questa ragazza ha messo il turbo al vecchio coro".
Tra i solisti magnifico il basso Sadahiko Higashihara (Zaccaria) e il baritono Carlo Maria Cantoni (un Nabucco di grande intensità espressiva), mentre la freschezza e sicurezza del tenore Sung Kyu Park ha dato ad Ismaele una lucentezza rara.
Diseguale nella fonazione, ma capace di ben sostenere le aspre tessiture di Abigaille, il soprano Donatella Giansanti, mentre un vero capolavoro ha fatto il mezzosoprano Elena Serra dando corpo e anima ad una Fenena finalmente in evidenza.
In forte crescita artistica il soprano Valeria Falini (Anna), autorevole il basso Ruggiero Lopopolo (Sacerdote di Belo) e con decoro il tenore Paolo Saccaggi che dal coro dava voce ad Abdallo.
Splendida l'esecuzione musicale di Luis Baragiola, di rara intensità, mentre Daniele Rubboli creava per ogni "parte" dell'opera una suggestione diversa invitando il pubblico a immaginare l'azione della quale ha messo in luce la grande tensione religiosa, come altrimenti non potrebbe essere in un'opera presa, come questa, dai testi della sacra Bibbia.
 
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da Laboratorio lirico Europeo di Milano
02.48707203
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