Zecchillo: lettera aperta al Prefetto.

22/mar/2005 19.21.13 Giuseppe Zecchillo Contatta l'autore

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LETTERA APERTA A PREFETTO BRUNO FERRANTE
GLI ARTISTI LIRICI NON SI ACCONTENTANO DELLA PACE, VOGLIONO TRASPARENZA E CHIAREZZA

Egregio Prefetto, abbiamo saputo dalla stampa che Lei si sta impegnando a mediare tra le divergenze sorte alla Scala fra Muti, Meli, il C.d.A, il Sindaco da una parte e i lavoratori, l'orchestra, i sindacati dall'altra.
Da quel che si è riusciti a capire, sembra che l'oggetto del contendere sia Mauro Meli, sovrintendente imposto e persona che non gode della stima dei dipendenti di ogni categoria. E' chiaro che il binomio Muti/Meli è ormai inscindibile, per cui si tratta di farlo accetare ai dipendenti in rivolta, promettendo loro chissà che.
Non dubitiamo che Lei possa convincerli e sedarli, ma - secondo noi - il punto è un altro.Non si sa e non si saprà mai il vero motivo per cui Fontana è diventato improvvisamente odioso a Muti dopo ben 15 anni di concordia, ma si sa che la Scala ha circa 16 milioni di euro di deficit. Una cifra enorme, a fronte del fatto che i dipendenti sono pagati dallo Stato e che la programmazione non è stata tale da giustificare questo pauroso sforamento di bilancio. Questo è il problema.
A nostro avviso perciò non basta mediare e pacificare, lasciando che la Fondazione Teatro alla Scala continui ad essere amministrata in modo irresponsabile e che ogni anno sia sull'orlo del fallimento economico. Bisognorebbe mettere mano ai conti e capire cosa è successo per evitare che succeda ancora.
A questo proposito, lo SNAAL ha chiesto alla Procura della Repubblica di svolgere un'indagine sull'amministrazione del teatro; i giornali ne hanno parlato e ci auguriamo che la nostra richiesta non venga archiviata.
Le sanatorie sembrano una soluzione, specialmente quando vengono offerte dagli sponsors, ma poi gli sponsors pretendono un rientro e...diventano i padroni della Scala.
Egregio Prefetto, ora che Lei è l'arbitro della situazione, non si limiti a cercare la pace a tutti i costi, perché ciò di cui la Scala ha soprattutto bisogno è l'onestà e la trasparenza. Altrimenti la decadenza del teatro sarà fatale.
Non vorremmo, fra un anno, trovarci come prima, peggio di prima.

Giuseppe Zecchillo
Sindacato Nazionale Autonomo Artisti Lirici

baritonozecchillo@email.it


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